Giancarlo Colombo

Torino – Il futuro della maratona in TV

L’edizione 2012 della Turin marathon ha sancito l’ingresso in scena di un nuovo sistema di produzione televisiva, più economico e al tempo stesso potenzialmente in grado di proporre in tv una dimensione più completa della gara, non più fossilizzata sui soli top runner (la battaglia a lungo portata avanti da Correre per dare spazio alla “pancia della maratona”).
La parte più visibile di questa nuova produzione è l’utilizzo dei Droni teleguidati al posto della costosa coppia di elicotteri (elicottero-ponte ed elicottero con telecamera), con tutta la struttura altrettanto costosa che il loro utilizzo comporta. Un gigantismo che la Rai non si può più permettere e tantomeno gli organizzatori.
“I droni, però, sono la punta dell’iceberg di un sistema complesso che richiede professionalità d’eccellenza” ha precisato Luigi Chiabrera, quando mercoledì 27 febbraio, a Torino, al Museo della musica situato all’interno della Mole antonelliana, ha presentato il bilancio della prima, sperimentale, diretta Rai effettuata col nuovo sistema.
Ecco i dettagli:
Telecamere – Ne sono state utilizzate 10, di cui una radio camera, quattro camere connesse via cavo triax e cinque camere in movimento. Il tutto è stato coordinato nell’OBVan Regia dal regista.
Droni (nella foto) – Ne sono stati uitilizzati 2, rispettivamente a quattro e a dodici eliche. La loro versatilità ha consentito di sfruttare una prospettiva da “telecamera a spalla” proponendo prospettive aeree nuove, più vicine alla testa dei maratoneti e con più possibilità di lasciarsi scorrere sotto la gara, inquadrando così anche chi corre nel mezzo del serpentone dei runner e nelle retrovie. Durante la presentazione è stato riproposto unn passaggio della diretta con gli atleti inquadrati dentro a un tunnel, una sequenza impossibile dall’elicottero e difficile anche per un operatore in moto, se utilizza un sistema di trasmissione immagini tradizionale.
Tecnologia broadband multicanale – La tradizionale presenza dell’elicottero ponte per la trasmissione delle immagini dalle telecamere in movimento (sulle motociclette, sull’elicottero, etc.) è stata sostituita da una tecnologia broadband multicanale (per la Turin Marathon sono stati utilizzati dei modem Live U 40 e Live U 60. Di dimensioni più contenute il primo, più adatto a essere sollevato con i droni, i due sistemi di codifica possono contenere rispettivamente 4 e 8 sim card/chiavette internet contemporaneamente. Per la prima volta in un evento pubblico è stata utilizzata la tecnologia 4G/LTE, lanciata sul mercato da Telecomitalia appena qualche giorno prima della gara del 18 novembre 2012. Le immagini, una volta trasmesse in regia, sono state riassemblate in un server, utilizzando un fascio di fibra ottica da 100 Mb, suddiviso sulle cinque telecamere in movimento. Giunte le immagini in regia, il regista sceglie le migliori e le trasmette corredandole della grafica necessaria attraverso un sistema di uplink satellitare. L’utilizzo della rete mobile LTE e 42M ha quindi eliminato la necessità del sorvolo di elicotteri con un notevole risparmio dal punto di vista economico e un ridotto impatto ambientale.
Fonia da cellulare – Una struttura di bridge da parte del partner Telecomitalia ha assicurato la comunicazione tra i diversi operatori impegnati nella produzione televisiva. Questo sistema ha permesso il trasferimento di informazioni tra la regia e i cameramen, e la messa in onda del segnale audio proveniente dalle postazioni in bicicletta di Laura Fogli (testa gara donne) e Orlando Pizzolato (testa gara uomini). Per facilitare l’operatività durante la diretta è stata realizzata un’applicazione ad hoc per Android, che consentiva ai diversi operatori di rimanere in contatto continuo con la regia e al sistema stesso di individuare eventuali sospensioni della linea con l’immediato recupero della stessa.
Potrebbe essere l’inizio di un nuovo sistema di lavoro, che possa con costi contenuti essere proposto anche a network diversi dalla Rai e che possa portare sul piccolo schermo anche gare di dimensione medio-piccola, fino a ora quasi sempre escluse dalla trasmissione.