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ZONA MISTA – Speciale Olimpiadi: il triste bilancio dell'atletica

22 Agosto, 2016

Già mi manca? Chi? Usain Bolt. Ammesso e non concesso che già dal prossimo anno l’uomo del 3 x3 appenderà le scarpe al chiodo. Io non ci credo, penso che una capatina a Londra per i Mondiali la farà. Intanto cominciamo a cercare un altro personaggio. Uno che illumini questo sport che come tante altre discipline hanno bisogno di leader. State tranquilli uno ne spunta sicuramente. Potrebbe essere Van Niekerk, l’uomo della nazione arcobaleno, potrebbe essere una donna, meglio una velocista o una saltatrice specialità più interpretabili dal grande pubblico.

Il bilancio delle gare è positivo: tre primati del mondo non sono facili da trovare in un’Olimpiade. Ricordate: 10.000 donne, 400 uomini e martello donne. Rio per l’atletica è stata un piccolo flop lo stadio quasi mai esaurito, un tifo prettamente calcistico, ne sa qualcosa Lavillenie (asta), la maratona che arriva in un sambodromo con poca gente lungo il tracciato. No, ragazzi il Brasile è la patria del calcio, degli sport con la palla, degli sport/gioco, gli organizzatori non sono stati in grado di far arrivare il messaggio della regina degli stadi, anche se questa regina a volte può perdere il suo scettro.

La questione doping e il caso Russia hanno certamente danneggiato l’atletica tutta, ne hanno fatto le spese, atleti e interesse globale.

E veniamo a noi. Concretamente la spedizione italiana maschile è stata un fallimento. Considerando finalisti i primi otto classificati, il solo Matteo Giupponi lo possiamo promuovere. Poco, veramente troppo poco. La delusione più grande viene dalla maratona. Nessuno pretendeva vittorie o medaglie, solo confermare ciò che è stato fatto un anno fa ai Mondiali. Invece? Lo chiederò al CT che è pure allenatore di Meucci (fermato per un problema a un tendine).

Un riferimento alla velocità va fatto. Gli azzurri nei 200 non hanno fatto segnare tempi modesti, anzi Galvan ha pure passato il primo turno, ma il mondo è andato avanti e tanto, si corre molto vicini ai 20” e noi veleggiamo mezzo secondo dopo. Non parliamo dei concorsi, orfani, di Gianmarco Tamberi, abbiamo dimostrato che una generazione ha finito il suo ciclo. Non parliamo di lanci. In quel caso non siamo neppure presenti.

Tra le donne qualcosa di meglio si è visto. La migliore una marciatrice pugliese non molto conosciuta dal grande pubblico Antonella Palmisano, quarta nella 20 km di marcia, dove Ely Giorgi deve capire che forse è meglio che ripassi le regole fondamentali della marcia. Il caso Trost divide gli aficionados dell’atletica. Quinta con 1,97. Un risultato sulla carta apprezzabile, ma la misura a detta di molti 1,97 no. Viste come sono andate le cose teniamoci stretto anche questo.

Cappello alle ragazze della staffetta del miglio Chicgbolu, Spacca, Folorunso e Grenot. La giovane Ayomide sarà un punto fermo della nuova nazionale, mentre su Libania, mi devo ricredere. Aveva come obiettivo arrivare in finale ed è arrivata, così come nella 4×400, mi riservo, però, di chiederle di palesarsi di più sul territorio italiano (gare) magari anche d’inverno.

Il presidente Giomi non si dichiara soddisfatto. E ci mancherebbe dice pure. Fra due mesi le elezioni. Ha dei dubbi sulla sua candidatura…. Voi? Vedrete proporrà un progetto per Tokyo 2020!

P.S. Comincio a soffrire di suadade, non ve ne siete accorti è cominciato il campionatori calcio. Ci stanno già prendendo a pallonate!

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