Under Armour Hovr Infinite, lancio in grande stile all’Ispo di Monaco di Baviera

Nel mondo delle scarpe da corsa, come più in generale in quello dello sport business, uno dei momenti più attesi è quello dell’Ispo, la fiera internazionale dei prodotti per lo sport che si svolge ogni inizio di febbraio a Monaco di Baviera. Nel pomeriggio di lunedì 4 febbraio, lo staff di Correre, presente anche il nostro esperto di calzature, Filippo Pavesi, ha assistito alla presentazione europea della nuova calzatura Under Armour, la Hovr Infinite, il cui test è stato anticipato su Correre di febbraio, cioè il numero che è disponibile in questo periodo in edicola e in versione digitale.

Una potenza dello sport

Nell’evento di lancio è stato ricordato che la presenza di Under Armour nel mondo del running non è una novità, perché una prima collezione venne già prodotta nel 2009 (vedi Correre n. 289, novembre 2008). Alle spalle di questo brand, che agli appassionati di più recente passione può apparire “nuovo”, c’è la realtà di uno dei colossi statunitensi del settore, specialista del segmento “performance apparel” e leader dell’intimo tecnico utilizzato dai giocatori di football americano.

Una dimensione che permette all’azienda di Baltimora fondata da Kevin Plank di investire molto in ricerca tecnologica, come è apparso chiaro anche ai tester di Correre che hanno provato la nuova “Hovr Infinite”.

Un’evoluzione in linea

La prova effettuata a Monaco di Baviera da Filippo Pavesi, Adriano Paulicelli e Fabio Scarsella, ha confermato quanto dichiarato da Daniele Menarini su Correre di febbraio: “Correre con le Hovr Infinite mi ha trasmesso innanzitutto un senso di comfort, elemento che assume valore col crescere del tempo di utilizzo: quando i tempi di corsa si dilatano, ecco che gli elementi che concorrono al senso di comfort diventano importanti. Anche nelle nuove Hovr Infinite è stata utilizzata la versione aggiornata del sistema di ammortizzazione denominato appunto “Hovr”, formato da un’intersuola a due componenti, con un anello esterno in EVA a media portanza, che avvolge un cuore in schiuma morbida, rivestito a sua volta da una maglia di rete definita Energy Web e visibile nell’area del tallone.”

Ci troviamo in presenza di una struttura di scarpa che riesce a offrire una buona protezione pur nell’ambito di un diffuso utilizzo di materiali elastici nella consistenza e morbidi al tatto, presenti nella tomaia come nel contrafforte esterno. Quest’ultimo elemento si conferma (come già nella precedente Under Armour “Sonic”), il componente meglio riuscito di questa scarpa.”

Alla sensazione generale di comfort contribuisce anche l’allacciatura, con colletto e linguetta in maglia elasticizzata, ad apertura ampia, che facilità la regolazione e la calzata e va un po’ in controtendenza rispetto al trend di queste ultime stagioni, in cui le allacciature più innovative risalgono a stringere il piede al collo, costringendo ogni volta il corridore a svolgere i lacci completamente per poter infilare la scarpa.

Rispetto agli analoghi modelli precedenti, il differenziale è ridotto da 10 a 8 mm, ma lo spessore dell’intersuola rimane significativamente alto per quasi tutta la lunghezza del piede, e anche questo contribuisce all’ammortizzazione.

UA MapMyRun, un coach… nell’intersuola

Nell’intersuola della scarpa destra è presente un sensore che mappa il nostro modo di correre, la frequenza del passo e la durata dell’allenamento. Scaricando l’applicazione “UA MapMyRun” sul proprio telefono, ogni runner che utilizza le Under Armour Hovr Infinite avrà a disposizione un coach che potrà collaborare nel miglioramento di tutti gli elementi di una corsa corretta.

Articoli Correlati

Fresh Foam Zante Pursuit
New Balance: un video per celebrare le donne indipendenti
Asics, a febbraio arriva la GEL Nimbus 21
Nike Epic React Flyknit 2
Nuovo look per Nike Epic React Flyknit 2
E’ una Milano Marathon proiettata al futuro e con lo sguardo rivolto a Berlino
Asics presenta a Londra la Gel-Kayano 25 
Asics presenta a Londra la Gel-Kayano 25 
Stagione nuova, nuove scarpe da running. I consigli per non sbagliare