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Pista: a stelle e strisce i Mondiali di staffette

27 Maggio, 2014

Lo Stadio Thomas Robinson di Nassau, capitale delle Bahamas, ha ospitato la prima edizione delle World Relays, nuova manifestazione iridata voluta dalla Iaaf, in una bella cornice di pubblico come sempre molto festoso nei paesi caraibici.  

Circa 600 atleti provenienti da 43 paesi hanno preso parte alla prima edizione nel paese conosciuto come paradiso delle vacanze ma di grandi tradizioni nell’atletica, in particolare nel campo delle staffette dove hanno vinto due ori olimpici nella 4×100 femminile a Sydney 2000 e nella 4×400 maschile a Londra 2012.

Prima giornata:

4×1500 femminile: Inizio migliore non poteva esserci per questa nuova manifestazione che è stata illuminata dalle migliori prestazioni mondiali all-time della 4×1500 femminile e della 4×200 maschile.

Il formidabile team keniano della 4×1500 formato da Mercy Cherono (vice campionessa del mondo dei 5000 metri), Faith Kipyegon (campionessa del mondo juniores dei 1500 metri), Irene Jelagat e Hellen Obiri (bronzo ai Mondiali di Mosca 2013 sui 1500 e fresca primatista africana dei 3000 metri al recente meeting di Doha) ha fermato il cronometro in 16’33”58 frantumando il precedente primato battuto ad inizio stagione da un’altra squadra keniana che ad inizio stagione aveva fermato il cronometro in 17’05”72. Queste le frazioni delle ragazze keniane: Cherono 4’07”4, Kipyegon 4’08”5, Jelagat 4’10”8 e Cherono 4’06”9. Gli Stati Uniti hanno vinto l’argento davanti all’Australia.

4×800 maschile: Il Kenya ha vinto anche la 4×800 maschile nella prima finale in programma nella prima giornata ma non è stata una vittoria facile per il quartetto africano. Il giovanissimo campione mondiale under 18 di Donetsk 2013 Alfred Kipketer ha percorso i primi 400 metri in un clamoroso 49”00 ma ha pagato lo sforzo nel secondo giro rischiando di farsi rimontare dall’ultimo frazionista polacco Adam Kscczot, due volte campione europeo indoor degli 800 metri. La rimonta del polacco non è bastata e il Kenya ha potuto festeggiare ii successo in 7’08”40 mancando il record del mondo che appartiene ad una formazione keniana che corse in 7’02”43 nel 2006. I quattro frazionisti del Kenya sono Ferguson Rotich, Sammy Kirongo, Job Kinyor e Alfred Kipketer. La Polonia che schierava anche l’altro fortissimo ottocentista Marcin Lewandowski, ha vinto l’argento con il record nazionale di 7’08”69 precedendo gli Stati Uniti (con il fortissimo Duane Solomon), bronzo in 7’09”06

4×200 maschile: Grande impresa per la staffetta 4×200 giamaicana che ha fermato il cronometro in un eccellente 1’18”63 migliorando di cinque centesimi di secondo il vecchio primato del Santa Monica Track Club di Floyd Heard, Mike Marsh, Leroy Burrell e Carl Lewis che risaliva al 1994. Autori dell’impresa sono stati Nickel Ashmeade, Warren Weir, Jermaine Brown  e Yohan Blake. Quest’ultimo, medaglia d’argento olimpica a Londra, ha corso l’ultima frazione in 19 secondi sul lanciato dimostrando di essere tornato competitivo dopo un 2013 difficile. Un errore in seconda frazione tra Curtis Mitchell e Ameer Webb ha precluso agli Stati Uniti la possibilità di salire sul podio. St Kitts and Nevis ha vinto l’argento con il record nazionale di 1’20”51 precedendo la Francia (con Christophe Lemaitre in prima frazione) che ha battuto la migliore prestazione europea all-time con 1’20”66 facendo meglio rispetto al vecchio limite continentale detenuto dal lontano 29 Settembre 1983 dalla formazione italiana con Stefano Tilli, Carlo Simionato, Giovanni Bongiorni e Pietro Mennea.

4×100 femminile: Il quartetto statunitense formato da Tianna Bartoletta, Alexandria Anderson, Janeba Tarmoh e Lakeisha Lawson ha vinto l’eterno duello con le rivali giamaicane (che schieravano Carrie Russell, Kerron Stewart, Shillione Calvert e Samantha Henry Robinson) fermando il cronometro in un eccellente 41”88. Nonostante un errore nell’ultimo cambio la Giamaica ha difeso il secondo posto in 42”28 davanti a Trinidad and Tobago che ha preceduto di un centesimo di secondo la Nigeria in 42”66.

