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Le fatiche di mamma Elena

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

Decidi di guardare in televisione i societari di atletica, dove si assegna lo scudetto su Raiweb2 e ti accorgi (domenica mattina) che nei 5000 donne, l’esile figura di Elena Romagnolo è al comando della gara. Dietro di lei solo Marta Zenoni! Le altre staccate. La giovane speranza bergamasca a un giro dalla fine lascia la compagnia dell’ex azzurra e va a vincere. La prima cosa che faccio è spedire un sms di complimenti a mamma Elena. Dopo un paio d’ore arriva la risposta: “Grazie Walter…è faticoso ma è così bello essere qui!”. Poche illuminanti parole che mostrano tutto l’amore di Elena Romagnolo per l’atletica.

La signora piemontese, laureata in scienze sociali, due anni fa abbandonò le fila dell’Esercito per trovare un’occupazione (maestra elementare) che le potesse permettere di condurre una vita a fianco della famiglia della piccola Carlotta (ora ha tre anni), ma l’amore per la corsa non l’ha mai abbandonata. Si è tesserata per il Cus Pro Patria di Milano e con questo sodalizio si toglie ancora delle belle soddisfazioni.

Oggi (lunedì N.d.R.) ho un po’ di male di gambe”, così esordisce Elena, dopo aver corso a Firenze i 1500 metri (sabato) e i 5000 (domenica), meno di ventiquattro ore tra una prova e l’altra. “Nella prima giornata ha dovuto battagliare con delle giovani “miler” che corrono attorno ai 4’15”.“E’ una distanza che non frequento da qualche tempo, sono riuscita a finire in 4’25”09 (quinta), il mattino successivo (domenica) nei 5000 mila sono arrivata seconda in 16’27”01”. In altre parole ha portato punti preziosi alla squadra milanese del Cus Pro Patria Milano, guidata da Valerio Caso e Giorgio Rondelli. Elena Romagnolo con gli impegni di lavoro (è insegnante di bimbi di terza elementare) e la famiglia ha ridotto drasticamente l’attività agonistica, risponde presente agli impegni del suo sodalizio (ad esempio quest’inverno a Venaria Reale con i societari di cross) e qualche gara su strada certo non la diserta. Qualcuno ha ipotizzato durante la telecronaca un suo avvicinamento alla maratona. “Rimane un sogno per ora”, ha immediatamente risposto la mezzofondista di Trivero (Biella), “ho provato già con le mezze, a Lugano in aprile ad esempio ho fatto un gran fatica e chiudere in 1h15’34” non mi ha soddisfatto, per fare una maratona ci vuole anche del tempo per allenarsi”.

Dopo i due giorni trascorsi a Firenze che cosa rimane, ancora oggi primatista italiana del 3000 siepi? “Intanto mi sono divertita, ho riprovato le emozioni che mi ha saputo dare l’agonismo in pista, in strada e nelle corse campestri non ho mai avuto la stessa sensazione. L’estate è ora alle porte, avrò un po’ più di tempo nei mesi di luglio e agosto per allenarmi, chissà, magari potrei provare a correre una bella mezza maratona in autunno. Vedremo!”

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