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#NOTHINGstopsPINK: dal tumore al seno alla maratona di New York

30 Settembre, 2014

Corrono per sentirsi meglio, per passare il tempo, per sentirsi vive. Perché amano la competizione ma anche per stare in compagnia. Per sentirsi più belle o per essere complete. Per ricordare ma anche per dimenticare o forse, per elaborare.
Tante motivazioni, un solo traguardo: quello della maratona di New York il prossimo 2 novembre. Cosa le accomuna? Tutte hanno affrontato (o stanno affrontando) il tumore al seno ed hanno aderito a #NOTHINGstopsPINK, il progetto ideato da Rosa&Associati e sposato dalla Fondazione Veronesi.

«Correre significa dimostrare a se stesse che la malattia è un episodio passato e che, per stare bene, bisogna continuare a prendersi cura del proprio corpo» – ha esordito, presentando il progetto, il Prof. Paolo Veronesi, Presidente della Fondazione Veronesi.

Cinque mesi di preparazione con sedute bisettimanali sotto la guida del team Rosa&Associati. Così il progetto #NOTHINGstopsPINK ha coinvolto 38 donne: in dieci hanno staccato il biglietto per la maratona più famosa al mondo. «Le ragazze finiranno la maratona: questa è una promessa che dovete mantenere! – ha detto il Dott. Gabriele Rosala vostra è una missione, il vostro esempio deve servire da stimolo alle altre donne per creare un vero e proprio movimento».

Un esempio di sport, ma anche un invito a non arrendersi mai, per raggiungere con grinta anche i traguardi che sembrano impossibili. Un “in bocca al lupo” speciale è arrivato dal Professor Umberto Veronesi, che, come pochi altri al mondo, ha scritto la storia dell’oncologia al seno. «Lo sport, oltre ad apportare benefici fisici e psichici diventa una metafora del percorso compiuto da queste donne nella loro personale battaglia contro il tumore al seno. Una coraggiosa testimonianza che è davvero possibile cominciare una nuova vita, ancora più intensa e ricca di entusiasmo».