Cross – Andrea Lalli campione d’Europa

Budapest, 9 dicembre – Ai Campionati Europei di corsa campestre, Andrea Lalli ha trionfato nella prova assoluta sui 10 km, vincendo per distacco (dieci secondi sull’argento, il francese Chahdi). Terzo si è classificato Daniele Meucci, nonostante una caduta rimediata a metà gara e grazie al proprio sprint micidiale, che gli ha permesso di

Budapest, 9 dicembre – Ai Campionati Europei di corsa campestre, Andrea Lalli ha trionfato nella prova assoluta sui 10 km, vincendo per distacco (dieci secondi sull’argento, il francese Chahdi). Terzo si è classificato Daniele Meucci, nonostante una caduta rimediata a metà gara e grazie al proprio sprint micidiale, che gli ha permesso di aggiudicarsi la volata a quattro contro il britannico Farrell e gli spagnoli Lamdassem e Castillejo.

Lalli si è imposto con  una condotta di  gara sempre in testa, la stessa tattica, cioè, che gli aveva in precedenza permesso di vincere i titoli europei under 23 (Bruxelles 2008) e juniores (San Giorgio su Legnano 2006). Su un percorso completamente ricoperto dalla neve, e con una temperatura di parecchi gradi sotto lo zero, Lalli ha preso il largo subito, poco dopo la partenza, seguendo dapprima le tracce del francese Chahdi, e poi andando via da solo, senza remore. Tutta la prova davanti, con il divario ad ampliarsi, giro dopo giro, e ridotto alla fine a “soli” dieci secondi in virtù di un’ultima tornata passata a salutare, scherzare con le telecamere e, infine, presentarsi sul traguardo fasciato nel tricolore. Gabriele De Nard, il capitano azzurro (con le sue sedici partecipazioni alla manifestazione), è diciottesimo, Patrick Nasti è quarantunesimo, tutti piazzamenti utili a far salire la squadra sul podio, alle spalle di Spagna e Gran Bretagna. Al traguardo anche Alex Baldaccini, sessantesimo, mentre Stefano La Rosa, per indisposizione, è stato costretto al ritiro a metà gara.

All’edizione di Budapest hanno partecipato 539 atleti provenienti da 35 paesi, nonostante l’abbondante nevicata che ha causato molti problemi alle delegazioni arrivate nella capitale ungherese dopo un viaggio molto lungo con un tragitto in pullmann da Vienna a Budapest per la chiusura dell’aeroporto della capitale ungherese. L’Italia si é classificata al sesto posto con un oro e due bronzi nel medagliere che ha visto il successo della Gran Bretagna con due ori, tre argenti e cinque bronzi davanti alla Russia (due ori, un argento e un bronzo) e alla sorprendente Irlanda, che ha conquistato due titoli con Fionnuala Britton e con la squadra femminile seniores.

 

Gara seniores maschile: Andrea Lalli ha vinto una storica medaglia d’oro assoluta con una gara di testa da antologia in una giornata magica per il cross italiano arricchita dal terzo posto di Daniele Meucci dietro al francese Hassan Chahdi e dalla medaglia di bronzo a squadre nella gara vinta dalla Spagna sulla Gran Bretagna Per l’Italia è la terza medaglia a squadre a livello assoluto dopo la vittoria nel 1998 a Ferrara e il terzo posto di Heringsdorf nel 2004. Per gli spagnoli i migliori piazzamenti sono stati il quinto posto di Carlos Castillejo e il sesto di Ayad Lamdassem, secondo delle ultime due edizioni degli Europei di cross nel 2010 e nel 2011.

 

Mai nella storia degli Europei di cross l’Italia aveva vinto un titolo individuale a livello assoluto. Lalli è diventato il primo atleta della storia nelle diciannove edizioni dei Campionati Europei di cross capace di vincere la medaglia d’oro in tutte e tre le categorie dopo i successi di San Giorgio su Legnano a livello juniores nel 2006 e di Bruxelles 2008 nella gara under 23. Come in occasione delle vittorie a San Giorgio e a Bruxelles Lalli ha dominato la gara dall’inizio alla fine con una tattica d’attacco . Il molisano allenato dall’ex siepista Luciano Di Pardo ha preso il comando fin dall’inizio insieme a Chahdi.

