fbpx

Il viaggio della corsa verso la normalità

29 Ottobre, 2019
Foto: Giacomo Buzio 
Esperienze come il Tor des Geants e ricerche come quella di Bramble e Lieberman hanno aggiunto conoscenza sul valore della corsa. Altrettanto può fare ognuno di noi, nel momento in cui decide di sapere di più. A questo scopo, Correre di novembre propone alcuni approfondimenti

Nel servizio che apre il numero di novembre, le immagini del Tor des Geants (nella foto) prendono per mano il lettore per condurlo in una dimensione dominata dall’emozione. Tutto il mondo della corsa che si identifica nel concetto di “ultra”, in fondo, può essere suddiviso in un “prima” e un “dopo” la nascita del “Tor”, dieci anni fa.

Si allargano i confini della normalità

Da quando è entrata in calendario, questa prova di 330 km e 24.000 metri di dislivello positivo ha indotto a guardare con un occhio diverso molti aspetti del comportamento umano sotto sforzo. 

Scrive Pietro Trabucchi, autore del reportage: “Dieci anni fa si conosceva molto di meno di quello che oggi si sa in merito agli effetti fisiologici, psicologici, biomeccanici, chimici ed emozionali dell’ultradistanza”. Vero. Basterà ricordare come il Tor abbia spostato dentro i confini della normalità la deprivazione del sonno e gli stati di allucinazione, “Una cosa – ricorda Trabucchi – di cui i primi finisher parlavano con ritrosia, con pudore, spiattellando lentamente le parole mentre scrutavano le reazioni di perplessità crescere sul viso dell’interlocutore.”

Anche senza arrivare a questi ex concetti-limite, spostare comportamenti prima ritenuti anomali dentro i confini della normalità è un effetto costante della diffusione della corsa. Lo stesso atto del correre è entrato a far parte della normalità. Inutile ricordare che un tempo non era così, soprattutto per le donne. 

Normale è colui che corre

E se oggi la corsa è accettata come un’attività normale anche da chi non corre, in parte lo dobbiamo anche a una ricerca coraggiosa e rivoluzionaria: Born to run: endurance running and the evolution of homo di Dennis Bramble e Daniel Lieberman, dalla cui pubblicazione sulla prestigiosa rivista Nature sono passati esattamente 15 anni (era sul numero di novembre 2004, con copertina dedicata). In questo caso, su Correre di novembre, a riflettere su cosa, grazie a quella ricerca, abbia da allora cominciato a rientrare nella normalità è Luca Speciani, che senza remore afferma: “Nell’ambito della medicina il lavoro di Bramble e Lieberman ha chiarito come l’attività fisica di endurance sia parte ineludibile della nostra vita quotidiana. Siamo animali strutturati per la corsa di lunga durata. Tutti coloro che prima del 2004 ritenevano che la normalità fosse stare seduti sul divano a guardare un telefilm, oggi devono ricredersi: il “normale” è colui che si muove 2-3 ore al giorno a una velocità e con una persistenza in grado, ad esempio, di sfiancare un cinghiale.”    

Conoscere aiuta a correre meglio

Esperienze come il Tor del Geants e ricerche come quella di Bramble e Lieberman hanno aggiunto conoscenza sul valore della corsa. Altrettanto può fare ognuno di noi, nel momento in cui decide di sapere di più. A questo scopo, Correre di novembre propone, ad esempio, gli approfondimenti di Orlando Pizzolato sui segreti del recupero e di Fulvio Massa sui metodi per mantenere sempre il ritmo più elevato possibile nelle corse di trail running.

Buona lettura.

Correre Novembre 2019

Questo mese parliamo di… Panorama – “Io credo in te” è il titolo della borsa di studio che Orlando Pizzolato mette a disposizione dei futuri mezzofondisti. Correre è media partner di questa iniziativa di cui su questo numero viene pubblicato il bando. Candidature entro il 30 novembre. Reportage – Il Tor des Geants quest’anno ha […]

SEMPRE IN QUESTO NUMERO

Donne-runner – Amicizie nate correndo

31 Ottobre, 2019

Hashtag #BRF, Best Running Friends: ovvero, come la passione per la corsa porta a creare relazioni tutte nuove e speciali, con quella sfumatura e quello spirito di condivisione in più che spesso le differenziano dalle altre. Nello spazio dedicato al running al femminile del numero di novembre si parla di amicizia. E in particolare di […]

Scienza: siamo davvero nati per correre 

29 Ottobre, 2019

Nel quindicesimo anniversario dalla sua pubblicazione, vediamo quanto ha inciso l’importante ricerca Born to run: endurance running and the evolution of homo di Dennis Bramble e Daniel Lieberman sulle conoscenze che riguardano l’alimentazione e la salute umana, oltre che sulle possibilità di comprendere le dinamiche dei nostri comportamenti quotidiani “Quando l’uomo ha iniziato a trasformarsi […]

Proteine a colazione 

29 Ottobre, 2019

Queste sostanze sono fondamentali, soprattutto per gli sportivi, come stimolo delle funzioni anaboliche di muscoli, collagene, ossa, articolazioni, cartilagini. E assumerle solo a pranzo e a cena non basta. Un’assunzione proteica troppo scarsa deprime la crescita muscolare e con essa il metabolismo. Se non si mangiano proteine si può anche fare molto sport o passare […]

I muscoli del runner: gli infortuni più frequenti e le relative cause

29 Ottobre, 2019

Una trattazione fondamentale con le cause e le tipologie degli infortuni statisticamente più frequenti nei podisti. L’ha preparata Luca De Ponti ed è pubblicata su Correre di novembre Quand’è che un muscolo subisce una lesione delle sue fibre contrattili? “Quando non dispone di un adeguato nutrimento nella fase anabolica.” “Se lavora male o troppo.” “Se […]

Trail running, come ottenere il nostro miglior tempo possibile

29 Ottobre, 2019

Come si fa a mantenere il nostro massimo ritmo quando il terreno e la pendenza cambiano di continuo? Saggezza, esperienza e conoscenza di sé stessi sono le armi migliori per questo obiettivo, ma a volte non bastano. Un aiuto, di recente, ci è arrivato dalla tecnologia, con la funzione “PacePro” di Garmin Un certo tempo […]

Per correre più forte bisogna conoscere come funziona il recupero 

29 Ottobre, 2019

Orlando Pizzolato indaga sui vantaggi del giusto recupero dimostrando come possano incidere sul nostro livello di preparazione almeno tanto quanto l’intensità della corsa. “Un momento di specifica efficacia”, lo definisce il nostro direttore. “Il principio è semplice: le cellule si ricaricano di energia, che sono poi pronte a usare in forma più specializzata. Accade in […]