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Se la preparazione è polarizzata

01 Aprile, 2021
Foto: 123rf

Bassa o alta? Non parliamo di statura ma di intensità dell’allenamento! L’analisi di Orlando Pizzolato su questi opposti approcci alla programmazione

Alcune ricerche dello specialista norvegese Stephen Seiler hanno portato alla ribalta una modalità di allenamento definita “polarizzata”, col carico di lavoro suddiviso ai due estremi dell’intensità. In tale programmazione prevalgono il carico svolto nelle zone di bassa e alta intensità, mentre è ridotta la sollecitazione di medio impegno, spiega in apertura di articolo l’allenatore ed ex maratoneta azzurro Orlando Pizzolato.

Il professor Seiler ha verificato che la maggioranza degli atleti di alto livello svolge una preparazione che può essere invece racchiusa solo in tre zone. Gran parte del carico viene concentrato in zona Z1 (bassa intensità) e una parte minore, ma comunque significativa, in zona Z3 (soglia anaerobica-velocità critica). Il lavoro polarizzato, in termini percentuali, è in linea di massima del tipo 75-5-20, prosegue Pizzolato, aggiungendo però che la realtà è un po’ meno schematica rispetto a quanto evidenziato dal norvegese, nel senso che nel periodo di preparazione generale prevale, di solito, il metodo piramidale, nel quale c’è molto carico nella zona Z1 e Z2 (soglia del lattato e nella Z5 (potenza anaerobica). 

E gli amatori?

Per gli atleti amatori è più difficile disporre di dati tecnici, dal momento che in questi ambiti di ricerca le fonti sono quasi sempre gli atleti d’élite. 

In nostro aiuto arriva però uno studio condotto da ricercatori spagnoli, fra cui il professor Seiler, su 30 podisti non professionisti intorno ai 35 anni e di discreto valore tecnico (39’ circa il tempo medio nel pre-test sui 10 km), divisi in due gruppi: “polarizzato” e “soglie”.

Come si è svolto il test?

Per un periodo di 10 settimane i due gruppi hanno svolto 3 sedute specifiche.

1) A bassa intensità, inferiore alla soglia ventilatoria, di uguale durata per i due gruppi.

2) A media intensità, compresa tra la soglia del lattato e quella anaerobica. In questa zona di allenamento hanno svolto un carico maggiore del 20% i corridori del gruppo “soglie” rispetto a quello “polarizzato”.

3) Ad alta intensità, superiore alla soglia anaerobica. In questo ambito di carico il gruppo “polarizzato” ha svolto un lavoro superiore del 20% rispetto all’altro.

Per le conclusioni del test condotto in Spagna e per l’analisi di Orlando Pizzolato rimandiamo alla consultazione esaustiva dell’articolo su Correre di aprile, disponibile in abbonamento digitale e cartaceo. 

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Se la preparazione è polarizzata”, di Orlando Pizzolato, pubblicato su Correre n. 438, aprile 2021 (in edicola a inizio mese), alle pagine 26-28.

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