Questo Correre di ottobre era appena arrivato in edicola e a casa degli abbonati quando Loris, nostro lettore, con un educato commento ha manifestato la propria delusione: “Sarà una mia impressione, ma mi sembra che da un po’ di tempo, a livello di reportage, non siano tanto considerati gli appassionati di corsa su strada. Sinceramente avrei preferito uno speciale sulla Maratona di Berlino… senza nulla togliere alla grandezza dell’Utmb.”
Tempi di stampa
Al nostro lettore ho fatto presente che Correre di ottobre è andato in stampa prima dello svolgimento della maratona di Berlino, che troverà adeguato spazio su Correre di novembre, dopo averci visto arrivare tra i primi a raccontare sul WEB la meravigliosa gara di Tigist Assefa, culminata nel record mondiale femminile in gara mista, quel 2:11’53” che ha mandato in secondo piano il 2:02’42” di Eliud Kipchoge, primo a Berlino per la quinta volta.
L’estate vede le grandi maratone “andare po’ in vacanza” e questo può favorire l’impressione che “da un po’ di tempo” non ci siano reportage sulla corsa su strada. Durante il periodo estivo, che è oggetto dei contenuti-cronaca presenti sui numeri di Correre di settembre e ottobre, spostiamo l’obiettivo su trail e pista o sulle ultra maratone su strada, come abbiamo fatto su Correre di settembre a proposito della Badwater.
Quello che ho trovato più prezioso del messaggio di Loris è l’averci involontariamente ricordato che la nostra è una sfida difficile: puntiamo a proporre una dimensione trasversale della corsa, cercando, attraverso il linguaggio, di far leggere sia di strada, sia di trail sia di pista a chi pratica o comunque predilige solo uno dei tre settori, ma sappiamo di incontrare una naturale resistenza in molti che comunque ci seguono, che fanno della specialità cui si dedicano un motivo di appartenenza. Le collettività del running sono numerose e tra loro poco comunicanti: ci sono maratoneti che non capiscono gli ultra maratoneti e trail runner che di corsa su strada non vogliono più nemmeno sentire parlare, senza contare che anche le tribù della vita si riversano nella corsa trasportando qui i rispettivi antagonismi: vegani vs onnivori, agonisti vs salutisti.
Eppure questo mensile sembra continuare a funzionare come punto di ritrovo per molti appassionati, nonostante le possibili delusioni per un argomento che ci sta a cuore e non troviamo trattato. Per rappresentare questa situazione, mi è capitato di paragonare Correre alla Polinesia, un’unica realtà geografica composta da tantissime piccole isole. Una fatica conoscerle e raccontarle tutte, però che bei posti!
Buona lettura, dunque, di strada (un po’ ce n’è), di trail e di pista, con Correre di ottobre.