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Bahamas: trionfo Usa ai Mondiali di staffette

05 Maggio, 2015

Nassau, capitale delle Bahamas, ha ospitato per il secondo anno consecutivo le World Relays, i mondiali di staffette nello stadio intitolato al velocista bahamense Thomas Robinson che partecipò a quattro edizioni delle Olimpiadi dal 1956 al 1968 diventando il primo bahamense capace di entrare in una finale olimpica sui 100 metri a Tokyo 1964 e vinse le 220 yards ai Giochi del Commonwealth di Cardiff nel 1958. A carriera finita divenne allenatore e dirigente sportivo.

Le World Relays sono stati una grande festa dell’atletica in un ambiente festoso e colorato con musica, show e presentazioni degli atleti che entravano in pista da porte scorrevoli sullo stile delle presentazioni in voga in altri sport come il tennis e il basket. L’edizione 2015 ha confermato il successo di questa rassegna partita tra il consenso generale lo scorso anno.

Quest’anno la rassegna iridata delle staffette aveva una valenza tecnica molto importante perché le nazioni finaliste si garantivano il posto per i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016.
Italia decima assoluta nella 4×100, migliore prestazione mondiale delle staffette miste statunitensi.

Nella prima giornata la staffetta 4×100 azzurra maschile composta da Fabio Cerutti, Eseosa Desalu, Diego Marani e Delmas Obou si è piazzata terza nella batteria in 38”84 (decimo tempo assoluto) a 11 centesimi di secondo dal Giappone. Il successo nella batteria degli azzurri è stata vinta nettamente dagli Stati Uniti che con una formazione stellare composta da Mike Rodgers, Justin Gatlin, Tyson Gay e Ryan Bailey ha fermato il cronometro in un eccellente 37”87.
L’Italia deve accontentarsi successivamente del quinto posto nella finale B in 39”23 (con Matteo Galvan al posto di Diego Marani, che ha dovuto rinunciare per un fastidio all’aduttore).

Nella finale A gli Stati Uniti hanno regalato spettacolo vincendo davanti alla Giamaica del grande Usain Bolt (autore di un 100 metri lanciato cronometrato in 8”65) in un eccellente 37”38 (settimo tempo della storia eguagliato) con un vantaggio di 30 centesimi di secondo sui caraibici che schieravano anche Nickel Ashmeade, Nesta Carter e Kemar Bailey Cole. Terzo posto per un eccellente quartetto giapponese in 38”20.

Giornata sfortunata per la 4×400 azzurra femminile che inseguiva il pass per le Olimpiadi di Rio de Janeiro ma è stata squalificata nella batteria vinta dagli Stati Uniti in 3’24”05. Le prime tre frazioniste Chiara Bazzoni, Libania Grenot, Maria Elena Bonfanti hanno guadagnato la seconda posizione ma Maria Benedicta Chigbolu crolla sul rettilineo finale subendo la rimonta della Polonia (seconda in 3’30”32) e del Canada (3’30”64). Purtroppo la Chigbolu si è lasciata sfuggire il testimone poco prima del traguardo in 3’31”11 per questo motivo le azzurre sono state squalificate.

La prima giornata è stata caratterizzata dalla migliore prestazione all-time della medley relay femminile (con frazioni di 1200-400-800 e 1600 metri) degli Stati Uniti che ha fatto registrare il tempo di 10’36”50. Del quartetto statunitense facevano parte Treniere Moser, la campionessa olimpica dei 400 metri Sanya Richards Ross, la campionessa mondiale juniores 2012 Ajeé Wilson e la medaglia di bronzo dei mondiali di Berlino 2009 Shannon Rowbury). Il Kenya ha conquistato l’argento in 10’43”35 (record africano) davanti alla Polonia (10’45”32 record europeo).

Il dominio a stelle e strisce è stato completato dal successo della 4×800 maschile che ha fatto registrare il record della manifestazione con 7’04”84 precedendo la Polonia (7’09”98) e l’Australia (7’16”30). Un pasticcio tra Jenna Tarmoh e la campionessa olimpica dei 200 metri Allyson Felix ha impedito alle statunitensi di portare a casa anche il successo della 4×200. Ha gioito così la Nigeria con la medagliata mondiale dei 200 Blessing Okagbare che con 1’30”52 ha preceduto la Giamaica (1’31”73) e la Germania (1’33”61).

La seconda giornata ha confermato l’assoluto dominio degli Stati Uniti che hanno conquistato il golden baton, il premio finale per la prima classificata del ranking che tiene conto di tutti i piazzamenti da finale (dal primo all’ottavo posto). In tutto la formazione a stelle e strisce ha portato a casa ben sette successi su dieci gare. Il dominio è stato suggellato dalla vittoria con record del mondo della medley relay maschile che ha corso in 9’15”50 con una formazione composta da Kyle Merber, Brycen Spratling, Brandon Johnson e Ben Blankenship precedendo il Kenya (9’17”20) e l’Australia (9’21”62).
Il mezzofondo statunitense è stato protagonista anche nella 4×800 femminile che con un quartetto formato dalla campionessa mondiale indoor Chanelle Price, da Maggie Vessey (atleta conosciuta per i suoi vezzosi completino da gara), Molly Beckwith e dalla neo mamma Alysia Montano Johnson (famosa per aver corso la batteria dei Campionati statunitensi in stato di gravidanza avanzato) ha realizzato il nuovo record dei Campionati con 8’00”62 precedendo la Polonia (8’11”36) e l’Australia (8’13”97).

Dominio incontrastato a stelle e strisce anche nella staffetta 4×400 maschile dove David Verburg, Tony Mcquay, il campione olimpico di Atene 2004 Jeremy Wariner e l’iridato di Mosca Lashawn Merritt hanno trionfato per 48 centesimi di secondo sui padroni di casa delle Bahamas capitanati dall’intramontabile 36enne Chris Brown che porta il quartetto di casa a un passo dalla sensazionale impresa in 2’58”91. Terzo posto strepitoso per il Belgio dei tre fratelli Jonathan, Kevin e Dylan Borlée che hanno migliorato il record nazionale con 2’59”33.

La campionessa olimpica dei 400 Sanya Richards Ross ha pilotato la 4×400 femminile (comprendente anche Phyllis Francis, Natasha Hastings e Francena McCorory) al successo in un eccellente 3’19”39 (record dei campionati) grazie ad una frazione cronometrata in 48”79.
Le uniche formazioni capaci di spezzare il dominio statunitense sono state la 4×100 femminile e la 4×200 maschile della Giamaica.