Correre naturale

Correre naturale: i quattro “pilastri” della tecnica di corsa

Foto: correrenaturale.com
Di: A cura della redazione

Quattro pilastri, cioè quattro punti fondamentali strettamente connessi tra loro, per affrontare in maniera completa l’argomento della tecnica di corsa e arrivare ad avere una corsa naturale e davvero efficiente evitando anche insuccessi e infortuni.

È questo l’obiettivo che si pone Daniele Vecchioni su Correre di maggio, nel consueto spazio dedicato al mondo del “Correre naturale”, filosofia e metodo didattico di cui lo stesso Vecchioni è fondatore.

“Mi viene spesso chiesto di parlare di tecnica – spiega Vecchioni nell’articolo -, tutti vogliono scoprire i segreti per migliorarla, perché si crede, erroneamente, che basti avere quella giusta per saper correre. Non è così perché, se è vero che per essere un runner efficiente è importante avere una tecnica corretta, è vero anche che questa è solo una parte di un puzzle più complesso e che è necessario considerare diversi altri elementi. È ad esempio fondamentale giungere ad avere, con esercizi specifici, un corpo che possa davvero permettersi di correre. La tecnica migliore del mondo infatti non serve a nulla se non si possiedono un organismo e delle strutture in grado di supportarla.

Fatta questa premessa, la tecnica è comunque senz’altro un aspetto da non sottovalutare. Correre in modo biomeccanicamente corretto significa correre “come un essere umano”, cosa che purtroppo vedo fare sempre meno agli amatori (e a volte non solo a loro). Suddividiamo innanzitutto l’argomento tecnica di corsa in quelli che (secondo il metodo Correre al naturale) sono i suoi quattro pilastri, aspetti imprescindibili che vanno curati costantemente. Sto parlando di postura, relax, ritmo e appoggio del piede, elementi strettamente correlati tra loro e che si influenzano a vicenda, tanto che un’esecuzione errata di uno solo impatterebbe sicuramente sugli altri tre, dando vita a una tecnica complessivamente inefficiente, causa peraltro dei principali infortuni.

Questi quattro elementi vengono esaminati nel dettaglio dall’autore su Correre di maggio. Citiamo, a titolo di esempio, quello che l’Autore scrive a proposito della postura.

La postura

Se dovessi scegliere un solo pilastro su cui focalizzarmi, probabilmente sceglierei la postura perché, al di là della corsa, riveste un’estrema importanza per tutti gli aspetti del movimento umano. È ormai una realtà, infatti, che molte persone abbiano perso l’abilità e la consapevolezza del camminare o dello stare in piedi correttamente.

Per quanto concerne la corsa, esercitare e mantenere la postura corretta fornirà subito innumerevoli vantaggi, che si ripercuoteranno a cascata sugli altri pilastri e sul modo stesso di vivere l’allenamento. Una buona postura ottimizza infatti il modo in cui il nostro corpo, sia da fermo sia in movimento, interagisce con la forza di gravità, conducendo a un uso più efficiente di tutti i distretti corporei coinvolti e facendo in modo che ogni area venga utilizzata per lo scopo cui è preposta. Una corretta postura fa poi sì che articolazioni come quella del ginocchio, ad esempio, o muscoli come il tensore della fascia lata non vengano sfruttati per ammortizzare urti e impatti (causa frequente di infortuni).

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Tutto sulla tecnica” di Daniele Vecchioni, pubblicato su Correre n. 403, maggio 2018 (in edicola da lunedì 30 aprile), alle pagine 30-32.