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Valeria Straneo

Il sorriso e la classe di Valeria Straneo

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla
Domenica 27 settembre è arrivata verso le quattro del pomeriggio a Vittorio Veneto. Faceva freddo e tirava un vento che pareva novembre. Nuvoloni scuri erano presagio di un pomeriggio tutt’altro che gradevole,  sotto l’aspetto climatico.
Valeria Straneo, si è presentata con il solito sorriso, nonostante fosse nascosto dietro la mascherina anti-covid, bastava guardarla negli occhi e capivi che era arrivata a disputare il Campionato Italiano dei 10 mila in pista con la sua solita voglia di correre, con leggerezza e allegria.
Allenata da qualche tempo da Stefano Baldini, Valeria Straneo, 44 anni, ha un pensiero fisso: i Giochi Olimpici del prossimo anno a Tokyo. L’annullamento a causa pandemia, e di un anno, ha forse permesso ad alcuni atleti di rigenerarsi, di lenire i propri acciacchi, insomma di riprendere a gareggiare con voglia. Sul bellissimo impianto veneto, otto corsie, immerso nel verde, i campionati italiani dei 10 km, impreziositi anche da qualche altra gara (leggi 800, giavellotto e peso) sono stati il clou del tardo pomeriggio.
La signora Straneo ha iniziato la sua “fatica” lasciando sfogare, come si dice in gergo, la gioventù. Traduzione: Isabel Mattuzzi, roveretana doc, trasferitasi alla corte di Vittorio Di Saverio a Roma, campionessa uscente. La coda di cavallo della trentina svolazzava sulla pista, mentre Valeria Straneo staccata non più di una trentina di metri, proseguiva con il suo modo di correre, tranquillo senza affanno, come se stesse disputando un “lungo”, non di certo lento. Raggiunta Isabel, con la mai doma Giovanna Epis, Valeria ha proseguito da sola sino a terminare il suo impegno scavando tra sè e le due compagne di avventura un piccolo solco, vincendo con il suo secondo tempo di sempre su di una distanza che certo non frequenta assiduamente.
Titolo italiano per lei, il secondo nel 2020, il primo, è stato tricolore nella mezza di febbraio e la convocazione per il Mondiale sui 21 km e rotti in Polonia il 17 ottobre. “E’ tanto che non vincevo in pista”, ha dichiarato l’alessandrina, subito dopo aver tagliato il traguardo. “Mi manca la maratona? Certo, sono pronta a rifarmi correrò a Valencia a dicembre”. I Giochi per Valeria Straneo possono essere un sogno realizzabile: sarebbe la sua terza Olimpiade, dopo che si è messa al collo un argento mondiale ed europeo sulla distanza classica dei km 42,195. Scusate se è poco. Un pizzico di fortuna il che significa nessun infortunio, il resto lo mette lei: spirito di abnegazione, voglia di soffrire e tanta, tanta determinazione. Caratteristiche che sono nel suo dna. Ti aspettiamo a Valencia.
Nell’attesa godiamoci domenica mattina la sfida mondiale a Londra tra Kipchoge e Bekele.

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