Al campo XXV Aprile, in attesa di una notte di stelle

Di: Walter Brambilla

Milano, domenica mattina. Piove e fa abbastanza freddo. Chi scrive decide verso le 10 di andare a fare una capatina, al Campo XXV Aprile (un tempo ex banlieue milanese, ora contornata da un bel parco, ma anche da manufatti alti, alti), luogo cult dell’atletismo milanese, dove puoi trovare dal campione assoluto all’amatore evoluto sino al “tapascione”. Negli anni Ottanta era il punto di riferimento degli atleti della Pro Patria, ci si poteva incontrare e cambiare nello stesso spogliatoio con Alberto Cova, Francesco Panetta, Marco Gozzano, Marco Marchei, Franco Boffi, Gianni Demadonna, tanto per citare i nomi più noti dell’epoca.

Nel tempio milanese del fondo mezzofondo, esistono ancora, dei percorsi che hanno preso il nome di chi li percorreva abitualmente, c’è il “giro Cova” lungo le pendici del Monte Stella, meglio noto come la Montagnetta di Milano, con la “e” molto, ma molto aperta: “montagneeeetta”, poi il Giro dell’Ippodromo, oppure il tragitto dal campo a sei corsie, sino al Parco di Trenno.
In questo periodo lungo i vialetti della zona verde ci puoi trovare Eleonora Giorgi che ingurgita chilometri a più non posso per il suo prossimo esordio nella 50 km di marcia.

Nel viaggio lungo la strada verso il campo XXV Aprile, poche macchine, pedoni manco l’ombra, il primo che incontro sta correndo. Sono ancora molto lontano dal punto di arrivo, sto viaggiando lungo i Navigli. Piazza Napoli, la cosiddetta Circonvallazione esterna, nessuna anima in vista, anzi no: due persone che corrono sotto la pioggia. Arrivo verso il Lido di Milano (piscina molto nota che vive solo due/tre mesi l’anno durante l’estate), si curva a sinistra e ci si dirige nella zona del mitico centro milanese. Vedo altri due runners. Milano ha digerito la settimana scorsa la maratona, tre settimane or sono la Stramilano, piove sempre più intensamente, ma avere visto passanti che corrono, apre il cuore. La sensazione è diversa quando faccio l’ingresso in campo: completamente vuoto, nessuno che calpesta la pista. A fianco troneggia l’impianto indoor che deve essere sempre inaugurato e per una ragiona o l’altra non avviene mai. Guardo con attenzione e in zona dei vecchi spogliatoi vedo un gruppo di ex runners, di età abbondantemente sopra i 70! Sì avete letto bene, ci sono tre volte la settimana, il mattino abbastanza presto, fanno la loro camminata, o sino a Trenno o lungo il Monte Stella, poi tornano assai prima di pranzo, in caso contrario i rimbrotti della moglie sono assicurati. Che cosa stanno facendo? Preparano un tavolo e lo imbandiscono di cibarie varie, dolci e salate, fanno saltare i tappi di bottiglie di spumante e brindano. Festeggiano il compleanno di uno di loro! “Festeggiamo ogni domenica è un modo per trovare un nuovo momento di amicizia dopo la camminata”!

In pista scorgo un ragazzo che sta facendo delle “ripetute” e un allenatore che mima il movimento delle braccia. Non poteva che essere Giorgio Rondelli, il gran “guru” del mezzofondo italiano, che non manca mai in quella che è una sua seconda casa. Ha il cappuccio del pastrano alzato, ma è impossibile non riconoscerlo. Mi informa che il 26 aprile, alle 18,45, al Campo XXV Aprile ci sarà la sua “creatura”, il suo meeting. Dice: “Apriamo con una staffetta di marcia, con Eleonora Giorgi e Matteo Giupponi, tante serie dei 600, poi i 1500 con Marta Zenoni, i 5000 con Nadia Battocletti e dulcis in fundo un 10 mila con africani in grado di avvicinare i 28’ se non addirittura di abbatterli”.

Sarà una notte indimenticabile per l’atletica milanese, orfana ormai da troppi anni di atletica allo stato puro, in altre parole in pista. Scomparsa la Pasqua dell’atleta, la Notturna è rimasta questa competizione, conserviamola! Ah, dimenticavo, pare che il prossimo anno si allestisca all’Arena il Golden Gala. Pare….

PS: Zona mista si prende una settimana di vacanze torna martedì 30 aprile. Buona Pasqua!

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