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Mondiali Juniores – Quinta giornata: settimi Ragonesi e la Folorunso. Dilagano gli Stati Uniti

27 Luglio, 2014

La ex keniana Ruth Jebet, che gareggia ora con la maglia del Barhein, ha conquistato il successo nei 3.000 siepi in 9’36”74 battendo la campionessa mondiale under 18, Roseline Chepnetich, e la campionessa uscente di Barcellona 2012, Daisy Jepkemei. Jebet è andata in fuga allungando poco prima del passaggio ai 2 km dove è transitata in 6’26”18. Chepnnetich e Jepkemei si sono buttate all’inseguimento della Jebet, ma l’atleta del Barhein ha piazzato l’allungo decisivo nell’ultimo giro.

Lo statunitense Tre’tez Kinnard ha realizzato il miglior tempo delle semifinali degli 800 m maschili con 1’48”04. L’altro grande favorito, Alfred Kipketer, campione del mondo under 18, ha vinto l’altra semifinale in 1’48”67. Il bellunese Enrico Riccobon si è piazzato quinto nella sua semifinale in 1’49”40, decimo posto complessivo a mezzo secondo dal ripescaggio per la finale.

La penultima giornata é stata caratterizzata dai successi delle staffette 4×100 statunitensi sia in campo maschile sia in quello femminile. Il quartetto maschile formato da Jaren Miller, dall’argento dei 100 metri e primatista mondiale juniores Trayvon Bromell e dai due campioni del mondo dei 100 e dei 200 m Kendal Williams e Trentavis Friday, ha conqistato la medaglia d’oro in 38”70, terza migliore prestazione della storia. Meglio di loro hanno fatto le squadre vincitrici dei Mondiali 2004 di Grosseto e dell’ultima edizione di Barcellona 2012. Il Giappone, che schierava la medaglia di bronzo dei 100 m, Yoshihide Kiryu, ha conquistato la medaglia d’argento in 39”02 arrivando a un solo centesimo di secondo dal record asiatico Juniores.

La sedicenne Kailyn Williams, studentessa delle High School della Florida, laureatasi a Eugene campionessa del mondo dei 200 m in 22”82, ha portato al trionfo la squadra statunitense in 43”46, ottavo miglior tempo Juniores della storia. Per gli Stati Uniti è il nono titolo nella storia di questi campionati e il sesto consecutivo da Grosseto 2004. La Giamaica ha vinto l’argento in 43”97 precedendo la Germania.

Gli Stati Uniti sono saliti sul gradino più alto del podio anche nei 400 a ostacoli, dove la campionessa universitaria statunitense NCAA 2014, Shamier Little, ha conquistato il titolo in 55”86 riscattando la caduta di due anni fa a Barcellona, quando era in lotta per le medaglie. La britannica Shona Richards si è aggiudicata la medaglia d’argento in 56”16. La parmense di origini nigeriane Ayomide Folorunso si è ottimamente comportata migliorando ancora il suo record personale di 58”34, che le ha permesso di classificarsi settima nella sua prima finale in una grande rassegna iridata.

Nel lancio del disco maschile prosegue il momento d’oro della Croazia in questa specialità, sulla scia dei successi di Sandra Perkovic. Il titolo è andato a Martin Markovic, che si è aggiudicato il titolo con 66,94 m, migliore prestazione mondiale dell’anno. Il tedesco Hennng Prufer ha conquistato la medaglia d’argento con la misura di 64,18 m. Bravo anche Gian Piero Ragonesi, italo-peruviano residente a Miami, che si è guadagnato un posto tra i primi otto con il suo nuovo record personale di 60,47 m concludendo al settimo posto.

La quinta giornata di Eugene 2014 ha regalato molte soddisfazioni alla Francia, che ha vinto due medaglie d’oro nel giro di pochi minuti. Nel salto con l’asta Axel Chapelle continua la grande tradizione francese vincendo con 5,55 m, migliorando di tre centimetri meglio il personale, prima di tentare tre prove al record francese juniores di 5,64 m. E’ stata una gara di alto livello con i primi otto capaci di battere il record personale. L’azzurro Luigi Colella, figlio d’arte di origini foggiane residente in California, ha concluso la sua seconda grande esperienza in una manifestazione internazionale dopo l’ottavo posto ai Mondiali allievi di Donetsk 2013 con un buon undicesimo posto impreziosito dal record personale di 5,20 m.

Nel salto triplo femminile la transalpina Rouguy Diallo ha trovato una folata di vento di +3.3 m/s per piazzare un eccellente 14,44 m, ma si è meritata il successo con un salto regolare di 14,20 m e un altro salto ventoso (14,24 m). La campionessa europea juniores di Rieti 2013, Ottavia Cestonaro, in non perfette condizioni, ha realizzato il miglior salto al terzo tentativo dove ha ottenuto 13,03 m dopo due nulli concludendo la sua prova in undicesima posizione in una gara di alto livello, dove anche la campionessa mondiale uscente Ana Peleteiro e il bronzo europeo di Rieti 2013, Andrea Panturoiu, sono finite fuori dal podio.

La staffetta 4×400 femminile azzurra che schierava Ylenia Vitale, Lucia Pasquale, Alessia Baldi e Alice Mangione si è piazzata al quinto posto in 3’43”06, che vale il decimo posto nel computo delle batterie, non sufficiente per passare il turno.

A una giornata dalla fine gli Stati Uniti guidano il medagliere con otto ori, quattro argenti e cinque bronzi davanti alla Russia (3 ori, un argento e un bronzo) e alla Francia (tre medaglie ma tutte d’oro).