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I ritorni di Valeria e Michele

10 Dicembre, 2019
Valeria Roffino (Foto: Colombo)

L’Europeo tra i prati lusitani di Lisbona ha portato un po’ di allegria nel mondo del nostro mezzofondo. In quello veloce (800 e 1500), tanto per intenderci, si è arguito che la salute è tutt’altro che buona (vedi staffetta mista 4x 1500). Il discorso muta sulle distanze più lunghe, le medaglie di Nadia Battocletti e di Yeman Crippa anche se attese, sono frutto di grande costanza nel lavoro e spirito di abnegazione, unito alla voglia di continuare a cercare di arrivare sempre più in alto.

Nelle pieghe del cross tra le fila italiane si deve però andare a riscoprire qualche volto che per un motivo o per un altro è ritornato ad affacciarsi, sia pur timidamente, in un conteso internazionale. Si parte dalla capitana della squadra femminile Valeria Roffino che indossa la “fascia al braccio” da quattro anni, esattamente dall’Europeo di Chia in Sardegna.

Un anno fa a Tilburg se ne tornò a casa con uno strappo al tibiale posteriore, delle probabili fila d’improperi (solo pensati conoscendo la grazia e l’educazione di Valeria) e, l’inizio di un periodo buio. Com’è tornato l’autunno il clima si è intristito, Valeria è riapparsa, il tracciato di Lisbona era di quelli che ama di più: salite, discese, mai un attimo di pausa. Era partita con l’intento di tagliare il traguardo entro la 20ª posizione, invece, un 11º posto, miglior risultato di sempre, due passi davanti a Federica Sugamiele che l’aveva preceduta nel cross di Osimo.

“Dovevo riscattare la delusione dello scorso anno, ha detto Valeria, il percorso è di quelli che esaltavano le mie caratteristiche, ora posso concentrarmi sul resto della stagione invernale (cross) con maggiore tranquillità”.

Lo stesso discorso può calzare a pennello anche per Michele Fontana, compagno nella vita di Valeria. Le sue vicissitudini (infortuni assortiti) sono state certamente una spina nel fianco per un ragazzo dal sorriso accattivante, che non tantissimo tempo fa aveva quasi deciso di appendere le scarpe al chiodo. Ha cambiato idea con un nuovo tecnico (ogni tanto a parecchi atleti fa bene cambiare allenatore), ora il valtellinese si allena con l’ex maratoneta Liberato Pellecchia.

“Mi ha fatto ritrovare fiducia e motivazioni, che ormai avevo smarrito”. Si era capito con la vittoria a Osimo (ultima prova indicativa per l’Europeo), era da qualche tempo che non si vedeva sorridere così Michele e domenica non appena ha tagliato il traguardo al Bela Vista Park, stanco per la fatica ha trovato la voglia di sorridere e sostenendo di essere un che un uomo della Valtellina molla mai. Riproviamoci sempre ragazzi!