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Spartathlon, terzo successo per Ivan Cudin

Non c’è due senza tre. Lo sa bene Ivan Cudin, l’atleta italiano che la scorsa notte è salito per la terza volta sul gradino più alto del podio della Spartathlon, una corsa su strada di 246 km e 3800 mt. di D+, che parte da Atene e termina a Sparta. Il successo di Cudin di quest’anno va a sommarsi alle vittorie ottenute dal campione friulano nel 2010 e nel 2011. L’italiano ha terminato la sua fatica in 22h29’29”, mettendosi alle spalle il tedesco Florian Reus (23h57’13”) e il polacco Andrzej Radzikowski (25h49’05”). Tra le donne, la vittoria ha sorriso per il secondo anno consecutivo all’ungherese Szilvia Lubics, nona assoluta, al traguardo in 26h53’40”.

La Spartathlon è annoverata tra le corse su strada più lunghe e più difficili al mondo, ma a renderla unica è la commistione di storia e mito legata alle strade su cui si snoda. La prima edizione della Spartathlon avvenne nel 1983, con la partecipazione di 45 atleti provenienti da 11 diversi Paesi. A idearla fu un ex ufficiale della RAF, John Foden, studioso di storia greca antica e ammaliato dalla figura di Filippide.

Nota ai più la sua ultima impresa, che lo vide percorrere di corsa e con tutta l’armatura addosso i circa 40 km che separano Maratona da Atene per riportare la notizia della vittoria greca sui Persiani, forse non tutti conoscono la precedente traversata di cui Fiippide fu protagonista.

Filippide era un emerodromo, ovvero un soldato addestrato a correre per oltre 24 ore consecutive, caratteristica particolarmente sfruttata in tempo di guerra, per recare messaggi da una città all’altra. Racconta Erodoto che nel 490 a.C., prima dell’inizio degli scontri contro i Persiani, il soldato, fu inviato da Atene a Sparta per chiedere l’auito della città, coprendo l’enorme distanza in poco più di un giorno.

John Foden, folgorato dall’impresa di Filippide, si chiese se anche un uomo moderno sarebbe stato in grado di coprire la distanza tra Atene e Sparta in così poco tempo e nell’autunno del 1982 iniziò a pianificare un tracciato che fosse quanto più fedele alla strada percorsa da Filippide. Dopo un primo tentativo compiuto con amici per assicurarsi che fosse possibile coprire la distanza nel tempo tramandatoci da Erodoto, l’anno successivo venne istituita la prima edizione dell’ultra maratona. Il resto è cronaca, passata agli annali della competizione.