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Il 19 luglio compie 70 anni: auguri a Marcello Fiasconaro

Di: Walter Brambilla

Venerdì 19 luglio un certo Marcello Fiasconaro compirà 70 anni. Forse per i più giovani un nome che dice poco, anche se sono convinto che la sua fama echeggi ancora nel mondo dell’atletica, in primo luogo perché il suo tempo di 1’43”7 (allora record del mondo nel 1973) negli 800 metri è stato sfiorato solo una volta da un azzurro Andrea Longo 1’43”74 (tempo elettrico), anni dopo. Poi buio pesto.

Marcello Fiasconaro è figlio di un musicista fatto prigioniero in Sudafrica che al termine del conflitto rimase nel paese arcobaleno. Arriva in Italia dopo aver giocato come tutti i sudafricani con la palla ovale, è veloce, possente, porta i capelli lunghi come usava allora, si vede la prima volta in un 400 (Arena di Milano) con una maglia a righe orizzontali, tipica di chi gioca a rugby, impressiona subito per il suo modo di interpretare le gare. Il “magnifico selvaggio” titolarono i quotidiani di allora, lui ripagò con moneta sonante: nel 1971 fu secondo dietro a Jenkins sui 400 ai Campionati Europei di Helsinki ultimo frazionista di una 4×400 prestigiosa che salì sul terzo gradino del podio. Infortuni assortiti ai tendini non gli permisero di sfruttare le sue doti notevoli, che a ogni buon conto lo condussero sino a primato del mondo nei 400 sotto tetto (46”1) e a quella notte indimenticabile dove all’Arena di Milano corse in 1’43”7.

Era il 27 giugno del 1973. Dal primo all’ultimo metro al comando, una corsa entusiasmante, impetuosa di grande effetto che i filmati dell’epoca ancora ripropongono in bianco e nero. Mandati in soffitta in un sol colpo personaggi del calibro di Snell, Doubell e quel David Wottle che aveva incantato tutti per il suo modo di gareggiare solo un anno prima a Monaco ’72. Il primato fu migliorato di sei decimi. Solo David Rudisha a Londra 2012 condusse la gara come Marcello, dal primo all’ultimo metro davanti a tutti: record del mondo! March non scordò le sue origini “ovali” giocò anche nel Campionato Italiano con la Concordia Assicurazioni, all’ala. Per qualche tempo, come dipendente del gruppo, frequentò il campo XXV Aprile di Milano, era ormai al lumicino come atleta, ma non passava inosservato per i suoi modi goliardici e simpatici di vivere l’atletica dentro e fuori dal campo. Ritornò a vivere in Sudafrica, non prima del 1974, quando tentò di vincere l’Europeo romano, con un passaggio suicida a metà gara. Niente da fare, vinse il fiumano Luciano Susanj. E’ tornato a Milano il 27 giugno del 2013, grazie a un invito della Fidal, festeggiato nel Municipio per il quarantennale del primato mondiale. Un giorno di festa con tantissimi appassionati presenti, una sala gremita in ogni ordine di posto. Il giorno prima, chi scrive e Andrea Buongiovanni della “Gazzetta dello Sport” riportammo March all’interno del Tempio dove siglò il Mondiale nel doppio giro di pista. Vide la targa a lui dedicata e rimase colpito da tanto affetto. Se lo era meritato! Auguri Marcello Fiasconaro!

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