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Giugno 3.0 Tutti convocati

25 Maggio, 2014

Sparse, ma non smarrite, tra le pagine di questo numero di Correre vivono storie. Luca Manto che scappa fuori ad allenarsi, appena la chemioterapia gli concede tregua e respiro. Antonio Nacca che ancora corre, e bene, nonostante lo speaker, quando presenta la gara della sua categoria master, dica: «M95 alla partenza». Federica (Del Buono), Marta (Zenoni), Nicole (Reina), Nadia (Battocletti) e Yohannes (Chiappinelli), invece, in cinque fanno fatica a metterli insieme, 95 anni. Non arrivano a cent’anni e della solitudine non credo abbiano paura (Grazie, Gabo, la terra ti sia lieve). Il futuro è la loro meta e ci si stanno incamminando con il bagaglio che è giusto e tipico della loro età: grinta e sogni. “In medio” sta (stat) la “virtus” di Margherita Magnani, che dalla copertina ci accompagna dentro un’estate che vi auguro piena e soprattutto amica. Margherita, che è poco più avanti di loro nel cammino, vive il momento intenso e drammatico del sogno che sta per diventare vero: Rio 2016 è il suo obiettivo e ci si avvicina con la consapevolezza delle cose difficili, ma necessarie, da affrontare: giorni e giorni di allenamento, niente alibi, conti solo con se stessa. Difficile parlare a tutte queste persone con lo stesso messaggio, inutile pensare che le loro rispettive e ugualmente legittime curiosità possano trovare soddisfazione nello stesso contenuto. È questa la nostra sfida: raggiungere tutti, diversificando più di un tempo la proposta. E moltiplicandola. Il tutto sul filo del rasoio: nel segmento editoriale dei cosiddetti “verticali” (cioè le riviste specializzate) da una lettura superficiale possiamo apparire il contrario del “verticale” in senso stretto, il più generalista degli specializzati. Ma non c’è altra strada per continuare a essere la casa di tutti coloro che vivono la corsa come una cosa sola con la vita, o anche solo ci si stanno affacciando ora che la stagione dà il meglio di sé. Il segreto del gradimento e della continuità, però, è proprio questo: essere generalisti senza essere generici. In una parola: qualità.E non è vero che questa missione sia oggi più difficile di un tempo. Maggiori sono le esigenze dei lettori, maggiore è la loro capacità critica. Ma la comunicazione con chi beneficia del nostro lavoro è più facile che non nelle epoche precedenti: tra social e telecomunicazioni il feedback è immediato. Ci si confronta, ci si spiega. Ci si informa. Ci si aggiorna. A volte sembra venire meno anche la sottile differenza tra chi la rivista la pensa e la fa, e chi, di tasca propria, la compra, la legge, la fa vivere facendola girare. Non lo trovate bellissimo? È accaduto così, ad esempio, per il battesimo della nostra mascotte: ha vinto “Skizzo”, ma andate a pagina 188 a cogliere l’impressione di quanto dialogo c’è stato, prima di arrivare alla meta. Per quel poco che conta, ci siamo davvero divertiti.