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Campaccio Crippa, Battocletti e Dossena

Il sogno di Yeman Crippa: scendere sotto i 13’ nei 5.000

Foto: Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

Due giorni non di più e l’annoso record di Antibo (13’05”59 luglio ’90) potrebbe essere migliorato. Si tratta di aspettare venerdì sera quando nella stadio Louis II di Montecarlo scenderà in pista nei 5000 Yeman Crippa. Il poliziotto delle Valli Giudicarie allenato da Massimo Pegoretti, anche quest’anno è partito nella stagione all’aperto alla grande, non lasciando nulla al caso. La programmazione, mutata in seguito all’annullamento delle Olimpiadi, ha portato Yeman verso altri lidi. Intendiamoci, i 5000 sono uno dei due punti di arrivo (con i diecimila) del ragazzo che da solo sostiene tutto il mezzofondo italiano, ma alla ripresa degli allenamenti dopo il confinamento, chi lo segue ha stabilito si dovesse affinare il rush finale.

Lavoro duro, senza soste, che Yeman digerisce sempre senza battere ciglio in compagnia di Abdikadar e Nikolli, poiché la stagione per i mezzofondisti è spostata in avanti, a seguito del Covid-19, l’atleta delle FFOO ha provato come esordio due volte i 1500. La prima sulla pista di Cles, chiusa in 3’39”70 (fine luglio), la seconda occasione (5 agosto), non solo ha migliorato il proprio limite personale di 3’37”81 (Rabat 2019) correndo sulla pista di Rovereto gli ultimi 500 metri in perfetta solitudine, dopo essere transitato in 3’23” ai mille metri. Tempo finale: 3’35”26. Quarto di sempre in Italia. Per uno specialista di 5 e 10 mila quasi un sogno, tant’è che si può addirittura pensare qualora insistesse su questa distanza in un meeting tiratissimo potrebbe avvicinare un altro record che dura da tantissimo: quello di Genny Di Napoli in 3’32”78.

Il giorno dopo il nuovo limite personale Yeman è partito immediatamente per Livigno, si è allenato a 1800 metri e dorme a 2200. Lo abbiamo sentito per telefono. Due sole domande:

“Ti senti in questo momento il portabandiera dell’atletica italiana”?
“Me la gioco con Jacobs fortissimo nei 100.

Il record di Antibo è alla tua portata?
“Sì, non c’è dubbio se sono stato capace di correre da solo in 3’35”26 dovrei batterlo, ma io non mi accontento, facendo i debiti scongiuri sognerei di scendere sotto i 13 minuti”.

Sarebbe il primo italiano a scendere sotto il “muro del suono” sulla distanza dei 12 giri e mezzo. L’occasione è propizia vista anche la presenza di personaggi come il campione del mondo dei 10 mila l’ugandese Cheptegei, di Herik Ingebristen (il meno forte del trio norvegese, gli altri due fratelli Jacob e Philip sono in gara nei 1500) e del francese Gressier che con Yeman ingaggia sfide furibonde sui prati, oltre allo svizzero Vanders, pare pure ci sia il progetto di tentare di migliorare il record del mondo di Kennenisa Bekele 12’37”35 (2004/Hengelo). Insomma, le premesse ci sono tutte, leggere sul display a bordo pista un crono “under 13” (per il nostro azzurro) potrebbe essere il viatico per lo stesso Yeman per provare a tempo debito anche sotto i 27’ nei 10 mila. Di questo chi scrive è abbastanza convinto, poiché il ragazzo è di quelli che sanno soffrire e amano l’atletica. Dite niente?

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