Lalli ha imposto il suo ritmo scavando un vantaggio diventato sempre più incolmabile giro dopo giro. Il vantaggio è cresciuto fino a 70 metri al quarto giro sul gruppo degli inseguitori guidato dal turco Polat Kemboi Arikan, campione europeo dei 10000 metri a Helsinki. Una tattica molto semplice da assoluto protagonista che gli ha permesso di vincere per distacco.

Addirittura Lalli, in vantaggio di 20 secondi sugli avversari a 500 metri dalla fine, si è permesso il lusso di iniziare a festeggiare il successo a 300 metri dalla fine con la bandiera italiana sulle spalle. Nell’ultimo tratto Lalli si é concesso allo spettacolo regalando sorrisi alle telecamere. Questo ha permesso agli avversari di recuperare qualche secondo ma la vittoria non è mai stata in pericolo.

 “Sapevo che sarebbe stato il mio giorno. Mi sentivo bene. Il lavoro svolto in allenamento- ha funzionato alla perfezione. Ho fatto molti sacrifici per vincere. Senza l’aiuto di Dio non avrei mai vinto”, ha dichiarato Lalli, che ha poi aggiunto: “Sono venuto a Budapest per vincere e non sono sorpreso della vittoria. Non volevo partire in testa fin dal via ma quando ho visto che i miei avversari che mi stavano dietro sembravano soffrire, ho deciso di mettere giù la testa e di partire. Il mio segreto è la tranquillità. Mi sono allenato un mese in Kenya al camp di Gianni Demadonna. Vado in Kenya da due anni e mi sento come a casa e ho tanti amici. Giorno dopo giorno mi sentivo sempre più convinto di poter vincere. In Kenya mi alleno con ragazzi straordinari. Le condizioni sono ideali ai 2.400 metri di altitudine.Ora parteciperò ad un paio di campestri in giro per l’Europa e alla “We run Rome” del 31 Dicembre. Tornerò in Kenya ai primi di Gennaio per preparare la maratona di Roma con un test intermedio alla Coppa dei Campioni di Cross ad inizio febbraio”.

Nel finale si è accesa la lotta per le medaglie d’argento e di bronzo. Chahdi, protagonista della prima parte della gara, é rinvenuto nelle fasi conclusive acciuffando la medaglia d’argento allo sprint in 30’11” con due secondi di vantaggio su Meucci, autore di una grande gara considerando la caduta che lo ha visto coinvolto intorno a metà gara. L’ingegnere pisano ha avuto la meglio in volata sul britannico Farrell e sugli spagnoli Castillejo e Lamdassem.

“Sono contento perché non ho preparato questi Europei in modo specifico. Ho scelto di esserci per aiutare la squadra. Ho capito in gara di potermela giocare per i primi posti. Quando ho provato ad andare via sono caduto e ho perso una ventina di metri. Nel finale ho prodotto il mio sprint che sta diventando il mio marchio di fabbrica come agli Europei di Barcellona e Helsinki”, ha detto Meucci.

In chiave azzurra va sottolineato anche il diciottesimo posto del veterano Gabriele De Nard alla sua sedicesima partecipazione in questa manifestazione (è il secondo atleta con più presenze nella storia degli Europei dopo Sergiy Lebid, l’unico ad avere preso parte a tutte le edizioni dal 1994). Il siepista triestino Patrick Nasti, quarantunesimo classificato, ha completato il bilancio azzurro che ha consentito all’Italia di salire sul podio nella gara a squadre.

 Gara seniores femminile: L’irlandese Fionnuala Britton ha conquistato il secondo titolo europeo di cross consecutivo dopo il trionfo dello scorso anno a Velenje in Slovenia con una straordinaria gara d’attacco. La Britton, prima donna capace di vincere due titoli europei di cross consecutivi, ha guidato il suo paese alla vittoria a squadre davanti alla Francia. Nella classifica finale per nazioni l’Irlanda e la Francia hanno concluso con lo stesso score di 52 punti ma il successo è andato alle irlandesi in virtù del miglior piazzamento ottenuto dalla loro quarta classificata. La Gran Bretagna ha completato il podio a squadre con 60 punti. Buon risultato complessivo per l’Italia, quinta a squadre. Nadia Ejjafini, in lotta per le medaglie fino ad un giro dalla conclusione, è stata ottima protagonista con un bel settimo posto dopo il quarto dell’anno scorso (miglior piazzamento di sempre per un’atleta italiana). Sono da ricordare il quattordicesimo posto di Fatna Maraoui, il ventinovesimo di Silvia Weissteiner e il trentaduesimo di Silvia La Barbera, il trentottesimo di Claudia Pinna e il trentanovesimo di Angela Rinicella.

