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Giancarlo Colombo

Mondiali indoor – 2a giornata: Fassinotti in finale. Titoli 1.500 m per Souleiman e la Aregawi

La lunga giornata alla Ergo Arena di Sopot ha regalato il primo oro della storia per Gibuti, con il ventunenne Ayanleh Souleiman, la scontata vittoria della svedese Abeba Aregawi e il trionfo di Ashton Eaton che ha mancato di 13 punti il record del mondo dell’eptathlon. In chiave azzurra qualificazione per la finale dell’alto di Marco Fassinotti, eccellente conferma di Marzia Caravelli, ancora 7”97 nei 60 ostacoli e record italiano della 4×400 femminile, purtroppo non sufficiente per accedere alla finale. Domenica occhi puntati su Fassinotti nell’alto e Margherita Magnani nella finale dei 3.000 m con Genzebe Dibaba

1.500 m Uomini – Finale – Il giovane Ayanleh Souleiman ha regalato a Gibuti il primo oro della storia dei Mondiali Indoor con una gara sempre condotta in testa dai 600 m fino alla fine. Aman Wote ha vinto la medaglia d’argento in 3’38”08 ( secondo podio consecutivo per l’Etiopia due anni dopo il bronzo di Mekonnen Gebremedhin a Istanbul) battendo in volata il campione uscente Abdelati Iguider del Marocco (3’38”21). Souleiman ha così vinto la sua seconda medaglia iridata dopo il bronzo conquistato la scorsa estate a Mosca sugli 800 m. Il ventunenne che si allena con Jama Aden, stesso allenatore di Abubakher Kaki, e trascorre buona parte dell’anno in Svezia, ha vinto anche la Diamond League sui 1.500 m nel 2013. 

“Il mio allenatore mi ha detto di andare in testa, perché sapeva che adottando questa tattica potevo avere più chance di vincere. Aden è saggio e sa sempre come è meglio comportarsi. E’ una vittoria molto importante per il mio Paese e ci saranno grandi celebrazioni”, ha detto Souleiman.

1.500 m donne – Finale – La svedese di origini etiopi Abeba Aregawi ha dominato una gara senza storia prendendo il largo dopo appena 600 m. Aregawi ha tagliato il traguardo in 4’00”61 con un vantaggio di poco meno di sette secondi sull’ex connazionale Axumawit Embaye che ha stabilito il suo record personale con 4’07”12. La marocchina Rababe Arafi, che aveva già impressionato in batteria, ha conquistato una sorprendente medaglia di bronzo in 4’08”53.

“Puntavo al record dei Campionati, non è stato possibile, ma sono contenta della mia prima vittoria in questa rassegna iridata indoor”, ha detto Aregawi.

EptathlonAshton Eaton ha trionfato nell’eptathlon con 6.632 punti sfiorando il suo record mondiale di appena 13 punti. Avrebbe avuto bisogno di correre in 2’32” per battere il record mondiale stabilito due anni fa a Istanbul, ma il mancato primato non deve togliere nulla alla straordinaria impresa del campione dell’Oregon, che si allena a Eugene. Eaton si è confermato atleta in grado di eccellere in tutte le specialità dell’atletica con prestazioni di assoluto livello tecnico come 6”66 sui 60 m (nuovo primato personale), 7”64 sui 60 a ostacoli, 5,20 m nell’asta, 7,88 m nel lungo (anche se ha un personale all’aperto di 8,23 m), 14,88 m nel peso, 2,06 m nell’alto e 2’34”72 nei 1.000 m.

Il campione statunitense ha annunciato mesi fa di volersi concedere una pausa dai faticosi allenamenti del decathlon per provare nuove strade per la prossima stagione estiva, senza Olimpiadi o Mondiali. Lo vedermo la prossima estate nei 400 a ostacoli. “Sono forte negli ostacoli e ho ottimi tempi sui 400 m. Per questo voglio combinare queste doti cimentandomi nei 400 a ostacoli. Dopo tre anni molto duri, con due Mondiali e un’Olimpiade, è oportuno che mi conceda una pausa in vista di un altro triennio molto impegnativo, che porterà ai Mondiali di Pechino e alle Olimpiadi di Rio”, ha detto Eaton. Argento per Il bielorusso Andrei Krauchanka e bronzo per il belga Thomas Van De Plaetzen

Getto del peso donne – Finale – La fuoriclasse neozelandese Valerie Adams ha arricchito la sua straordinaria bacheca con un’altra medaglia d’oro, la terza di questa rassegna indoor. A questi vanno aggiunti quattro titoli iridati outdoor e due vittorie olimpiche. La simpatica neozelandese ha fatto tutto in grande stile con la migliore prestazione mondiale dell’anno di 20,67 m realizzata al quinto lancio e cinque misure oltre i 20 metri (20,06, 20,41, 20,10, 20,16 m). La gara di Sopot è stata la riedizione di quella di Mosca all’aperto dell’ultima estate con la tedesca Christina Schwanitz seconda con 19,94 m . Il bronzo è andato alla cinese Lijao Gong con 19,34 m.

