Usain Bolt stecca l’ultima. Oro a Gatlin

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

Usain St Leo Bolt, saluta e se ne va. Non vince i 100 che vanno al grande peccatore Justin Gatlin, fischiatissimo dal pubblico londinese, in una gara che ha rovinato il copione previsto da mesi. Gatlin su Coleman e poi Usain Bolt, che esce di scena con un bronzo. Torna sulla terra dopo essere stato stratosferico, immenso, imbattibile. Nell’ultima recita Bolt ha steccato, proprio per questo è più umano, specie nel suo giro di pista per raccoglier applausi, mentre Gatlin piangeva incredulo. Quella di Galin una sorta di rivincita non solo verso Bolt, ma nei confronti di chi lo ha sempre osteggiato dopo il suo ritorno alle gare. Gatlin vince in 9”92, su Coleman altro uomo Usa 9’94” e Bolt 9”95. Bolt ha perso la gara con una partenza lentissima (tempo di reazione 0,183, Gatlin 0,138. Coleman 0,123.

La storia di Usain Bolt

Dopo 16 anni di onorata carriera, Usain Bolt ha deciso che l’ultimo passo doveva essere a Londra, dove ha dominato nell’Olimpiade del 2012. Nato il 21 agosto nel 1986 a Trelawny nel distretto di Falmouth, figlio di Wellensley e Jennifer Bolt, ha iniziato a muovere i primi passi atletici nella natia Giamaica. Nella terra di Bob Marley molte persone sono chiamate con un “nickname”, soprannome, Usain è chiamato in casa “VJ”. Quando vinse uno dei tanti allori olimpici mentre compiva il suo solito giro d’onore lanciando sguardi e baci al pubblico è riuscito a scovare i suoi che urlavano: “VJ, VJ” (si legge vi gei)…

Chi scrive aveva cominciato a notarlo, leggendo gli ordini d’arrivo sulle pagine dei quotidiani sportivi, all’inizio degli anni Duemila, il suo nome era spesso accostato a Andrew Howe. A Grosseto (2004), quando Andrew siglò 20”29 nei 200, lui era assente per infortunio, ma aveva già incantato il mondo 2 anni prima a Kingston vincendo i mondiali juniores sui 200 (a 16 anni!). Chi ha avuto l’opportunità di veder il suo docu-film “Io sono Bolt”, ci sono splendide immagini proprio di quella sera, con il pubblico che scandisce il suo nome prima della finale.

Personalmente ho avuto la possibilità di vedere la sua ascesa dai mondiali di Osaka nel 2007: 2 argenti dietro a Tyson Gay (100 e 200), due anni dopo nel 2009 a Berlino ero in tribuna nel mondiale che passerà alla storia per i due record del mondo 100 in 9’58” (che è prezzo di 9 sterline e 58 cents del biglietto per i ragazzi a Londra in questi giorni per vedere i mondiali) e 20”19 (200). Due serate memorabili, da raccontare ai più giovani. Ci fu la cerimonia di consegna di un pezzo di “muro” della città. Cadeaux che l’ha lasciato abbastanza allocchito e stupefatto.

Uomo capace di sorprendere per la sua affabilità, simpatia e guasconeria, Usain Bolt ama la musica come tutti i giamaicani, le discoteche dove non disdegna fare il dj.  L’ho visto ballare a Bruxelles, al termine della Diamond League, con l’occhio di bue che lo inquadrava mentre si esibiva un complesso musicale molto noto da quelle lande. L’ho visto muoversi perfettamente con le ragazza pon pon a Montecarlo nello scorso mese di luglio, subito dopo la vittoria nei 100 e scavando nella memoria, a Roma penso nel 2011 l’ho visto mentre mandava baci al pubblico all’interno dell’Olimpico, attraverso il vetro che divideva l’ingresso stampa dal pubblico. Usain Bolt non riusciva ad uscire. L’arrivo di una camionetta della polizia lo ha salvato da un possibile abbraccio troppo caloroso.

Ha un amico fidato Nugent Walker  “NJ” che non lo abbandona mai, un tecnico Glenn Mills che pesa tre volte Usain, ma che di velocità ne sa e tanto, un manager Ricky Simms che gestisce le sue gare (poche in verità), è sponsorizzato dalla Puma che gli ha già stilato un contratto per i prossimi 10 anni come testimonial, ha sei auto di grossa cilindrata, non fa diete particolari, dicono che si nutra di pollo fritto e di altre nefandezze fritte, ma è andato forte, molto forte.

Lo storico dell’atletica Roberto Quercetani ha ricordato che nelle prime 30 prestazioni mondiali all time solo 9 appartengono a velocisti che non hanno subito squalifiche per doping, quelle nove sono di un velocista solo: Usain Bolt.

Domenica 6 agosto

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