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ZONA MISTA: la corsa in montagna e il sogno olimpico

12 Settembre, 2016

Provate a pensarci. L’Italia torna dai mondiali di atletica con 5 medaglie. Un sogno? Una visione? Una fantasia? Con l’atletica iridata che si disputa ogni 2 anni, lo scorso anno a Pechino (zero tituli come ai Giochi appena conclusi) il prossimo a Londra, ci gonfieremmo il petto. Con Gimbo Tamberi e Alessia Trost nell’alto, con Libania Grenot nei 400, con Federica Del Buono nei 1500, con Daniele Meucci in maratona. Che bello!

Purtroppo però è una visione onirica difficilmente realizzabile. Invece, c’è chi nel suo piccolo – si fa per dire piccolo – ottiene questi risultati. Forse non ve ne siete accorti, ma domenica a Separeva Banya (Bulgaria) la nostra nazionale di corsa in montagna ha, per così dire sbancato, nel mondiale di specialità. Ah, vero, come sempre non ne ha parlato quasi nessuno, solo le cosiddette quattro righe in cronaca. Peccato!

Come si fa a non entusiasmarsi con i gemelli Dematteis? Come si fa non volere bene a Valentina Belotti? Ad Antonella Confortola? Ad Alice Gaggi? Cito i più noti che l’estensore di queste noterelle ha visto varie volte gareggiare, l’ultima all’inizio di luglio in quel di Arco di Trento (Campionati Europei) dove pubblico e tifosi hanno fatto da ala alla vittoria di Martin su Bernard, in un tripudio di bandiere tricolori.

Bene a quanto pare, mentre il mondo delle corse su strada si sta lentamente indirizzando verso le prove off road, di skyrunning, che molto hanno anche vedere con la corsa in montagna la nostra federazione non spedisce neppure un “inviato” o un fotografo al seguito di un mondiale. Figli di un dio minore? Speriamo di no. Forse una specialità che ha meno appeal della pista che in un mondiale presenta un numero di nazioni incredibili: “Abbiamo più nazioni dell’Onu”, soleva dire Primo Nebiolo, nella corsa in montagna in Bulgaria se ne sono contate 77. Non male però.

Le nostre medaglie: oro per il team senior femminile, con il secondo posto di Valentina Belotti. Tutte le squadre guidate da Paolo Germanetto sul podio, non accadeva dal 2001 due argenti maschili (senior a un soffio dagli Usa) e junior, un bronzo under 20. I ragazzi della nazionale in questi giorni hanno coltivato un sogno, che tra l’altro è stato presentato anche alle altre nazioni: una fantasia che in cuor loro sperano di portare in porto un giorno: l’Olimpiade.

La corsa in montagna sport olimpico, e perché no, ci spera da tempo anche il cross, altra specialità negletta capace di forgiare grandi campioni. Coltivando questa illusione Martin e Bernard Dematteis, Francesco Puppi e Valentina Belotti si sono fatti fotografare con la scritta: Olympicdream!