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Alex Zanardi, prossima fermata l’Ironman delle Hawaii

Molti la chiamano sfida, io preferisco definirla avventura“. Così Alex Zanardi punta al suo prossimo obiettivo l’Ironman di Kona, la gara di triathlon più dura al mondo: 4 km di nuoto, 180 di ciclismo in handbike e 42,195 km di corsa (una maratona) che l’atleta bolognese affronterà con la carrozzina olimpica il prossimo 11 ottobre, pochi giorni prima del suo 48esimo compleanno.
Non ho grandi ambizioni se non chiudere in modo onorevole, arrivare al traguardo e portare a casa una foto da appendere nella mia stanza dei giochi e dire: caro Sandrino hai fatto anche questa!“.

Più che una sfida impossibile quella dell’ironman è una realtà alla portata di un uomo come Zanardi, un campione olimpico, plurititolato fra motori e ciclismo e maratone. Una sfida supportata dall’equipe Enervit alimentata da passione, coraggio, voglia di migliorarsi sempre e da una curiosità: quella di chi non deve dimostrare a nessuno ciò che vale ma può concentrarsi sul prossimo obiettivo per il puro piacere dello sport.

Paura di non farcela? “Sono altre le cose nella vita che devono far paura. Io al massimo rallento“. Con un entusiasmo contagioso, con la solita ironia e voglia di scherzare, Zanardi conquista una Sala Montanelli – in casa Gazzetta dello Sport – gremita di pubblico. Lo fa con la semplicità delle parole e dei sentimenti, con quello spirito agonistico che lo anima e lo contraddistingue da sempre. Una metafora su tutte, quella dei cinque secondi: “Quando sei in crisi e pensi di non farcela, quando credi di aver già dato tutto, non mollare. Resisti altri 5 secondi. Che poi magari mollano gli altri“.