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Un altro no ad Alex Schwazer

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

Il Tribunale di Losanna ha deciso che la condanna per doping comminata ad Alex Schwazer resta valida fino al 2024.

Niente da fare. In riva al Lemano porta sbattuta in faccia ad Alex Schwazer. La notizia è giunta martedì pomeriggio, anche se scrive il quotidiano elvetico “La Regione”, con una sentenza del 17 marzo resa nota solo nei primi giorni di questo mese, il Tribunale Federale di Losanna ha respinto la richiesta d’annullamento della squalifica di otto anni comminata al marciatore per positività al testosterone.

L’uso di doping da parte dell’atleta azzurro fu accertato nell’estate del 2016, poco prima dell’inizio dei Giochi di Rio, la seconda dopo di quella ammessa nella drammatica conferenza stampa trasmessa in diretta tv, quattro anni prima durante i Giochi di Londra 2012, mentre si apprestava a difendere il titolo olimpico nella 50 km. In quell’occasione Alex dichiarò tra le lacrime di avere assunto eritropoietina (Epo), mentre per la seconda squalifica il marciatore altoatesino, oro nella 50 km di Pechino, ha sempre dichiarato la sua innocenza.

La vicenda di Schwazer, che all’epoca dei fatti travolse tutta l’atletica italiana divisa tra colpevolisti e innocentisti, forse può considerarsi completamente conclusa, anche se chi conosce la caparbietà dell’uomo di Racines e di tutto il suo entourage assai incline a cercare di fare valere le loro tesi, convinti dell’innocenza del loro assistito, cercheranno magari nuove strade da percorrere. La tesi della difesa si è sempre basata sulla manipolazione delle provette in seguito al controllo avvenuto il primo gennaio del 2016, mentre Alex Schwazer si stava allenando per rientrare nella Coppa del Mondo di marcia, gara che si disputò nel maggio dello stesso anno nel cuore della capitale con vittoria dell’ex carabiniere nella “sua” 50 km. con arrivo alle Terme di Caracalla.

Il Tas di Losanna già mesi fa bocciò la richiesta di sospensiva da parte del collegio degli avvocati dell’ex azzurro, questa volta hanno ritenuto che la richiesta degli stessi, non contenesse alcun fatto nuovo. I cosiddetti fatti nuovi prodotti della difesa non sono stati accettati dai giudici di Losanna, pertanto Alex Schwazer che nel frattempo in questi anni, è diventato padre di una bimba, si è sposato, potrà ritornare al gareggiare nel 2024 quando avrà 39 anni. La pandemia di coronavirus che ha ammorbato il mondo intero, ha costretto i Giochi Olimpici di Tokyo a collocarsi nel 2021, in quell’occasione il tecnico Sandro Donati, allenatore si Alex, aveva quasi sognato, qualora avessero accettato le loro richieste, di poter fare disputare le Olimpiadi a Schwazer.

La risposta è stata negativa. Tutto finito. L’atleta, tra l’altro, lamentava il fatto di non aver potuto allestire una difesa degna, il tutto avvenne proprio a Rio de Janeiro, poco prima dell’inizio delle Olimpiadi, considerò il procedimento istruttorio in maniera molto sommaria. Infatti, sia il marciatore sia Sandro Donati erano volati in Brasile, sperando di poter prendere il via alla gara sulla distanza dove otto anni prima Alex Schwazer si era messo al collo l’oro olimpico. Il 2024 è assai lontano, chi conosce a fondo l’ex ragazzo capace di un “tacco e punta” di gran valore, potrebbe pure pensare che non è certo il tipo che si arrende facilmente. Traduzione: sentiremo parlare ancora di lui.