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Zurigo 2014: tutta la grinta di Federica Del Buono

Uno strepitoso recupero nell’ultimo giro, dalla decima piazza fino al quinto posto finale, posizione nella quale la 19enne azzurra Federica Del Buono ha chiuso i 1.500 m con il tempo di 4’07″49, crono che migliora di sette centesimi il suo record personale stabilito in questa stagione a Velenje.
La giovane figlia d’arte ha corso da assoluta protagonista reggendo la scena internazionale con la grinta della veterana al cospetto di avversarie molto quotate.

La 22enne olandese di origini etiopi Sifan Hassan ha vinto il duello con Abeba Aregawi in 4’04”18 al termine di una gara tattica con passaggi non velocissimi (2’15”12 agli 800 e 3’18”00 ai 1200 metri) aggiudicandosi il terzo scontro diretto stagionale dopo le gare di Diamond League a Parigi e Glasgow. Il terzo posto è andato alla britannica Laura Weightman (4’06”32), atleta allenata dal grande mezzofondista inglese Steve Cram, ora apprezzato commentatore della BBC presente a Zurigo. 

Avevo ancora molte energie da spendere nel finale – ha commentato Federica Del Buono – Avevo molta fiducia in me stessa ma forse sono stata ingenua. Avrei dovuto partire prima. La prossima volta andrà diversamente. Posso valere 4’05”.nelle prossime gare. Ero la più giovane e avevo uno dei tempi di accredito più alti. Io ho iniziato a correre da professionista solo quest’anno dopo aver finito le superiori l’anno scorso. Le mie rivali erano di un altro pianeta. Avevo da guadagnarci da questa esperienza. E’ venuto fuori il primato personale ma penso di valere tempi migliori e voglio fare ancora meglio nelle prossime gare. Ho iniziato con la danza ma non ero tanto portata. Ho iniziato a correre ed è stata questa la mia vera grande passione. E’ stata un’emozione straordinaria gareggiare al Letzigrund. Sentivo il calore della gente e questo mi ha aiutato. Prima della gara Gianmarco Tamberi è venuto ad incoraggiarmi prima della sua finale del salto in alto. Non avevo modelli quando ho iniziato con l’atletica ma ora ammiro Genzebe Dibaba, un’atleta che si prepara in modo diverso dalle atlete africane. Le Olimpiadi non sono più un sogno irrealizzabile ma un sogno concreto ”.