fbpx

Novembre – Un amico maestro

27 Ottobre, 2014

Noi di Correre non possiamo esimerci da ricordare a tutti i lettori la scomparsa di Roberto Terzaghi, che ci ha lasciato una notte di inizio ottobre in fondo a una rapida, ma inesorabile malattia.

Ho avuto la fortuna di lavorargli accanto, condividendo innanzitutto la passione per quello che insieme andavamo costruendo. E quando c’è di mezzo la passione, “lavorare insieme” finisce per significare “vivere insieme”. Eravamo negli anni Ottanta. L’atletica e, più in generale, lo Sport olimpico si affacciava al professionismo. Roberto ha aperto la via italiana alle sponsorizzazioni. Aziende e manager, atleti e dirigenti di società, organizzatori e Media di ogni tipo, tutto il sistema che mette a frutto onestamente la passione degli sportivi, tutti gli devono, gli dobbiamo qualcosa. Personalmente gli devo soprattutto l’aver imparato a lavorare con il sorriso, anche nei momenti più intensi e difficili.

Sergio Meda, che pure lo conosceva bene, Io ha ricordato su correre.it con parole che condivido e che qui riporto. Aveva 64 anni, era originario di Varese ma a Milano era giunto piccolissimo per rimanervi a lungo. Vanto del liceo Carducci che allora sfornava solo persone di qualità, è stato, poco più che ventenne, anche un discreto sprinter. Gradiva i 100 metri e la staffetta più della distanza doppia.

Uomo di spessore e di profonda cultura, non soltanto sportiva, si era laureato in Giurisprudenza in Statale a Milano, ma non esercitava l’avvocatura. Aveva approfondito le tecniche da applicare allo sport professionistico, in particolare la via italiana alle sponsorizzazioni. Nei primi anni Ottanta era consulente del dottor Sorbini, titolare della Also Lab, non ancora Enervit. Poi una brillante carriera da direttore marketing e comunicazione della Lega Pallavolo di A, indi responsabile dell’area marketing del Centro Studi e Ricerche della Fidal e, dal 1986 al 1988, coordinatore del pool degli sponsor, sempre in Fidal, prima del grande salto, deciso a 39 anni quando fonda Challenge, agenzia di sportsmarketing ed eventi che ha fatto scuola, grazie a lui e a collaboratori di qualità.

Suoi il lancio di Gatorade e il suo consolidamento sul mercato italiano, suo il riposizionamento di Lasonil nello sport, l’avvento di Streetball in Italia con Adidas e il lungo sodalizio con i Marrucci e Sixtus Italia su ogni fronte: dalle squadre di club alle nazionali in una grande varietà di discipline. Suoi in serie gli eventi estivi e invernali, riusciti tour e circuiti di sport, con una stretta collaborazione agli eventi in rosa, quelli di Gazzetta. Inevitabile che tanta esperienza sfociasse nell’insegnamento: all’università di Parma era docente del Master in Organizzazione dello Sport e dello Spettacolo Sportivo, con studenti che pendevano letteralmente dalle sue labbra.

Ci mancherà la sua lucidità, il nitore morale, ben più dell’onestà intellettuale che definiva, con signoriltà, un dato scontato, come essere biondi o bruni. Senza merito, insomma.