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Crippa fuori dalla finale

03 Agosto, 2021
Foto FIDAL/Giancarlo Colombo

Nulla da fare per l’azzurro Yeman Crippa che non supera lo scoglio delle batterie nei 5000m


Vogliamo parlare di delusione? Senza troppi giri di parole, un pizzico d’insoddisfazione per la prova di Yeman Crippa, c’è e tutta. Il poliziotto delle Valli Giudicarie, dopo un 11° posto nei 10 mila, senza infamia e senza lode, era atteso nella prova dei 5000, dove si disputavano due batterie per accedere alla finale. Yeman era nella prima, condotta a ritmi turistici per i primi 3 km, tant’é che qualcuno via etere ha bollato come tempo da “far ribrezzo” il passaggio a 8’34” nei 3000 in un’Olimpiade. Yeman ha cercato almeno all’inizio di vivacizzare l’azione, poi passaggi da 1’10” al giro hanno compromesso tutto per il nostro campione. I due chilometri finali percorsi attorno ai 5’ dimostrano la bagarre che è scoppiata e Yeman queste tattiche non le ama. Ha perso il treno dei migliori, ha cominciato a respirare a bocca aperta e a guardarsi alle spalle. L’allievo di Massimo Pegoretti chiude con un modestissimo 13’47”12, in quindicesima piazza. Qualcosa non è girato per il verso giusto. Sta a lui scoprire, cosa. Certo è ben lontano dalle prove dello scorso anno. Il problema è che è parso letteralmente cotto.

La mattinata (notte per noi) si era aperta con un fantastico record nei 400 ostacoli da parte del norvegese Karsten Warholm. Già primatista del mondo con 46”70 di poche settimane fa. Ha letteralmente sbriciolato il primato del mondo portandolo sotto i 46” esattamente 45”94, tempo inferiore al risultato della finale per il campionato italiano nei 400 (senza ostacoli), paragone improponibile, certo, comunque misura di quanto vale questo vichingo dallo sguardo truce che si è letteralmente strappato la maglietta sul petto. Accortosi di avere frantumato il suo record, ha portato con se, dietro l’antico di primato di Kevin Young (46”79/Barcellona ’92) i tre medagliati.

Altra splendida finale, quella dei 200 donne, dove la vincitrice Elaine Thompson, ha fatto il bis con l’oro nei 100, è ora la seconda donna più veloce di sempre con 21”53 dietro Florence Griffith – Joyner con 21”34.

Vanno a casa i nostri Dal Molin (110hs), Desalu (200) e Fabbri (peso)

Ultima nota prima di chiudere. Dagli Usa è rimbalzata già la notizia del Washington Post che non si spiega il motivo della vittoria di Jacobs nei 100. Chi lo conosceva? Invidia, profonda. Faccio una breve considerazione. I tre vincitori dei trials Bromell, Baker e Kerney, a Eugene hanno stampato crono sui 100 metri che hanno dell’incredibile, sono arrivati a Tokyo e si sono smarriti. Possiamo avanzare qualche dubbio noi? Secondo punto: in Italia i 100 metri in questi tre anni sono stati territorio di caccia di una sola persona con un solo crono sotto i 9”99 sponsorizzatissimo e acclamatissimo, gli altri, di qualsivoglia specialità sconfinati nelle retrovie. Marcell, c’era eccome!

La cronaca della quinta giornata

(Diego Sampaolo)

Due formidabili atlete diciannovenni, Athing Mu e Keely Hodgkinson, hanno illuminato una straordinaria finale degli 800. La diciannovenne statunitense di origini sudanesi Athing Mu (vincitrice ai trials statunitensi negli 800 m in 1’56”07 e campionessa Ncaa sui 400 m in 49”57) ha vinto l’oro a 19 anni in 1’55”21 diventando la prima atleta del suo paese a vincere l’oro olimpico sugli 800 metri dai tempi di Città del Messico 1968 e la più giovane vincitrice da Pechino 2008, quando si impose Pamela Jelimo.

L’altra diciannovenne, la britannica Keely Hodgkinson, ha conquistato l’argento in 1’55”88 demolendo il record nazionale detenuto dalla campionessa olimpica di Atene 2004, Kelly Holmes.

La statunitense Raevyn Rogers (pluri-vincitrice Ncaa negli anni passati) ha rimontato dal settimo al terzo posto in 1’56”81 davanti alla scozzese Jemma Reekie (1’56”90). Tutte le finaliste sono scese sotto i 2 minuti. La cinese Chunyu Wang si è classificata al quinto posto in 1’57”00 davanti all’etiope Habitam Alemu (1’57”56), alla britannica Alexandra Bell (1’57”66) e alla giamaicana Natoya Goule (1’58”26).  

Crippa fuori

Yeman Crippa è stato eliminato, quindicesimo nella batteria dei 5.000 m in 13’47”12. Mohamed Katir ha realizzato il miglior tempo assoluto con 13’30”10 precedendo il vice campione olimpico di Rio 2016 Paul Chelimo.

