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Editoriale gennaio 1.0 – Scarpe, la distrazione degli addetti ai lavori

30 Dicembre, 2014

Qualche tempo fa ho approfittato di una specifica situazione per mettere alla prova un paio di esperti del settore. Con due amici mi stavo dirigendo in hotel dopo aver assistito a un avvincente epilogo di una maratona e commentavamo con fervore ed entusiasmo quella vittoria. Eravamo stati testimoni anche di una grande prestazione cronometrica: il miglioramento del primato mondiale. Queste situazioni lasciano sempre immagini indelebili e quindi quale migliore occasione per verificare cosa ci rimane impresso. I due amici con cui ero lavorano nel settore delle calzature da corsa, esperti quindi di un elemento tecnico che ha una parte rilevante nel rendimento di un atleta. Nessuno dei due ha saputo indicarmi il modello di scarpe indossato dal vincitore. Non mi sarei aspettato questa lacuna. È vero che in quei momenti di forte esaltazione resta maggiormente in mente il contesto e non il dettaglio, ma c’erano state occasioni antecedenti e successive a quando l’atleta aveva tagliato il traguardo per soffermarsi su aspetti più specifici.

Un paio di settimane dopo, sempre a proposito di scarpe da corsa, ho verificato un altro episodio di superficialità, e anche in questa occasione si trattava di modello da competizione. A un famosissimo corridore è stato chiesto, in conferenza stampa, con che modello avrebbe corso l’indomani. Niente da fare: l’atleta in questione non ha saputo indicarlo e per salvaguardare l’interesse dello sponsor è intervenuto tempestivamente il suo manager.

Mi sono detto che non tutti sono così distratti nei confronti di un elemento che per il podista riveste un’importanza essenziale. In effetti gli amatori riservano un’attenzione maggiore ai dettagli, specialmente in fatto di scarpe, consapevoli che con quelle giuste non solo si rende di più in gara, ma soprattutto si riducono le problematiche che possono causare spiacevoli interruzioni della preparazione. Mi sembra però davvero strano che, visto l’alto livello di qualità che hanno raggiunto le calzature da corsa, ci sia superficialità anche tra gli addetti ai lavori. Mi viene da pensare che si sia trattato solo di distrazione.

Ci sono persone, e tra queste le mie figlie, che acquistano le scarpe in base a un solo criterio e in occasione di una recente fiera dello sport ne ho avuto la conferma. «Papà vieni a vedere che belle scarpe.» E mi sono fatto indicare quali, pensando si trattasse di un modello da gara. «Quelle là. Le viola.»