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Yeman Crippa, dalle Canarie al Cilento in vista di Tokyo

20 Gennaio, 2021
Foto IG Yeman Crippa

Comincia da questo numero un appuntamento fisso (una volta il mese) con Yeman Crippa e il suo tecnico Massimo Pegoretti in vista delle Olimpiadi di Tokyo. Ogni 30 giorni avremo notizie riguardo alle sue impressioni, i suoi allenamenti, le sue gare. L’atleta dell’anno in base al referendum indetto dai lettori dalla Federazione, sarà un punto di riferimento della rubrica “zona Mista”

Dopo lo stage nelle Canarie, ora il primatista italiano dei 3 mila 5 mila e 10 mila Yeman Crippa è di stanza ad Agropoli nel Cilento, in Campania.

Quando siete arrivati e dove vi siete stabiliti?

“Dal 7 gennaio, viviamo nella dependance di un hotel, sono in compagnia di Abdikadar, Chiappinelli, e un fisioterapista, prima c’era Lorenzo Pilati in tale veste, adesso arriverà Alessandra Iacomuzzi. Ci resteremo sino al 6 febbraio.

Il clima è gradevole per allenarsi?

“Speravamo meglio, dobbiamo a volte combattere contro un vento fastidiosissimo e abbiamo avuto anche dei giorni di pioggia. Ci alleniamo in mezzo alle campagne, in un ambiente bucolico, non molto distante abbiamo una pista e una grande palestra tutta a nostra disposizione”.

Hai allungato la gittata dei chilometri?

“Sì, un mix di lavori, con Massimo Pegoretti che ci segue in bicicletta, dei bei “lunghi” di 17/18 km a volte anche delle prove più veloci in pista”.

Abbiamo domandato al tecnico come Yeman affronta i lavori

“Sempre con il sorriso sulle labbra, certo il lavoro viene condiviso, non è di certo il tipo che dice: ok. Mette giù la testa e corre. Come sempre viviamo serenamente il luogo e il lavoro da affrontare. Siamo carichi, stiamo facendo delle sedute di lavori diversi dallo scorso anno. Nella passata stagione, in piena pandemia, abbiamo dedicato gran parte del nostro lavoro a migliorare la velocità, o meglio lo spunto finale, quest’anno invece si procede in maniera diversa, allungando i chilometraggi”.

Non avere obiettivi a breve scadenza può incidere sulla preparazione di Yeman?

“No. Intanto nel mirino una probabile, non ancora sicura (questo è bene ricordarlo) mezza maratona a febbraio (seconda metà). Non in Italia. Un esordio su una distanza mai frequentata. Nulla ancora di stabilito, ma uno specialista dei dieci mila, deve saper giocare le sue carte anche in una “mezza”. Quando a dicembre ci si allenava alle Canarie, l’obiettivo era la gara di Bolzano: la BoClassic. Tutto sommato non è andata male. Ora vedremo. Speriamo pure di poter correre qualche cross in Italia a fine marzo (in calendario ce ne sono due) e poi partire per Flagstaff. In Arizona ci siamo sempre trovati a nostro agio. Speriamo solo di poterla raggiungere”.