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Ghost Runner: correvano sotto falso nome per incassare contributi

15 Dicembre, 2015

Una tecnica collaudata dal 2012, probabilmente anche prima. Atleti che partecipavano a manifestazioni internazionali sotto falso nome, tesserati con società fittizie, per riscuotere contributi dalla Regione Basilicata. E’ questo il bandolo di una matassa ancora complicata che gli inquirenti stanno cercando di districare nell’operazione denominata Ghost Runner illustrata in conferenza stampa dagli uomini della squadra mobile della questura di Matera.

Ventitre le perquisizioni effettuate fra Matera e provincia e altrettante persone denunciate con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa in danno di ente pubblico e alla frode sportiva. Pare che questa operazione sia una sorta di vaso di pandora perché probabilmente consentirà ad altre Questure di accertare reati simili in altre regioni d’Italia.

Dal 2008 la Regione Basilicata assegna contributi per i risultati da podio ottenuti nelle competizioni internazionali con un tetto nell’erogazione in modo da non premiare sempre le stesse società – spiega il capo della squadra mobile Nicola Fucarino – Le persone coinvolte in questa operazione hanno pensato di far correre il miglior atleta della società in tutte le maratone ma per aggirare il regolamento sui contributi in ogni gara si falsificavano i documenti in modo tale che il premio veniva assegnato ad un altro, perché in una maratona con migliaia di atleti nessuno riconosce se il pettorale con quel nome e cognome corrisponde realmente all’atleta in oggetto”.

E’ stato appurato che a partire dal 2012 sono state falsate le maratone e mezze maratone organizzate a Stoccolma 2011, Lisbona nel 2011 e nel 2012, a Oslo nel 2012, a Stoccolma e Oslo nel 2013, a Dublino nel 2014 e in Lettonia nel 2015 oltre ad una gara europea disputata a Grosseto che ha falsato anche una vittoria della squadra nazionale italiana.

Gli atleti coinvolti in questa truffa rischiano una squalifica a vita per illecito sportivo.