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Giancarlo Colombo

Haile Gebrselassie si ritira

«I am retiring from competitive running, not from running» ha detto ai giornalisti, per poi integrare, poche ore dopo, in un comunicato stampa: «Non potete pretendere che io smetta del tutto di correre, perché correre è la mia vita». Con queste parole non prive di ambiguità Haile Gebrselassie ha annunciato il ritiro dall’agonismo. È accaduto ieri, domenica 10 maggio, a Manchester, al termine della famosa Great North Run, in cui l’etiope si è classificato al 16° posto. Era già accaduto nel 2010, dopo il ritiro alla maratona di New York. In quell’occasione, l’addio alle gare, annunciato a caldo dopo lo stop al 25° chilometro della corsa, trovò smentita poche ore dopo, in un comunicato della sua agenzia di management, la Global Sports Communications, che attribuiva l’avventata decisione alla stanchezza. Da quel momento Gebre ha continuato a correre come se niente fosse e nel 2013, suo quarantesimo anno di età, ha stabilito i record del mondo M40 dei 10 km su strada (28’00”), delle 10 miglia (47’) e della mezza maratona (1:01’09”). Questa volta, invece, l’analogo comunicato della stessa agenzia, emesso anche in questo caso poche ore dopo la dichiarazione a caldo, ha confermato il ritiro dall’agonismo. Con 2 medaglie d’oro ai Giochi olimpici, cinque titoli mondiali e più di 20 record del mondo tra indoor e outodoor, Haile si candida al posto di più grande mezzofondista di tutti i tempi, con l’unico “neo” della corsa campestre, dove non è mai riuscito a ottenere lo stesso massimo livello raggiunto in pista e su strada, complice la concomitante presenza di uno dei più grandi interpreti del cross, il suo avversario e amico Paul Tergat. Ora Gebrselassie potrà dedicare ancora più tempo ed energie agli affari: in Etiopia è proprietario di 4 alberghi e una piantagione di caffè, oltre a essere l’importatore nazionale della Hyundai, tutte attività che, nel complesso, danno lavoro a più di mille persone.