Francesca Grana

Ekiden, una staffetta giapponese per le vie di Milano

Oltre 200 le squadre iscritte alla prima edizione dell’Edenred Ekirun, la maratona a staffetta di importazione giapponese organizzata da RCS Sport – RCS Active Team. Giornata primaverile e tanta euforia all’interno dell’Arena Civica Gianni Brera di Milano per festeggiare l’esordio su suolo italiano della quasi centenaria Ekiden, manifestazione inventata nel 1917 con una gara fra Kyoto e Tokyo lunga 508 km e che continua a riscuotere molto success, soprattutto come sfida tra le università nipponiche. Al posto del canonico testimone gli staffettisti si sono passati il tasuki, una fascia rossa da indossare a tracolla, simbolo della solidarietà tra i vari concorrenti.

Ogni squadra poteva schierare da un minimo di 2 a un massimo di 6 frazionisti che si dovevano alternare in 6 frazioni, 3 lunghe e 3 corte (7,195 km, 5 km, 10 km, 5 km, 10 km e 5 km), fino a coprire la classica distanza della maratona. La gara è stata disputata su un percorso ad anello certificato dalla Federazione Italiana Atletica Leggera intorno al Parco Sempione, con partenza, arrivo e zone cambio all’interno dello storico tempio dell’atletica milanese.

Tra i team competitivi, vittoria al maschile per il C.B.A. Dream Team, col tempo di 2 ore 35’ e 42”. Argento per il GP Melzo & Friends (2 ore 36’ e 35’’) e bronzo per il Team International Quadri S.r.l. (2 ore 37’ e 55’’). Tra le donne triplo trionfo delle squadre Oliverteam, con la Oliverteam Femminile 1 prima in 2 ore 49’ e 31”, la Oliverteam Femminile 2 seconda in 3 ore 05’ e 32” e la Oliverteam 3 terza in 3 ore 17’ e 10”.

 Tra le squadre miste, primo posto per il team di Podisti.net (2 ore 55’ e 48”, secondo e terzo per Shinkasen (3 ore 03’ e 20” e Corro per la Sacca (3 ore 32’ e 59”).


Per far calare ancora di più runner e pubblico nell’atmosfera del Sol Levante, ritmi scanditi da un gruppo di suonatori di tamburi tradizionali e, nel pieno rispetto della tradizione della gara, tutti i premi e i trofei sono stati realizzati in forma di origami, realizzati a mano dall’artista Luisa Canovi. Dulcis in fundo, per quei podisti che volessero premiarsi della fatica svolta, c’era la possibilità di pranzare con un sushi box da addentare insieme ai compagni di squadra.