Marcia o crepa

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

L’affare è spinoso assai. Si parla della specialità del tacco e punta. La marcia. Disciplina che è sempre stata terra di conquista azzurra sia alle Olimpiadi sia ai Mondiali. Ci pare pleonastico ricordare certi nomi, a ogni buon conto ne cito due sopra le parti: Pino Dordoni e Abdon Pamich entrambi campioni olimpici della 50 km. Mi addentro nel nocciolo della questione. Entro marzo la commissione della marcia dovrebbe “decidere” una sorta di cancellazione della 50 km. la distanza più lunga dovrebbe essere di 30 km, mentre la classica 20 km sarebbe ridotta a 10 km. Sai per gli uomini sia per le donne. Non da subito, tanto per intenderci ai Mondiali di Doha (settembre/ottobre), la mitica cinquanta rimane del programma gare. Si dovrebbe partire dai Mondiali di Budapest del 2023.

Chi ha avuto questa bella pensata? Pare venga dal Cio (Comitato Olimpico) che non ha alcuna intenzione di mostrare al mondo quattro ore passa di gara per gli uomini e molto di più quella delle donne. Il prodotto secondo loro non è vendibile, non ha la stessa attrazione di una maratona (durata poco oltre le due ore) o di una volata sui 100 metri. Si sa che i Giochi Olimpici attraggono sponsor, mezzi d’informazione i più raffinati che esistono e vedere uomini o donne che camminano velocemente, pare non sia gradevole più di tanto. Poiché l’estensore di queste note è completamente contrario alla questione, a parer mio togliere la 50km è come commettere un omicidio atletico, vorrei ricordare che ai Giochi di Rio la 50 km di marcia ha avuto un finale degno di un film di Hitchcock (andate a rivederlo qualora aveste dei dubbi), molto più allettante del finale della maratona maschile, dove si è assistito all’assolo di Kipchoge.

Trasmettere in televisione una 50 km in diretta è noioso? Facciano vedere la partenza e l’ultima ora di gara. Tanto per mettere un po’ di pepe sulle ferite che ne dite del mondiale di ciclismo su un circuito da ripetere più volte, magari piatto per la durata di 6/7 ore? Lo spettacolo dov’è? Nelle ultime due tornate. O sbaglio! Di esempi se ne possono fare a iosa. Chi scrive, ha chiesto durante gli assoluti ad Ancona a Nicole Colombi (marciatrice che prepara la 50 cosa ne pensasse), lasciamo perdere la sua risposta.

Proseguiamo con l’analisi sulla marcia. La 20 km sarebbe ridotta a 10. Immagino sin da ora cosa potrà accadere, il chilometraggio porterà una serie di squalifiche in numero assai superiore che nella 20 km. Si stanno studiando pare delle solette che potranno permettere ai giudici di controllare la corretta esecuzione del gesto tecnico. Facile a dirsi. Intanto si viene a sapere che i primi esperimenti sono stati non molto edificanti. Aggiungo che durante gli ultimi campionati assoluti al coperto nella gara maschile i partenti sula distanza dei 3 km erano cinque di cui due sono stati squalificati, uno di loro era Massimo Stano (quarto agli ultimi Europei di Berlino nei 20 km!). La querelle dovrebbe essere risolta, o meglio ratificate le nuove distanze entro pochi giorni. Sta di fatto che molti atleti azzurri si sono fatti immortalare con una mano aperta (cinque) e l’altra con il pugno chiuso (zero). Abbastanza significativo. Ancora un’annotazione, la nostra federazione si è dichiarata contraria alla modifica, sia il DT La Torre che il presidente Alfio Giomi da me interpellato.

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