Fionnuala Britton si è presentata in ottime condizioni di forma dopo il quarto posto nella campestre di Atapuerca in Spagna e il terzo al Cross de l’Acier in Francia. Durante l’estate ha migliorato tutti i primati personali sui 3000, sui 5000 e sui 10000 metri.La gara è entrata nel vivo dopo 12 minuti di gara quando si è formato un gruppo di otto atlete guidato dalla Britton e dalla portoghese Ana Dulce Felix (campionessa europea sui 10000 metri a Helsinki). Dopo 15 minuti di gara la Britton ha cambiato marcia e solo la belga di origini etiopi Almenesh Belete è riuscita a tenere il suo ritmo, mentre l’olandese Adrienne Herzog guidava il gruppo delle inseguitrici in terza posizione.A 1500 metri dalla fine la Felix si è ripresa da una piccola crisi e ha iniziato la rimonta che le ha permesso di superare la Belete in difficoltà e di conquistare il secondo posto in 27’47” a due secondi dalla vincitrice. Adrienne Herzog ha coronato la sua rimonta finale cogliendo il terzo posto in 27’48” staccando di sei secondi la Belete.

Gara femminile under 23: La britannica Jess Coulson ha rispettato il ruolo di favorita vincendo la gara under 23 femminile in 20’40” con nove secondi di vantaggio sulla russa Lyudmila Lebedeva. Terzo posto per Clemence Calvin in 20’52”. La Coulson, nata nel 1990, si era messa in luce nelle gare di preparazione nelle quali ha conquistato il successo ai Campionati britannici di Liverpool e il terzo posto al Cross IAAF di Atapuerca davanti alla campionessa europea 2011 di cross Fionnuala Britton.La piemontese Valeria Roffino e stata la migliore delle azzurre con un discreto ventitreesimo posto, due posizioni meglio di Alessia Pistilli. Più dietro, trentatreesima Giulia Viola e quarantaquattresima Federica Bevilacqua. La Russia ha trionfato nella classifica per nazioni con 27 punti,sei in più rispetto alla Gran Bretagna, mentre la Germania guidata dalla sesta classificata Corinna Harrer (specialista da 4’04” sui 1500 metri) ha completato il podio con 84 punti. Sesto posto per l’Italia con 125 punti

Gara maschile under 23: Il norvegese Henrik Ingebrigtsen ha coronato una stagione da incorniciare vincendo il titolo europeo under 23 di cross dopo l’oro agli Europei sui 1500 metri a Helsinki e il quinto posto sulla stessa distanza alle Olimpiadi di Londra. Il giovane norvegese ha vinto con 10 secondi di vantaggio sul belga Soufiane Bouchiki, mentre la medaglia di bronzo è andata al britannico James Wilkinson che ha aggiunto un altro piazzamento da podio dopo l’argento dello scorso anno.Ingebrigtsen ha lasciato sfogare nelle fasi iniziali lo spagnolo Abdelaziz Merzoughi che ha preso un vantaggio di 40 metri ma dopo 11 minuti di gara il gruppo degli inseguitori guidato da Soufiane Bouchiki lo ha ripreso. Bouchiki ha provato ad andare in fuga prendendo un vantaggio di 15 metri su Ingebrigtsen, Wilkinson e sull’olandese Jesper Van der Wielen Ingebrigtsen, secondo insieme a Wilkinson alle spalle di Bouchiki fino a 2 km dalla fine, ha prodotto l’attacco decisivo e con un finale da manuale ha conquistato il successo. Il migliore degli azzurri è stato Ahmed El Mazoury, quattordicesimo classificato nonostante una preparazione condizionata da un infortunio. L’Italia under 23 si è ben difesa chiudendo al sesto posto nella classifica per nazioni grazie al venticinquesimo posto di Manuel Cominotto (protagonista nella fase iniziale), al trentunesimo di Giuseppe Gerratana e al quarantaquattresimo di un ritrovato Andrea Sanguinetti, reduce da un serio infortunio.

