Il docufilm su Maura Viceconte, ex primatista italiana di maratona

Di: Walter Brambilla

Evitiamo di commuoverci, sia ben chiaro. Questo il motivo: si apprende da un’iniziativa targata Iaaf che nel mondo sono stati identificati campi, pedane, corsie dove campioni del passato hanno compiuto le loro imprese. La Federazione Mondiale esporrà sul luogo, dove è successo il fatto, una placca, una targa a ricordo dell’avvenimento. Per ora questi posti sono dodici, (come gli apostoli, ha titolato “La Repubblica”), si cita solo qualcuno per poi arrivare al nocciolo della questione sotto vesti italiche. Qualche esempio: Addis Abeba (Abebe Bikila), Finlandia (Paavo Nurmi) questi per quanto riguarda le corse lunghe, S. Paolo del Brasile (Adhemar Da Silva) salto triplo, e via dicendo. Un progetto nato per trasmettere ai posteri quanto avvenuto in passato. Per tenere viva la memoria di quanto accaduto. Pare che il prossimo anno tocchi all’Italia. I

Intanto c’è chi con altre forme ha già attivato la nostra memoria. Alla fine di ottobre gli amici bresciani in quel di Agazzano (Piacenza) hanno rivisitato i cinquant’anni del record di Giuseppe Gentile, con la presenza dell’ex azzurro e di altri specialisti dello step, hop, jump: le tre fasi del salto triplo.

A quanto pare i ricordi hanno preso la mano anche a chi si diletta nel cinema. E’ successo venerdì 30 novembre a Villar Dora centro di poche anime nei pressi di Avigliana (cintura torinese), questa volta non un convegno ma un docu-film dedicato a Maura Viceconte. “La corsa, il mio modo di vivere”, ha avuto la sua “prima” in un centro sociale affollatissimo (oltre 400 persone). Il docu- film con immagini bellissime della maratoneta valsusina ha affascinato tutti per competenza, classe e dovizia di particolari. L’opera è stata curata da Luigi Cantore con testi di Remigio Picco che ha condotto la serata. Sono intervenuti uno stuolo di ex campioni e campionesse. Si va dalle avversarie di Maura (regina incontrastata della serata) con il suo inconfondibile sorriso, come Franca Fiacconi (storiche le dispute tra le due maratonete) a Maria Curatolo, incontenibile come un tempo, fino a Laura Fogli primatista assoluta di maratona sino all’avvento di Maura Viceconte che tolse alla signora di Comacchio il primato sui km 42,195 a Vienna nel 2000 con 2h23’47. Alla serata erano presenti anche Maurizio Damilano, Alessandro Lambruschini, Lucio Gigliotti, Renato Canova (ex tecnico della stessa Viceconte), Walter Durbano, Daniela Graglia, Gianni Crepaldi e Maria Cocchetti, tanto per citare i più noti.

Una serata trascorsa in grande allegria nel mondo dell’atletica d’inizio anni Duemila, dove ancora lasciavamo il nostro marchio in Europa e nel mondo. Per i pochi che non conoscessero Maura Viceconte, proponiamo i suoi successi: bronzo in maratona agli Europei del 1998 a Budapest, ancora attuale primatista di 10.000 in 31’05”57 (2000), dodicesima ai Giochi di Sydney (2h29’26), due volte campionessa italiana di maratona (94’a Cesano Boscone e ’95 a Venezia), ha vinto le maratone di Carpi (’98), Montecarlo (’97), Roma (’99), Napoli (2003) e Vienna con il già citato record italiano.

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