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Per correre più forte bisogna conoscere come funziona il recupero 

Foto: 123Rf
Di: A cura della redazione
Orlando Pizzolato indaga sui vantaggi del giusto recupero dimostrando come possano incidere sul nostro livello di preparazione almeno tanto quanto l’intensità della corsa. “Un momento di specifica efficacia”, lo definisce il nostro direttore.

“Il principio è semplice: le cellule si ricaricano di energia, che sono poi pronte a usare in forma più specializzata. Accade in natura e lo stesso meccanismo regola il corpo umano.”

Orlando Pizzolato dedica il suo articolo tecnico di Correre di novembre all’importanza delle forme di riposo per la qualità della prestazione e tratta sia del riposo inteso come recupero tra una seduta e l’altra, sia di quello all’interno della stessa seduta (tra le ripetute, ad esempio), sia dei periodi di rigenerazione da inserire senza timore dopo gare importanti.

“L’allenamento intervallato – scrive Pizzolato come primo esempio – è stato ideato con l’obiettivo di aumentare la sollecitazione del corpo e di determinare quindi livelli più alti di adattamento fisico. Nella struttura di tale metodo hanno una rilevanza particolare non solo l’intensità dello sforzo ma anche il recupero, che, se adeguamento gestito, determina precisi effetti fisiologici. Il recupero va inteso quindi come un momento di specifica efficacia, tanto che proprio grazie alle pause si può arrivare a carichi di allenamento molto elevati e densi. Proiettando questo aspetto (il recupero) in un contesto temporale più esteso, quello della programmazione dei cicli di allenamento, la pausa rigenerante che un atleta dovrebbe inserire nel corso della preparazione ha effetti rilevanti sulla qualità del rendimento, sul mantenimento del periodo di piena efficienza e anche sulla durata della carriera.”

Il direttore tenta poi la difficile impresa di convincere il lettore del fatto che recupero, rigenerazione e riposo non siano mai una perdita di tempo e lo fa portando gli esempi dettagliati dell’ampio spazio dedicato alla rigenerazione da Eliud Kipchige e Bernard Lagat.

Il testo è poi completato dai consigli pratici su come vanno inseriti i periodi di rigenerazione e come definire i tempi di recupero durante una seduta e tra gli allenamenti.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Prendiamoci delle pause”, di Orlando Pizzolato, pubblicato su Correre n. 421, novembre 2019 (in edicola a inizio mese), a pagina 32.

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