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Eliud Kipchoge

Eliud Kipchoge e Joshua Cheptegei, anche loro sono “umani”

Di: Walter Brambilla
Sono esseri umani pure loro. Si parla dei due principali protagonisti della corsa lunga in strada e in pista: Eliud Kipchoge e Joshua Cheptegei.
Il primo, keniano, era considerato imbattibile. I numeri erano dalla sua parte. Dieci successi consecutivi sulla distanza classica dei km 42,195, compreso l’oro olimpico di Rio de Janeiro nel 2016, vinto con grande facilità. Il record del mondo a Berlino (2h01’39”) nel 2018, e quei due tentativi (non considerati validi) di scendere sotto il muro delle 2 ore, uno fallito di poco a Monza e l’altro centrato nel 2019 a Vienna. Kipchoge, il numero uno per eccellenza, l’imbattibile, l’accalappia record, su di lui sono state ideate e prodotte le nuove calzature dall’azienda col “baffo” Usa che adesso stanno spopolando. Eliud Kipchoge, che all’anagrafe dice di avere 35 anni, ma onestamente a guardarlo bene in viso, forse, qualche primavera in più l’ha tutta, anche perché quando vinse il titolo mondiale a Parigi nel 2003 nei 5000, non si lesse da alcuna parte che Eliud, già allora avaro di capelli, fosse un imberbe ragazzino. Eliud dopo la clausura è tornato in strada a Londra, maratona che ha resistito alla pandemia e con un’organizzazione quasi perfetta è riuscita ad allestire l’evento per soli grandi protagonisti. Eliud Kipchoge ha corso come suo costume davanti, o meglio in testa della gara, con i migliori, dando solo un’impressione (a chi scrive) di sfilarsi in un paio d’occasioni. Il botto, la sorpresa, quando la gara nel finale si è accesa. Lui è scomparso, il suo viso si è ingrigito, terminando sconfitto, all’ottavo posto, con un normale, per lui 2h06’49”. Che si sia accesa la spia luminosa nel suo motore? E’ presto per dirlo, il problema a un orecchio completamente ostruito potrebbe averlo danneggiato e non poco. Lui stesso non si dispera. Dice che tornerà. Nel frattempo è tornato sulla terra!
Joshua Cheptegei primato mondiale nei 5 km

Zurigo 29/08/2019 Joshua Kiprui Cheptegei –  foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Secondo personaggio in oggetto Joshua Cheptegei il “metronomo”. Ugandese, 24 anni, già campione del mondo nei 10 mila a Doha lo scorso anno. Quest’anno l’uomo dei record dei 5 e 10 mila ha corso la bellezza di sole 4 gare. Stop. Sì, quattro. La prima a Monaco a febbraio questo inverno su strada 5 km (12’51”), poi i due primati del mondo: sulla pista dell’Herculis di Montecarlo il 14 agosto, nel primo dei meeting della Diamond League nei 5000 in 12’35”36, il secondo a Valencia il 7 ottobre nei 10 mila, supportato da un raggio luminoso che gli indicava il vantaggio o lo svantaggio sul primato precedente, ha chiuso con 26’11”. Joshua Cheptegei forte del suo stato di forma aveva annunciato la presenza nella mezza maratona Mondiale di Gydnia (Polonia) di domenica scorsa. E’ stato di parola. Sulle rive del Mar Baltico si è presentato e in parecchi erano convinti che avrebbe conquistato anche il primato mondiale dei km 21,097. Invece no. Pure lui dopo aver fatto sfracelli, quando il connazionale Jacob Kiplimo, futuro “crac” del mezzofondo mondiale (tesserato sino a un anno fa con l’Atl. Casone Noceto), ha preso il largo, Joshua Cheptegei ha cominciato a perdere terreno, così come Kipchoge, manco è riuscito a salire sul podio (individualmente) nel mondiale. Dopo tre gare e tre mondiali… un quarto posto per un atleta che pure nel cross si è messo al collo la medagliad’oro, potrebbe essere una sorta di sgarbo. A sua discolpa si può ricordare che Chpetegei era all’esordio nella specialità, e comunque chiudere in 59’21” dimostra che anche in questo caso potrà fare grandi cose, per ora pure per l’ugandese un ritorno tra gli umani ci vuole.

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