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Giancarlo Colombo

Zona mista – Non è colpa del calcio se l’atletica non la guarda nessuno

Diciamola tutta e fino in fondo. E’ assai difficile, per non dire impossibile lottare, amici dell’atletica, contro il Mondiale di calcio. La sfida, se così si può chiamare, non è improba, è addirittura persa in partenza. Fosse un incontro di tennis sarebbe un 6-0, 6-0, se un match di boxe, un k.o. nei primi round. Contro un Mondiale di calcio dovremmo schierare i Giochi Olimpici oppure un Mondiale di atletica. In quel caso, qualora perdessimo, e ci sono molte possibilità, lo faremmo con onore. Vengo al dunque: sabato 14 giugno sui canali Rai impazzava il Mondiale e a mezzanotte gli azzurri di Prandelli scendevano in campo, in quel di Manaus, contro gli uomini della cosiddetta terra d’Albione (l’Inghilterra). Un paio d’ore prima, a New York, andava in onda su Fox il meeting della Diamond League. Così, mentre i vari Barshim e Bondarenko toccavano vette quasi mai raggiunte in una gara di salto in alto, sui social network gli aficionados dell’atletica elargivano a piene mani le loro considerazioni, che potevano essere tradotte più o meno così: l’atletica è divertimento, il calcio è noioso. Nel frattempo l’atleta che smuove interessi “incredibili” del dio pallone non  era ancora sceso in campo. Parlo di Mario Balotelli. Prima considerazione: l’atletica è uno sport individuale, che  ha bisogno, almeno da noi, a volte di essere raccontato, spiegato, e non è di certo una disciplina che manda in solluchero, perché è fatta per intenditori. Il calcio, sport nazionale, è imprevedibile, affascinante e sa dare emozioni assai diverse da quelle dell’atletica. Ma c’è un punto d’incontro tra le due discipline: se avete osservato bene uno dei tanti spot televisivi, pure Usain Bolt, testimonial una carta di credito di livello internazionale, pubblicizza i Mondiali di calcio. Conclusione: inutile fare la guerra al gioco del calcio, teniamoci stretti i vari Bolt, Barshim o Bondarenko. Tutti e tre hanno la lettera B come iniziale, come Balotelli, appunto. Molto dipende dalla televisione, mi piacerebbe avere i dati di ascolto di Fox sui meeting di New York, visto che la Rai ha rinunciato da tempo alla Diamond League tenendosi stretto solo il Golden Gala romano, dove l’audience è discreta. Ma finchè non ci sarà un atleta azzurro che possa fare rivivere le gesta di Mennea, Simeoni, Cova, Dorio, Bordin, Damilano, Brugnetti, Baldini, di seguito ne avremo sempre di meno.