fbpx
corsa treadmill

100 miglia sul tapis roulant: il record di Zach Bitter ai raggi X

Di: A cura della redazione
12:09’15” (media di 4’28” /km) nonostante le eccessive pause in bagno, dovute all’aver dovuto bere più del previsto. La crisi mentale all’87° miglio. I suoi record statunitensi all’aperto. Le 100 miglia corse in 11:19’13” (2019) su una pista di pattinaggio. Ecco un piccolo focus sull’atleta che sta diventando un punto di riferimento per l’ultrarunning statunitense

Nel mondo dell’ultra-running non si è ancora spenta l’eco dell’impresa di Zach Bitter, che sabato 16 maggio ha stabilito il record del mondo delle 100 miglia (160,934 km) correndo su due tapis roulant posizionati appaiati, all’interno della sua casa a Phoenix, in Arizona (USA). Un’impresa che ha finito per mandare un segno di speranza in un Paese come gli Stati Uniti, ancora immerso nel pieno della pandemia da Covid-19. 

Una corsa, due record

I record del mondo riconosciuti alla performance di Zach Bitter sono in realtà due: oltre a quello delle 100 miglia, Bitter ha infatti migliorato anche la distanza coperta nelle 12 ore: 158,8 km (98,6 miglia). Le 100 miglia le ha invece completate in 12:09’15”, alla media, cioè, di 4’28” /km (7’12 per ogni miglio). I precedenti record su tapis roulant, entrambi stabiliti lo scorso anno dal canadese Dave Proctor, erano di 153,8 km (95,5 miglia) per le 12 ore di corsa e 12:32’26” per le 100 miglia, 

Problemi di idratazione e crisi mentale

Sulle straordinarie medie al chilometro di Bitter (4’28” al chilometro per 160 chilometri!) hanno tra l’altro inciso in negativo le brevi pause per usare il bagno, pause che sono risultate in numero maggiore del previsto, e una sospensione di due minuti, decisa al raggiungimento dell’ottantasettesimo miglio, quando ha dovuto fermarsi e andare a sedersi di nuovo in bagno per altri due minuti, durante i quali ha cercato di superare una crisi di volontà e allontanare il desiderio di interrompere la corsa.

«Alla fine mi sentivo abbastanza bene – ha commentato Bitter che è stato assistito dalla moglie, Nicole – ma ho dovuto assumere più liquidi di quanto pensassi. Ho cercato di mantenere la stanza a una temperatura fresca, ma all’esterno c’erano 37 gradi e l’impianto di ventilazione più di quel tanto non mi è stato d’aiuto. Direi che il più grande ostacolo è stato causato proprio da questo, dal mio aver sottovalutato drasticamente la quantità di liquidi che ho dovuto bere per reidratarmi.»

Tapis roulant e scarpe 

La corsa è avvenuta su due tapis roulant NordicTrack Commercial X22i, disposti appaiati nella casa dell’atleta a Phoenix (Arizona). Zach ha utilizzato calzature della Altra Running: nella prima parte delle 100 miglia ha corso con le Altra Escalante Racer mentre nella seconda parte ha optato per le Altra Torin 4 Plush, caratterizzate da un maggiore cushioning e per questo più adatte all’aumentare del tempo di appoggio del piede, causato dal progressivo crescere della stanchezza.

Gli altri record di Bitter

Alla vigilia della performance casalinga, Bitter aveva dichiarato di non aver mai corso più di trenta miglia su un tapis roulant. Nell’affrontare la sfida, però, lo confortavano gli ottimi risultati e i picchi di forma raggiunti nel corso del 2019. Lo scorso dicembre, infatti, aveva stabilito il record statunitense dei 100 km in pista correndo la distanza in 6:39’09” al Desert Solstice Track Invitational di Phoenix e sempre nell’anno passato aveva completato le 100 miglia in 11:19’13” al Pettit National Ice Center di Milwaukee (Wisconsin, USA) correndo sulla pista ovale del pattinaggio di velocità (443 m di lunghezza). Trattandosi di un impianto con fondo inclinato e curve paraboliche, il tempo non era stato omologato. Nel 2014, invece, aveva corso le 100 miglia su strada ad Anchorage (Alaska, USA) in 12:08’24” e questo suo record è stato ratificato dall’Usatf, la federatletica statunitense.

Va ricordato che né la Usatf né la World Athetics riconoscono i record su tapis roulant

Voglia di normalità

«Più ancora che un bel po’ di riposo – ha dichiarato Zach Bitter al termine delle 100 miglia sul tapis roulant di casa – quello di cui sento il bisogno è ciò che amo veramente dell’ultrarunning: radunarsi insieme ad altri corridori per le gare e per l’allenamento. Non vedo l’ora di tornare a quella vita quando questa pandemia sarà finalmente svanita. L’ultramaratona, infatti, è solo un aspetto della socializzazione. Le persone si incontrano su una pista o vanno a un evento per una corsa, poi vanno in giro durante e dopo. Non vedo l’ora che tornino gli eventi organizzati in modo da poter tornare a stare insieme e uscire.»  

Articoli Correlati

Crippa Golden Gala
Al Golden Gala il terzo record italiano di Crippa: 3.000 metri in 7’38”27
Ravenna Park Race
Ravenna Park Race, quasi in mille per la corsa in regime anti-Covid 19
Jacob Kiplimo
Ostrava, Kiplimo batte il record del meeting di Shaheen con 12’48”63
Under Armour
Novità scarpe: ecco la Under Armour Hovr Phantom 2
Herculis Montecarlo: l’incredibile notte dei record
Joshua Cheptegei: è record del mondo nei 5000m