La speranza di Yassine El Fathaoui

La speranza di Yassine El Fathaoui

08 Aprile, 2021
Francesca Grana

Ha corso due maratone al di sotto del minimo olimpico: 2:11’08”/2019 e 2:10’10”/2020. Per allenarsi in vista di Tokyo è in aspettativa a zero ore dal lavoro di operaio metalmeccanico. Ma la sua convocazione dipenderà anche dai responsi che arriveranno dalla maratona di Siena di domenica 11 aprile. Su Correre abbiamo intervistato Yassine El Fathaoui, maratoneta italiano di origine marocchina.

Yassine El Fathaoui è un maratoneta italiano di origine marocchina. Ha 38 anni e vive in provincia di Parma, dove lavora come operaio alla Fornovo Gas, che a Traversetolo (PR) produce compressori di gas naturale. Al grande pubblico della corsa diventò noto il 29 settembre 2019, quando concluse la maratona di Berlino in 2:11’08” ottenendo così il tempo minino di partecipazione ai Giochi olimpici di Tokyo (2:11’30”). Nel 2020 si era migliorato ancora: il 23 febbraio, a Siviglia, aveva chiuso i 42,195 km in 2:10’10” nella stessa gara in cui Eyob Faniel Ghebrehiwet aveva stabilito il record italiano in 2:07’19”.

 

Ballottaggio a tre

Nonostante questi due tempi, la partecipazione di Yassine El Fathaoui alla maratona olimpica non è ancora sicura. Il direttore tecnico Fidal, Antonio La Torre, lo considera sotto osservazione assieme a Daniele Meucci e Stefano La Rosa. Anche Meucci, campione europeo di maratona 2014, è in possesso del minimo olimpico: 2:10’52” ottenuto nel 2019 a Francoforte. Si era poi ritirato alla maratona di Londra 2020 (quella disputata il 4 ottobre dai soli top runner) ed era pronto (come Valeria Straneo e Stefano La Rosa, entrambi in gara a Siena) a partecipare alla maratona di Berna (CH), il 14 marzo, prova annullata in ultimo per allerta meteo. Doveva essere al via a Siena ma ha dato forfait per problemi di condizione e quindi la sua convocazione rimane appesa a un filo.

Stefano La Rosa non ha il minimo olimpico. Il primato personale (2:11’08”) risale a Siviglia 2018.  Allenato (come Faniel) da Ruggero Pertile, il carabiniere grossetano ha corso l’ultima maratona in 2:13’48” a Berlino 2020.

Certi del posto in squadra per la maratona olimpica maschile al momento sono solo Eyob Faniel e Yassine Rachik, quest’ultimo con il 2:08’05” ottenuto nel 2019 a Londra.

In aspettativa per gli allenamenti

Su Correre di aprile abbiamo raccontato la storia di Yassine El Fathaoui: ha cominciato a correre da adulto, nel 2007, quando già viveva da tempo in Italia, seguendo i colleghi di lavoro alle corse podistiche domenicali della provincia di Parma. Di anno in anno è migliorato progressivamente fino al salto di qualità avvenuto, appunto, nel 2019: «In quell’anno avevo deciso di provare a correre sul serio: avevo completato la maratona di Roma in 2:17’04” allenandomi solo di sera tardi, dopo il lavoro… Dopo quella gara mi entrò in testa questo pensiero: “Ma se mi dedicassi solo alla corsa, quanto potrei migliorare?”. D’accordo con mia moglie, decisi allora di sacrificare le ferie per togliermi questa curiosità: nelle tre settimane a casa dal lavoro mi allenai due volte al giorno e soprattutto riuscii a riposare tra un allenamento e l’altro. Mi si aprì un mondo nuovo, un me stesso che non conoscevo. Da quelle tre settimane e dal successivo programma di sviluppo e mantenimento della condizione sono arrivato al “tempone” di Berlino» ha raccontato Yassine nell’intervista, ricordando che l’anno successivo, per preparare la maratona di Siviglia del 2020, aveva poi chiesto l’aspettativa dal lavoro.

 

Altri sei mesi senza stipendio

Aspettativa che ha preso di nuovo in questi primi sei mesi del 2021 per trasferirsi a Forlì, dove vive e lavora il suo allenatore Giorgio Reggiani (con lui nelle foto). Sacrifici, distanza dalla moglie e della figlia, freddo padano e allenamenti bi-giornalieri affrontati in nome del sogno olimpico.

«Sono grato ai miei colleghi e, con loro, a Ferdinando Bauzone, il mio datore di lavoro. Per l’azienda non è stato facile concedermi l’aspettativa, perché ogni posto di lavoro è necessario e le assenze si fanno sentire, ma nessuno mi ha fatto pesare la scelta, anzi: hanno condiviso il sogno che stavo coltivando, da quei miei tifosi che sono sempre stati. Alla fine del mio tentativo di meritarmi la convocazione olimpica saranno passati più di sei mesi dal mio ultimo turno in fabbrica e so bene che sei mesi rappresentano il limite di tempo “a zero ore” oltre il quale un’azienda potrebbe licenziare, ma il signor Ferdinando mi ha detto di stare tranquillo: il suo timore era che non ce la facessi economicamente a mantenere la famiglia in questo periodo, come se fosse un padre più che un titolare d’azienda» ha tenuto a precisare El Fathaoui nell’intervista concessa a Correre.

Domenica 11 aprile Yassine seguirà la corsa di Siena. In base ai risultati dovrà decidere con l’allenatore se correre o meno la maratona di Milano, il 16 maggio, a due mesi e mezzo dalla gara di Tokyo.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio intitolato “Tra color che son sospesi”, di Daniele Menarini, pubblicato su Correre n. 438, aprile 2021 (in edicola da inizio mese), alle pagine 72-75.

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