 Gara juniores femminile: La serba Amela Terzic si é imposta sulla favorita britannica Emelia Gorecka al termine di un duello stupendo ricco di sorpassi e controsorpassi che hanno infiammato il pubblico assiepato sul percorso innevato di Budapest. La Gorecka, campionessa europea juniores di cross lo scorso anno a Velenje e medaglia di bronzo sui 3000 metri ai Mondiali Juniores di Barcellona la scorsa estate, sembrava avere la vittoria in pugno quando all’ultimo giro era riuscita a staccare la serba accumulando un vantaggio di 20 metri. Il divario sembrava decisivo ma su un tratto in discesa la Terzic ha premuto sull’acceleratore recuperando lo svantaggio sulla Gorecka. La giovane serba, medaglia d’argento sui 1500 metri ai Mondiali Juniores di Barcellona e doppia campionessa europea juniores in pista sui 1500 e sui 3000 metri, ha preso un vantaggio consistente nel tratto finale e ha portato a casa il successo in 13’29” con un vantaggio di 8 secondi sulla Gorecka. Nell’edizione degli Europei di cross dello scorso anno la Terzic si classificò al terzo posto La tedesca Maya Rahberg, sesta agli ultimi Mondiali Juniores di Barcellona sui 3000 siepi, ha conquistato la medaglia di bronzo in 13’43”.

Nonostante la delusione per la sconfitta nella gara individuale la Gorecka ha potuto festeggiare la medaglia d’oro a squadre insieme alle compagne Annabel Mason (quinta), Jennifer (ottava) e Jessica Judd (tredicesima). La Judd è una specialista degli 800 metri in grado di vincere la medaglia d’argento sul doppio giro di pista ai Mondiali Juniores di Barcellona dello scorso Luglio. La Germania ha vinto l’argento a squadre migliorando il bronzo dello scorso anno precedendo la Russia guidata dalla specialista dei 3000 siepi Evdokia Bykina, decima classificata.

Federica Del Buono, figlia d’arte dell’ex azzurro Gianni Del Buono, è stata la migliore delle giovani italiane in quarantesima posizione in 14’51” davanti a Martina Merlo (quarantasettesima in 14’57”), a Virginia Maria Abate (cinquantesettesima in 15’08”) e a Christine Santi (sessantaquattresima in 15’20”). Nella classifica finale le azzurrine si sono piazzate in undicesima posizione.

 

Gara maschile juniores: Il polacco Szimon Kulka ha vinto a sorpresa il titolo europeo juniores di cross in 18’43” con quattro secondi di vantaggio sul bulgaro Mirko Tsenov, mentre il britanico Kieran Clements ha completato il podio in 18’57”.Kulka, Tsenov e il belga di chiare origini keniane Kimeli hanno imposto il ritmo andando a guidare fin dalle battute iniziali in un gruppo di testa che comprendeva anche gli azzurrini Italo Quazzola e Samuele Dini. Dopo due terzi di gara Kulka ha cambiato marcia e l’unico a resistergli è stato Tsenov che ha saputo resistere fino a 1000 metri quando il polacco ha prodotto il secondo cambio di ritmo.Molto bravo il livornese Samuele Dini che, dopo una gara da protagonista nelle fasi iniziali, ha raccolto un ottimo tredicesimo posto. Si sono messi in luce anche il piemontese Italo Quazzola, ventottesimo, e il sedicenne trentino di origini etiopi Yemaneberhan Crippa, trentaduesimo. Grazie anche al quarantunesimo posto di Nekagenet Crippa, fratello di Yemaneberhan, Lorenzo Dini (gemello di Samuele), quarantaquattresimo e a Dylan Titon (settantasettesimo) l’Italia ha concluso con un buon sesto posto nella classifica per nazioni vinta dalla Russia davanti alla Francia e alla Gran Bretagna.