Warholm nella storia

L’Olimpiade di Tokyo verrà ricordata soprattutto per l’incredibile record del mondo di Karsten Warholm sui 400 a ostacoli. Il vichingo norvegese ha vinto il testa a testa con lo statunitense Raj Benjamin fermando il cronometro in un sensazionale 45”94, tempo che demolisce di 76 centesimi il suo precedente record di 46”70 stabilito lo scorso primo luglio a Oslo. Benjamin è sceso a sua volta sotto il precedente record di Warholm con 46”17. Il brasiliano Alison Dos Santos ha battuto il record sudamericano con 46”72 superando Kevin Young, che deteneva il record fino al primo luglio scorso con il 46”78 stabilito alle Olimpiadi di Barcellona.

Tokyo 03/08/2021 Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Il portacolori delle Isole Vergini Britanniche Kyron McMaster ha demolito il già suo record nazionale con 47”08 battendo Abderrahmane Samba (47”12) e Yasmani Copello (47”81). Rasmus Magi ha migliorato il record estone con 48”11. Il campione europeo under 23 Alessandro Sibilio si è piazzato all’ottavo posto in un ottimo 48”72 dopo aver corso in 47”93 in semifinale.

Duplantis show

Il primatista mondiale del salto con l’asta Armand Duplantis ha vinto il secondo oro per la Svezia in questa edizione delle Olimpiadi superando 6,02 m al primo tentativo in una gara perfetta senza errori. Lo svedese è andato vicinissimo a battere il record del mondo nel primo tentativo a 6,19 m. Lo statunitense Christopher Nilsen ha superato 5,97 m al primo tentativo prima di commettere tre errori a 6,02 m. Il brasiliano Thiago Braz Da Silva si è piazzato al terzo posto con 5,87 m tornando sul podio olimpico dopo il trionfo di Rio.

Elaine Thompson seconda di sempre sui 200 m

La giamaicana Elaine Thompson Herah ha dominato la finale dei 200 metri femminili in un sensazionale 21”53 diventando la seconda donna di sempre dopo la primatista mondiale Florence Griffith Joyner, che vinse le Olimpiadi di Seul 1988 con 21”34. Thompson Herah ha realizzato la seconda doppietta 100-200 metri dopo quella di cinque anni fa a Rio e ha battuto di 11 centesimi il record giamaicano di Merlene Ottey, che corse la distanza in 21”64 a Bruxelles nel 1991. Argento per Christina Mboma (21”81, record mondiale under 20), che ha così riportato la Namibia sul podio olimpico dello sprint 25 anni dopo l’argento sui 100 e sui 200 m di Frankie Fredericks ad Atlanta 1996. Bronzo per la vincitrice dei Trials statunitensi, Gabby Thomas, che con 21”87 ha battuto Shelly Fraser Pryce (21”94).

Le altre finali

Lungo – La tedesca Malaika Mihambo si è aggiudicata il titolo olimpico del salto in lungo femminile con il 7,00 m ottenuto proprio all’ultimo salto. Argento per la statunitense Brittney Reese e bronzo per la nigeriana Ese Brume, approdate alla stessa misura: 6,97 m).

MartelloAnita Wlodarczyk è diventata la prima donna a vincere tre medaglie d’oro olimpiche di fila con 78,49 m battendo la cinese Zheng Wang (77,03 m) e la polacca Malwna Kopron (75,43 m)

Le altre gare

200 m U (SF) – Il bronzo olimpico dei 100 metri André De Grasse ha realizzato il miglior tempo delle semifinali dei 200 m e il record canadese con uno straordinario 19”73 battendo Kenny Bednarek, secondo con 19”83. Nella stessa semifinale Eseosa Desalu è stato eliminato con 20”43 dopo aver corso in un ottimo 20”29 in batteria.

110 hs U (B) – Il campione mondiale Grant Holloway ha dominato la batteria in un eccellente 13”02 senza forzare battendo il giamaicano Hansle Parchment (13”23). Paolo Dal Molin si è qualificato per la semifinale con 13”44 grazie al quarto posto nella sua batteria dietro a Devon Allen (13”21).

Triplo U (Q) – Per la finale del salto triplo si sono qualificati anche due azzurri: il piacentino Andrea Dallavalle con 16,99 m e il bergamasco Emmanuel Ihemeje con 16,88 m. Tobia Bocchi è stato il primo degli esclusi dalla finale con 16,78 m (tredicesima misura).

400 m D (B) – La portacolori della Repubblica Dominicana Marileidy Paulino ha realizzato il miglior tempo delle batterie con un ottimo 50”06. Shaunae Miller Uibo e Allyson Felix hanno vinto le batterie rispettivamente in 50”50 e in 50”84.

Peso U (Q) – Il campione olimpico in carica Ryan Crouser ha realizzato la miglior misura delle qualificazioni con 22,05 m. Tra i qualificati alla finale ci sarà anche l’azzurro Zane Weir, che ha migliorato il personale con 21,25 m. Leonardo Fabbri non ha passato il turno dopo aver realizzato la quattordicesima misura di 20,80 m. Fuori dalla finale anche l’altro azzurro Nick Ponzio, a cui non basta la misura di 20,28 m.