Batterie 4×400: Soddisfazione anche per la staffetta 4×400 femminile italiana che ha centrato la qualificazione per la finale che vale anche come ammissione diretta per i Mondiali di Pechino del 2015. Le azzurre Chiara Bazzoni, Maria Enrica Spacca, Maria Elena Bonfanti e Libania Grenot hanno centrato il terzo posto utile per l’ingresso in finale tagliando il traguardo in 3’30”67 alle spalle della Nigeria (3’27”07) e del Brasile (3’30”37).

Gli Stati Uniti che schieravano in seconda frazione la campionessa olimpica dei 400 metri e tre volte oro a Cinque Cerchi della 4×400 Sanya Richards Ross hanno vinto la seconda batteria in 3’23”84 precedendo la Giamaica (3’24”95) e la Gran Bretagna (3’27”30)

Bahamas, Stati Uniti e Gran Bretagna assoluti protagonisti nelle batterie della 4×400 maschile. I padroni di casa caraibici, campioni olimpici a Londra, sono stati guidati da un’eccellente frazione di Chris Brown che ha pilotato i compagni di squadra alla vittoria in 3’00”30, miglior tempo delle qualificazioni. Ottime anche la Gran Bretagna, prima nella loro batteria in 3’00”74 e gli Stati Uniti (con il campione olimpico del salto triplo Christian Taylor in ultima frazione) che hanno tagliato il traguardo in 3’01”0. Fuori dalla finale per appena un centesimo di secondo il Belgio dei tre fratelli Dylan, Kevin e Jonathan Borlée che ha fermato il cronometro in 3’02”78.

Seconda giornata:

4×400 femminile: La 4×400 femminile si é ottimamente comportata tagliando il traguardo in sesta posizione in un buon 3’27”44 ma sono terze tra le formazioni europee alle spalle della Francia e della Polonia, un risultato che lascia ben sperare in vista della rassegna continentale del prossio Agosto a Zurigo. Chiara Bazzoni, Maria Enrica Spacca, Elena Maria Bonfanti e Libania Grenot hanno ottenuto un  tempo migliore di oltre due secondi rispetto a quello ottenuto la scorsa estate ai Mondiali di Mosca. Era dal 3’26”48 ai Mondiali di Daegu 2011 che l’Italia non realizzava un crono così veloce. L’Italia è arrivata a sette centesimi di secondo dal quinto posto occupato dalla Polonia.

Il successo è andato come da previsione agli Stati Uniti che hanno trionfato in un eccellente 3’21”73 con un quartetto stellare formato da Dee Dee Trotter (cronometrata in 50”8), la campionessa olimpica dei 400 Sanya Richards Ross (50”3), Natasha Hastings (50”1) e Joanna Atkins (50”8). Medaglia d’argento per la Giamaica (che schierava due atlete di grande livello come Novlene Williams Mills e la specialista dei 400 ostacoli Kaliese Spencer) in 3’23”26 e bronzo alla Nigeria (3’23”41). La Francia ha realizzato il miglior tempo europeo dell’anno con 3’25”84

4×1500 maschile: La seconda giornata è stata illuminata dalla migliore prestazione all-time della 4×1500 maschile realizzato dalla formazione all-star del Kenya che ha polverizzato il precedente record (14’36”23) di ben 14 secondi realizzato nel 2009 al Memorial Van Damme di Bruxelles fermando il cronometro in 14’22”22. Autori dell’impresa sono stati Collins Cheboi (frazione in 3’38”5), Silas Kiplagat (3’32”4), James Magut (3’39”0) e il due volte campione dei 1500 metri Asbel Kiprop(3’32”3).

Gli Stati Uniti hanno vinto l’argento con il record nord americano (14’40”80) davanti all’Etiopia (14’41”22).

4×800 femminile: Kenya sconfitto invece nella 4×800 femminile dal fortissimo quartetto degli Stati Uniti (con la campionessa del mondo indoor Chanelle Price, Lara, Ajee Wilson e la medaglia di bronzo dei Mondiali di Mosca Brenda Martinez) che hanno conquistato l’oro in 8’01”58 (quattordicesimo tempo di sempre) precedendo il Kenya (Jeruto, Chesebe e due campionesse del mondo Janeth Jepkosgei e Eunice Sum) che ha stabilito il record africano con 8’04”28.  La Russia si aggiudicata la medaglia di bronzo in 8’08”19.