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Maratona di Padova: il video sulla crisi di Magut fa il giro dei Media

30 Aprile, 2014

Di arrivi “alla Dorando Pietri” la storia della maratona ne conta tanti. Difficile ricordarseli tutti, a meno che non ci rimangano impressi perché spettacolarizzati dal persistere impietoso dell’obiettivo di una videocamera, come nello storico, drammatico arrivo della svizzera Gabriela Andersen-Schiess nella maratona dei Giochi di Los Angeles 1984, prima maratona femminile a cinque cerchi.

Allo stesso destino è andato incontro il keniano Eliud Magut a Padova, stramazzando al suolo in piena disidratazione e crisi ipoglicemica a 200 metri dall’arrivo. È il fatto, peraltro, che ha spianato la strada al terzo posto dell’italiano Mella.

http://video.repubblica.it/sport/padova-il-maratoneta-disperato-lo-strazio-per-finire-la-gara/164217/162707?ref=HREC1-1

Complice la difficoltà a riempire i palinsesti nel niente sottovuoto di questa compilation di ponti primaverili, la sequenza della crisi del maratoneta ha fatto il giro delle televisioni e del web. All’occhio di chi non frequenta la corsa di fondo quei secondi che passano tra la caduta e i soccorsi sembrano infinitamente lunghi, la pena li rende insopportabili e scatta la condanna di fronte all’apparente impasse dei soccorritori.

In realtà non è mai facile capire se quella che è dipinta sul viso e nei gesti di chi ha già macinato quasi 42 chilometri sia stanchezza o qualcosa di più grave, e il divieto di assistenza presente nel regolamento tecnico internazionale dell’atletica rende ancora più difficile il prendere la decisione giusta: nessun atleta può essere sorretto, rialzato o in qualsiasi altro modo aiutato dal contatto con un’altra persona, che non sia un suo avversario, pena la squalifica.

Nelle gare internazionali del mondo Master, ad esempio, esiste per questo un delegato sanitario, che affianca il delegato tecnico e ha il potere di fermare e tirare fuori dalla gara qualsiasi concorrente, se solo sospetta che stia per andare incontro a una situazione fisica insostenibile.

Tutti dettagli che, però, non bucano il video. Ecco perché l’Assindustria Padova, società organizzatrice della maratona di Sant’Antonio, ha avvertito la necessità di far conoscere il consistere sanitario effettivo dell’episodio rendendo pubblica la testimonianza di Andrea Spagna, medico e direttore della centrale operativa del 118 di Padova.

La riportiamo:

Considerata l’ampia risonanza del video riguardante il ritiro del keniano Eliud Magut a poche centinaia di metri dal traguardo della Maratona S.Antonio che si è svolta domenica 27 aprile, Assindustria Sport ritiene opportuno riportare la dichiarazione del dottor Andrea Spagna, direttore della centrale operativa Suem 118 Padova, in merito alla prontezza dei soccorsi: «Come si vede dal video, non appena ha manifestato segni di crisi l’atleta è stato subito affiancato da un volontario della Protezione civile. Il volontario era pronto a soccorrere Magut e l’ha più volte invitato a fermarsi. Nel momento in cui ha allertato l’assistenza sanitaria, questa è intervenuta tempestivamente con un’ambulanza nella quale era presente un medico rianimatore. Magut voleva proseguire anche dopo essere stato soccorso dopo l’ultima caduta, ma i sanitari, come previsto dal regolamento Iaaf, gli hanno impedito di continuare. Portato all’ospedale di Padova per accertamenti, Magut è stato dimesso alle ore 16 con una diagnosi di crisi ipoglicemica e disidratazione. L’atleta è rientrato in albergo già nel pomeriggio e, a dimostrazione della ritrovata miglior condizione, ha pranzato regolarmente».