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Dagli all’untore!

22 Aprile, 2020

So di inerpicarmi su una salita impervia, difficile, lo faccio quasi a mani nude, senza protezioni. Arrivo subito al punto: vorrei esprimere la mia opinione su tutto questo baillamme che si sta muovendo attorno a chi ha la malaugurata passione di correre. A scanso equivoci, non sto trattando in queste righe argomenti riguardanti atleti di interesse nazionale, runner evoluti, podisti della domenica. Parlo di chi, come il sottoscritto, pur non partecipando a nessuna non competitiva, nessuna gara da anni, ama correre da solo. Lo faccio quando sono a Milano (almeno tre volte a settimana) su un anello di 900 metri nei pressi di casa mia, sempre abitualmente frequentato da gente che cammina, corre, va a spasso col cane, ragazzi che giocano a pallone sul prato e via dicendo, qualcuno che pratica delle attività sportive c’è sempre.

Quando sono in Liguria (ci passo dei periodi durante l’anno, sempre tre volte la settimana) corro sulla “ciclabile” che lambisce il mare. Tutto qui. Non ho nessuna particolare esigenza, solo la voglia di fare sport all’aria aperta. Poi è arrivato il morbo e il conseguente lockdown (traduzione letterale dall’inglese confinamento). In molti si sono chiesti: si corre lo stesso, da soli? Sì, anzi no, forse, e via dicendo, siamo andati avanti a sentirne di tutti i colori. Qualcuno poi ha esagerato, i bene informati mi dicevano che lungo i Navigli di Milano c’erano frotte di runner, alcuni lambivano il Campo XXV Aprile di Milano (chiuso) dedicandosi a “ripetute” in salita.

Così si sono aggiunti gli odiatori, le persone che non avevano mai mosso un passo in vita loro, hanno avuto un’alzata di scudi: “non deve correre nessuno, neppure da soli”. Scene inenarrabili riprese dai cellulari, multe salatissime anche a chi in piena campagna si permette di fare una passeggiata da solo. L’altro giorno una persona viene aggredita perché correndo aveva sorpassato i 200 metri che spettano a chi vuole muoversi! I due aggressori chiamano la polizia e si fanno forti del fatto che l’untore correva senza la mascherina. Ho guardato qualche reazione sulla cloaca massima dell’informazione e della disinformazione (facebook) e ho scoperto che qualcuno abbastanza noto nell’ambiente della corsa ha scritto testuale: “Ho deciso di lasciare il running per il narcotraffico”. E certo si rischia meno. “Lercio” (un sito di satira e notizie): “Un pentito di mafia ottiene lo sconto di pena rivelando i nomi di quelli che escono per fare jogging”.

Poi arriva l’ultima dal vice ministro della salute: “Jogging solo per 40’!” Pronta la risposta di chi corre: “ma se vado a 5’ al km posso fare un’ora?” Nel frattempo arriva la notizia che aziende produrranno mascherine per coloro che finalmente dal 4 maggio, forse, potranno fare una sgambatina, senza essere additati, insultati, inseguiti, derisi, come lo eravamo agli inizi degli anni Settanta.
In attesa del fatidico 4 maggio ne leggeremo ancora di tutti i colori.