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Luglio. Ballata zoppa per una mezza stagione

20 Giugno, 2013

Da tempo, ormai, questo nostro mondo del running non ha più periodi di pausa. Fa eccezione, ma non del tutto, il settore della maratona, che ancora insiste a presentare in calendario un blocco di appuntamenti primaverili e uno autunnale, verso il quale cominciamo ad andare da questo numero, perché è adesso che si deve decidere se diventare o tornare a essere protagonisti dei 42,195 km. Lo facciamo riproponendo le nostre consolidate tabelle e una figura nuova: dai 5 programmi di allenamento fanno capolino le facce e le storie di maratoneti come potreste diventare voi: Lisa, Daniele, Marcello, Piero e Giuseppe questo sono, runner della porta accanto. Non allenatori, che è un’altra cosa, ma una sorta di running motivator-amico di penna che potrete ritrovare sul nostro spazio su Facebook. Grazie a loro per la disponibilità, la passione e la simpatia, e a Marco Raffaelli per averne coordinato gli interventi.
No, davvero: il mondo del running non ha più periodi di pausa. Non ci sono più, nemmeno qui, le mezze stagioni. Nemmeno quest’anno che il meteo una mezza stagione l’ha resuscitata, un’unica interminabile mezza stagione che ha spalmato pioggia sulle nostre gare da febbraio a giugno. Ma io sono vecchio di corsa e continuo a ragionare come quando, di questo periodo, non si trovava più una podistica domenicale, perché se ne sarebbe riparlato solo a settembre, e si cominciava a deambulare per la Bassa Padana in cerca di una sagra di paese o una festa de L’Unità che prevedessero una “camminata” o una “sgambeda” tra una crescentina e un gioco del tappo.
Di quell’epoca conservo comunque l’abitudine, arrivato alle porte dell’estate, di riavvolgere il nastro per rivedere e ripensare a quello che nel mio settore è successo nella prima metà dell’anno. È così che mi accorgo, ora più di prima, di come tante cose che accadono nel mondo abbiamo con la corsa un legame molto stretto. Quando ho visto Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, esposta all’idiozia della parte più sordida e vigliacca del popolo del web, mi è venuta voglia di farle avere le immagini del JJ Running Festival di domenica 5 maggio a Bologna, più di 1.000 donne libere di andare sole di corsa e vestite, oltre che di rosa, di voglia di essere per esistere. Quando ho visto e vedo il ministro Cécile Kyenge battagliare per lo ius soli, vorrei farle sapere che i nuovi italiani sono già, e molto più potrebbero diventare grazie a una buona legge, una risorsa anche nel running, e vorrei metterla tranquilla che, se dovesse mai realizzare che il buon Balotelli è più un mito che un modello, di modelli di rivincita sociale sana e non violenta questo nostro modesto mondo della corsa ne offre già un bel po’. A caso, ma non troppo: Mohad Sheik Ali Abdikadar, Najibe Marco Salami, Abdellah Haidane, Ahmed El Mazoury.
Nessun luogo, ormai, è lontano dalla corsa. Questo mi dice quel che resta della mezza stagione appena conclusa, in riva alla quale brindo con voi alla voce ritrovata del giornalista maratoneta Domenico Quirico.