Mondiali Allievi – Terza giornata: la Reina in finale, argento di Erika Furlani nell’alto

Nicole Svetlana Reina si é comportata da campionessa consumata nelle batterie dei 2.000 siepi, dove ha centrato un’agevole qualificazione in 6’45”22, non lontana dal suo recente primato personale stabilito al campo XXV Aprile di Milano a fine aprile. La ragazza di origini ucraine, adottata da una famiglia lombarda, si è classificata terza nella sua batteria e ha ottenuto il miglior tempo tra le atlete europee. L’allieva di Giorgio Rondelli è piaciuta soprattutto per la sua condotta di gara autoritaria. Nell’ultimo giro ha piazzato anche lo sprint malgrado la qualificazione fosse ormai al sicuro. La keniota Daisy Chepkemei ha fatto registrare il miglior tempo in assoluto con 6’24”72. La seconda batteria è stata vinta dalla connazionale Rosefline Chepgnetich con 6’46”32.

2.000 siepi uomini – Si è svolta la finale, dove l’etiope Marese Kashay ha battuto i favoriti Nicholas Bett e Justus Lagat con la migliore prestazione mondiale di categoria di 5’19”99 . Per avere un idea del valore tecnico della gara, basterà notare che Bett ha vinto l’argento in 5’20”92, tempo migliore rispetto al precedente primato di categoria del maroochino Ohuaddi Nabil, che resisteva dal 2006. Lagat si è classificato terzo in 5’30”00 in una gara dove i primi sei hanno migliorato i loro primati personali.

800 m donne – Elena Bellò si è battuta molto onorevolmente classificandosi quarta nella sua semifinale con il suo primato personale letteralmente sbriciolato di 2’08”69. La favorita islandese Anita Hinriksdottir è stata inizialmente squalificata, ma poi riammessa in finale.

Alto donne – La terza giornata ha sorriso ai colori azzurri. Finalmente c’è una medaglia da festeggiare, ancora più piacevole, perché del tutto inattesa. L’ha portata a casa la saltatrice in alto della Cariri Rieti Erika Furlani, che ha migliorato il suo record personale portandolo da 1,78 m a 1,82 m. Erika è figlia d’arte. Suo padre Marcello saltava in alto anche lui e ha vestito la maglia azzurra. Sua madre di origini senegalesi, Kathy Seck, era una buona velocista. L’australiana Eleanor Patterson ha conquistato la medaglia d’oro con 1,88 m. Quattro anni dopo l’oro di Alessia Trost, l’Italia ha trovato una nuova interprete sulla quale puntare per il futuro. Erika ha potuto festeggiare una medaglia insperata con i genitori presenti in tribuna.

Triplo donne – Le soddisfazioni per l’atletica non finiscono qui in una giornata dalle mille emozioni. Il triplista romano Simone Forte ha polverizzato letteralmente il record personale portandolo da 14,83 m a 15,62 m, terza migliore prestazione italiana all-time di categoria alle spalle di Andrew Howe e Paolo Camossi.

Altre gioie azzurre – Le altre gioie azzurre sono arrivate dall’astista Luigi Colella, che ha centrato la qualificazione alla quota di 4,85 m e dalle velociste Anna Schena e Micaela Moroni sui 200 m. La veronese Schena ha migliorato di 18 centesimi di secondo il suo personale con 24”81. Brava anche Moroni, che è andata vicina al suo personale correndo in 24”58. Nelle batterie dei 200 m ha brillato la svedese di colore Irene Ekelund, un talento capace di correre un fantastico 23”02 (a tre soli centesimi di secondo dal record dei campionati detenuto dalla cubana Aymee Martinez nell’edizione di marrakesh 2005). Ekelund, quinta nella finale dei 100 metri di Giovedì, si era già messa in luce durante la stagione indoor correndo in un fantastico 23”15.

Prove multiple – L’altra stella emersa nella terza giornata è  stata l’eptathleta britannica Morgan Lake, che nel contesto della gara di prove multiple ha realizzato un eccellente 1,90 m nel salto in alto, mancando addirittura di due centimetri il record dei campionati di questa disciplina. Addirittura la giovane britannica ha fatto meglio di Alessia Trost in occasione della vittoria iridata a Bressanone 2009. Lake ha concluso la prima giornata dei Mondiali con 3.736 punti grazie anche al 14”12 nei 100 a ostacoli, al 14,59 m nel peso e al 25”56 nei 200 m. Dopo Jessica Ennis e Katharina Johnson Thompson (campionessa mondiale under 18 a Bressanone 2009), la Gran Bretagna ha trovato un’altra grande interprete delle prove multiple.

Nelle altre finali spicca soprattutto il secondo successo della Giamaica nei 110 ostacoli, dove Jaheel Hyde ha sfiorato il record del mondo under 18 del francese Belocian per un centesimo correndo in 13”13 solo ventiquattro ore dopo il trionfo con primato mondiale della connazionale Yanique Thompson. Lo statunitense Marlon Humphrey, tra i favoriti anche nei 400 ostacoli, ha vinto l’argento in 13”24 precedendo il cinese Lu Yang (13”33).

Il giamaicano Martin Manley ha battuto il favorito statunitense Ryan Clark sui 400 m in 45”89, secondo tempo di sempre per un allievo del paese caraibico alle spalle di Usain Bolt. Clark si è dovuto accontentare del secondo posto in 46”46 davanti al keniota Aleksander Sampao.

In modo molto simile la favorita statunitense Olivia Baker è entrata sul rettilineo finale in testa, ma è stata superata dalla britannica Sabrina Bakare che si è aggiudicata l’oro in 52”77. Baker finisce al secondo posto in 53”38 davanti alla giamaicana Tiffany James, che si è aggiudicata il bronzo in 53”56.

Pronostici rispettati invece nel triplo femminile dove Florentina Marincu si è laureata campionessa del mondo con la migliore prestazione mondiale dell’anno di categoria di 13,75 m, a 11 centimetri dal record dei campionati realizzato da Cristina Spataru 11 anni fa. L’argento è andato alla cinese Wang Rong con 13,69 m. Strepitosa anche Benedetta Cuneo che arriva sesta con 13,27 m a soli cinque centimetri dal record italiano di Ottavia Cestonaro.

Nel giavellotto, l’australiano Matthew Denny, una delle stelle annunciate della manifestazione, sembrava essersi messo al collo la medaglia d’oro con un lancio, il quinto e penultimo, da 78,67 m, ma a sorpresa il croato Matija Greguric ha realizzato un clamoroso 79,38 m all’ultimo tentativo. Il bielorusso Raman Zholudzheu si è avvicinato pericolosamente con un ultimo lancio di 79,02 con il quale ha scalzato Denny dal secondo posto. Ai Mondiali allievi nessun risultato è sicuro fino alla fine e anche i pronostici che sembrano scontati possono venire stravolti.