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La spallata di Harting contro il doping

07 Ottobre, 2014

“Sono onorato della nomination al titolo di Atleta dell’anno, ma mi trovo in lista insieme a un’atleta che in passato è stato riconosciuto colpevole di doping. Chiedo alla Iaaf che il mio nome venga depennato, essere nello stesso elenco è un insulto per me e per i miei fan” la lapidaria dichiarazione del discobolo tedesco Robert Harting, portata agli onori della cronaca in Italia dal quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport. L’atleta responsabile di aver suscitato l’indignazione del discobolo campione europeo, mondiale e olimpico in carica è Justin Gatlin, capolista indiscusso della velocità nella stagione appena conclusa, costantemente sulla breccia grazie a un’eccellente condizione durata ben 5 mesi. E dopo essere stato coinvolto nell’uragano doping.

Se né la Federazione inglese né la Iaaf nulla hanno potuto contro il tribunale civile, che ha decretato illegittima l’esclusione di Gatlin dalle selezioni olimpiche e mondiali e dalla nomination, un moto d’opinione pare ora sollevarsi dal basso. Dall’alto, anzi, Dall’alto dei 201 cm del campione tedesco, l’ “incredibile Hulk” delle pedane che festeggia le sue vittorie strappandosi platealmente la divisa di gara. E di canottiere sinora Harting ne ha stracciate tante, 35 vittorie consecutive per il colosso di Cottbus, campione olimpico a Londra 2012, mondiale a Berlino 2009, Daegu 2011 e Mosca 2013, europeo a Helsinki 2012 e Zurigo 2014.

Pare quindi rimanere solo l’iniziativa privata per far sentire la propria voce contro il doping. E se all’urlo plateale di campioni del calibro di Harting si uniscono anche gli organizzatori di meeting prestigiosi che si rifiutano di ingaggiare atleti “macchiati” come Gatlin e Chambers, forse qualcosa inizia davvero a muoversi.