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Giancarlo Colombo

Intervista a Asbel Kiprop, stella dei 1500 metri

Asbel Kiprop ha bissato il successo iridato di due anni prima a Deagu completando un palmares già ricchissimo che comprende la medaglia d’oro olimpica vinta a Pechino 2008 quando aveva ancora 19 anni.

Kiprop, talento purissimo del mezzofondo, è considerato all’unanimità la stella più luminosa dei 1500 metri malgrado la delusione per la sfortunata finale olimpica di Londra dove ambiva a diventare il secondo atleta della storia dopo Sebastian Coe in grado di vincere due titoli olimpici consecutivi sui 1500 metri ma arrivò in cattive condizioni fisiche a causa di un infortunio subito nelle ultime settimane di preparazione dopo l’eccellente prestazione cronometrica ottenuta al meeting di Montecarlo dove realizzò il miglior tempo dell’anno con 3’28”88. La vittoria di Mosca è stato il coronamento di una stagione fantastica nella quale è diventato il quarto atleta della storia sui 1500 metri con 3’27”72 nella fantastica gara della Diamond League di Montecarlo dove Mo Farah ha battuto il record europeo e britannico con 3’28”81. Nella storia solo Hicham El Guerrouj (3’26”00), Bernard Lagat (3’26”34) e Noureddine Morceli ((3’27”37) hanno corso più velocente di Kiprop.

Il fuoriclasse dei 1500 metri é un corridore molto alto (1.88m). E’ nato a Kaptinga, a 20 km da Eldoret. Suo padre David Kebenei era un mezzofondista di buon livello negli anni Ottanta che si classificò quarto ai Giochi Aficani sui 1500 metri nel 1987. Asbel è cresciuto dal punto di vista sportivo presso il Kip Keino High Performance Training Centre di Eldoret. Oltre al doppio oro mondiale e al successo olimpico Kiprop vanta anche due quarti posti sui 1500 ai Mondiali di Osaka 2007 (a 18 anni) e a Berlino 2009 e la medaglia d’oro nella gara juniores ai Mondiali di Cross. Nel 2007 ha vinto i 1500 metri ai Giochi Africani di Algeri a 18 anni migliorando il risultato realizzato da suo padre vent’anni prima in questa manifestazione.
Curiosamente il suo nome significa “nato quando piove”.

Cosa ha rappresentato per lei il successo di Mosca?
“La vittoria di Mosca ha riscattato la delusione olimpica. Sono orgoglioso di aver rivinto il titolo mondiale a due anni di distanza da Daegu. Mi aspetatvo di correre più forte del 3’36”28 con il quale ho vinto il titolo mondiale a Mosca ma ero pronto ad ogni tipo di gara e ritmo”

Asbel, ci racconti dei suoi inizi nell’atletica?
“Sono il secondo di tre figli. Iniziai a correre durante il periodo delle Primary School a Kaptinga. Vinsi le prime gare a livello regionale ma mio padre Davide Kebenei mi consigliò di aspettare a correre seriamente fino a che il mio fisico non si fosse completamente sviluppato. Sono orgoglioso di aver continuato con i miei successi la tradizione sportiva della mia famiglia iniziata venti anni fa da mio padre che è stato fonte di ispirazione. Ripresi a correre nel 2003 durante le Secondary School sotto la guida di Jimmy Beauttah, tecnico che in passato seguì Moses Kiptanui e Daniel Komen. Fui scoperto nel Giugno 2006 durante i trials keniani per i Mondiali Juniores di Pechino. Nonostante il quarto posto Martin Keino intuì il mio talento e mi propose di entrare nel Kip Keino High Performance Training Centre di Eldoret. Iniziai ad allenarmi in questo centro nell’Ottobre 2006. All’inizio non mi piaceva molto correre le gare campestri ma il mio primo allenatore Jimmy Beauttah mi convinse a prendere parte alla stagione della corsa campestre in vista dei Mondiali di Cross a Mombasa nel 2007. Nonostante l’undicesimo posto ai Trials di selezione per Mombasa i tecnici keniani decisero di convocarmi. La scelta fu ripagata con il titolo mondiale di cross juniores alla mia prima gara internazionale. Ora mi segue David Letting anche se mi gestisco da solo.”

Cosa ha rappresentato per lei sentire l’inno del Kenya che non aveva potuto sentire in occasione della vittoria olimpica arrivata con un anno di ritardo in seguito alla squalifica per doping di Rachid Ramzi?
“Non ho potuto gioire molto per la medaglia d’oro olimpica di Pechino perché non è una soddisfazione vincere in seguito alla squalifica di un avversario. Sono campione olimpico ma è stata una gioia dimezzata perché nel giorno della finale olimpica non ascoltai l’inno del mio paese risuonare nello Stadio anche se alla fine ha prevalso la giustizia”.

Oltre all’ispirazione di suo padre, aveva degli idoli quando ha iniziato a correre ?
“Ho sempre ammirato Hicham El Guerrouj dal giorno in cui vidi vincere il titolo olimpico dei 1500 metri ad Atene. Mi sono sempre ispirato al grande campione marocchino e mi alleno per diventare una leggenda dei 1500 metri. Il mio grande obiettivo per il 2014 è battere il record del mondo detenuto da El Guerrouj dal 1998. Ammiro anche Sebastian Coe. Ha vinto il suo secondo titolo olimpico sui 1500 nel 1984 cinque anni prima che nascessi e non l’ho mai incontrato ma ho potuto ammirare le sue imprese straordinarie.

Kiprop si allena nel gruppo che nell’ultima estate ha preparato la stagione estiva a Clusone d’Iseo. Del gruppo fa parte anche la campionessa mondiale degli 800 metri Eunice Sum. Neanche l’atleta keniana si aspettava di poter vincere a Mosca Cosa ha significato per lei la vittoria di Mosca?
“E’ stata una sorpresa. Ho progredito gradualmente. Due anni fa a Daegu non mi aspettavo neanche di salire sul podio. All’inizio della stagione correvo soprattutto sui 1500 metri ma ho deciso di provare gli 800 ai Trials keniani di selezione per i Mondiali di Mosca. Quando ho visto Asbel Kiprop vincere i 1500 metri, mi sono detta: “Devo provarci anch’io. Prima mi consideravo una specialista dei 1500, ora mi concentrerò soprattutto sugli 800metri”, ha detto Eunice Sum.
Il trionfo moscovita è stato successivamente confermato dalle vittorie nella Diamond League a Stoccolma e Zurigo che le hanno permesso di aggiudicarsi la classifica della Diamond Race sugli 800 metri