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doping e Roberto Barbi

Doping e omesso controllo: il punto sulla vicenda Guidi

Piero Giacomelli, durante la Pistoia-Abetone del 2006"
Di: Saverio Fattori

Nel mondo podistico tiene banco la notizia della squalifica “per doping” di Alessio Guidi, presidente del noto gruppo podistico bolognese “Passo Capponi”. La sua “colpa”, in realtà, sarebbe quella di essere organizzatore di una maratona autogestita cui ha partecipato Roberto Barbi, squalificato a vita proprio per doping. “Omesso controllo” quindi, dovrebbe essere la reale motivazione della squalifica.

Il fatto è accaduto il primo novembre 2018 a Bologna.
Di seguito il racconto e la ricostruzione dei fatti del nostro collaboratore Saverio Fattori.

In questi giorni si parla molto di un serial, Chernobyl, ho visto un paio di puntate e in effetti è stato davvero fatto un grande lavoro di narrazione attorno al disastro nucleare più devastante per il nostro continente, si torna a quel terribile aprile del 1986.

Quelli della mia generazione si ricordano di quei giorni inquietanti. Ecco io quando penso a Roberto Barbi penso davvero a un reattore che esplode e che contamina chiunque gli si avvicina. Barbi è davvero l’ultimo della classe, il peggiore, il dopato più estremo e recidivo e mai davvero pentito. Non un dopato come quelli arrivati alle cronache in questi ultimi tempi, gente senza alcuna qualità che si imbottisce di chimica per qualche like in più.

Barbi di talento genetico ne aveva. Ma non abbastanza. Non abbastanza per arrivare all’eccellenza internazionale. E quella terra di mezzo doveva stargli stretta. Ecco dunque il patto col demone, un dopato fai da te. Quasi vent’anni fa concluse la maratona dei Mondiali di Edmonton febbricitante e in lacrime perché la “roba” (mi piace questo termine così tossico…) acquistata era probabilmente infetta o comunque di pessima qualità. Dovrei odiarlo, ma una cosa è certa: ha pagato.

Il problema è che Barbi non ha una vita di scorta, la corsa è la sua ossessione, è incapace di uscirne, sembra dipendente dalla corsa e non riesce a staccarsene, anche perché, incredibilmente, trova ancora estimatori. Qualche tempo fa la Fidal era arrivata a minacciare di squalifica perfino chi avesse corso a fianco a lui, anche in allenamento. Appunto, per evitare qualunque tipo di contaminazione con tesserati… mi parve eccessivo.

È di questi giorni la squalifica di due anni a carico di Alessio Guidi, presidente del gruppo podistico Passo Capponi, che sarebbe tra gli organizzatori di un allenamento autogestito a Bologna a cui Barbi avrebbe partecipato. Non ho capito che tipo di manifestazione sarebbe. Capisco nulla di regolamenti, meno ancora di queste nuove formule che vengono proposte, allenamenti collettivi organizzati, maratone autogestite… boh.

Mi sono quindi rivolto a Carlo Esposito (ma su Facebook lo troverete come Carlo Scrivente Maiale), un personaggio tra i più “odiati” del nostro mondo, ma a mio parere informato e rigoroso, un inquisitore rigido e intransigente, insomma uno molto diverso da me. Mi ha sorpreso leggere su Facebook la sua difesa di Alessio Guidi, lui che la tocca sempre piuttosto pesante, e vorrei capirne di più.

Carlo, ma che è successo di preciso a Bologna quel primo novembre dello scorso anno?

«Tre fatti sono incontestabili: Roberto Barbi, il peggiore e più recidivo dei dopati, era presente alla “Maratona autogestita di Bologna” il primo novembre 2018 e c’era chi sapeva tutto. Fabio Venturi lo ha portato a Bologna con la sua auto. Paolo Tosetti ha dormito a casa di Barbi la sera prima e poi è andato con lui a Bologna con l’auto di Venturi. Apprendiamo queste informazioni dalla mano degli stessi diretti interessati. Uno degli organizzatori dell’evento, Claudio Bernagozzi, sapeva anche lui chi era Barbi e che era presente lì uno squalificato a vita, quel primo novembre. Non ha ritenuto di comunicare ad Alessio Guidi della palese violazione della squalifica che si perpetrava sotto i suoi occhi. Per sua stessa ammissione, si è prodigato a fare le foto che hanno fatto indignate il mondo podistico intero e la NADO Italia. Alle 8:34 di quel primo novembre, ovvero 26 minuti prima dello start ufficiale dell’evento, Claudio Bernagozzi si tagga in una foto con Roberto Barbi».

Alessio Guidi secondo te ha responsabilità?

«Non dirette. Non è certo stata sua l’idea di invitare Barbi. Ma da subito su Facebook partono centinaia di post e commenti anche indignati, ciò nondimeno, Alessio Guidi, patrocinatore della “Maratona autogestita di Bologna” non ritiene di fare, in serata, uno straccio di comunicato ufficiale per prendere le distanze, o come sarebbe suo dovere, una segnalazione alla NADO. E tacerà su questa vicenda per mesi. Ha come minimo sottovalutato la portata della cosa. Una leggerezza. E ora paga per tutti. Purtroppo si sa che legge e regolamenti non giustificano e ammettono ignoranza e Alessio Guidi, in quanto tesserato Fidal e Presidente di società affiliata, è stato giudicato e condannato. Per Claudio Bernagozzi meno problemi: è stato interpellato solo come testimone dei fatti».

Perché invitare e portare a Bologna l’atleta più “odiato” di tutti i tempi? Come in quei gialletti dove a certo punto qualcuno dice: “Ok, ma il movente?”.

«Hai ragione, si entrerebbe nel campo delle ipotesi non verificabili, io ti ho esposto fatti per lo più e capisco che tutto rimane un po’ in sospensione. Umanamente a me dispiace per Alessio Guidi, però va detto che la Fidal non poteva agire diversamente, oggi con i social media tutto è sovraesposto, ignorare un fatto diventa impossibile e la figura del “delatore” non ha nemmeno più senso. Tutto è evidenza. Palcoscenico. Occorre essere molto attenti. Lo sto dicendo pure a me stesso…».

Io rimango con i miei dubbi. Non comprendo questa pericolosa attrazione che alcuni sentono nei confronti di un personaggio così scomodo. Questa sorta di harakiri.

Potrebbe essere una sorta di filantropia verso un personaggio che comunque soffre psicologicamente di questa caduta negli inferi più di quanto possiamo immaginare e l’isolamento potrebbe davvero ferirlo in modo grave? O viene usato come bomba a orologeria pronta a deflagrare per ragioni misteriose? Mi rendo conto che sto entrando nel complottismo paranoico. Impossibile essere definitivi.

Certo ora la Fidal appare un po’ come matrigna crudele e inflessibile e in tanti in queste ore stanno manifestando solidarietà ad Alessio Guidi. È tutto come sempre in questo paese finirà a tifoseria. E poca analisi.

Come in tutti i buoni gialli non tutti i tasselli del puzzle di questa storia vanno a posto. State connessi.