60 a ostacoli donne – Finale – Un errore sull’ultimo ostacolo è costato caro alla favorita australiana Sally Pearson, che si è dovuta accontentare del secondo posto in 7”85 alle spalle della statunitense Nia Ali, che ha migliorato il suo record con 7”80. La britannica Tiffany Porter ha vinto la terza medaglia iridata in 7”86, dopo l’argento indoor di Istanbul 2012 e il bronzo all’aperto di Mosca 2013.

60 m piani uomini – FinaleRichard Kilty, britannico bianco emerso in questa stagione, ha trionfato a sorpresa in un clamoroso primato personale di 6”49 superando di due centesimi il campione statunitense Marvin Bracy. Femi Ogunode, velocista di origini nigeriane che corre per il Qatar, già emerso nel 2011 con la finale ai Mondiali di Daegu sui 400 m, ha battuto al photo-finish il cinese Bingtian Su e lo zambiano Gerald Phiri, tutti accreditati dello stesso tempo di 6”52.

400 m uomini – Finale – Dopo il doppio titolo europeo outdoor e indoor delle ultime due stagioni, Pavel Maslak ha trionfato anche in una rassegna mondiale con un tempo di assoluto livello come 45”24, che gli vale il nuovo record nazionale. Notevole anche il 45”58 che ha permesso al bahamense Chris Brown di salire sul secondo gradino del podio dopo l’oro di Doha 2010 e i tre bronzi di Mosca 2006, Valencia 2008 e Istanbul 2012. Sotto i 46” anche lo statunitense Kyle Clemons con 45”74.

400 m donne – Finale – La statunitense Francena McCorory ha vinto la prima medaglia d’oro iridata della sua carriera in 51”12 dopo l’oro olimpico con la staffetta 4×400 a Londra. Sul podio sono salite la specialista dei 400 a ostacoli giamaicana, Kaliese Spencer, argento in 51”54, e la bahamense Shaunae Miller, bronzo in 52”06. 

Salto in alto donne – Finale – La giovane russa Maria Kuchina (avversaria giovanile di Alessia Trost) e la polacca Kamila Licwinko si sono divise la medaglia d’oro del salto in alto con 2 m, con lo stesso percorso che le ha viste superare tutte le misura al primo tentativo tranne un errore per entrambe a 1,97 m. La stessa misura è stata superata, ma al secondo tentativo, dalla veterana spagnola Ruth Beitia, che ha conquistato l’ennesimo podio della sua straordinaria carriera nella quale ha vinto il titolo europeo indoor e outdoor, il bronzo mondiale outdoor nelle ultime due stagioni e ha collezionato un argento e un bronzo ai Mondiali Indoor e quattro medaglie agli Europei Indoor.

Salto con l’asta uomini – Finale – In assenza del campione olimpico e primatista mondiale Renaud Lavillenie, presente come ospite a Sopot, la gara di salto con l’asta è stata vinta dal greco Konstadinos Filippidis con 5,80 m con un percorso netto, senza errori, al contrario del favorito tedesco Malte Mohr, che ha superato la stessa quota, ma alla seconda prova, e del ceco Jan Kudlicka, che ha avuto bisogno di tre prove per superare i 5,75 e i 5,80 m.

Salto in lungo uomini – Finale – Il brasiliano Mauro Vinicius Da Silva si è riconfermato campione mondiale indoor a due anni di distanza dal successo di Istanbul con un salto vincente da 8,28 m all’ultimo tentativo, che gli ha permesso di battere il forte cinese Li Jinzhe, che si era portato in testa con 8,23 m al terzo tentativo e già assaporava il sogno di diventare il primo atleta della storia del suo paese in grado di vincere un titolo iridato nel salto in lungo. Michel Torneus ha vinto il bronzo per la Svezia con 8,21 m confermandosi uomo da grandi campionati dopo l’argento dell’anno scorso agli Europei Indoor in casa a Goteborg.

60 ostacoli donne – SemifinaliMarzia Caravelli eguaglia il suo record personale correndo per la seconda volta in due giorni in 7”97, secondo  tempo italiano di sempre, ma manca l’ingresso in finale per appena un centesimo di secondo che la separa dalla tedesca Cindy Roleder, qualificata con 7”96. L’australiana Sally Pearson sfiora il suo mondiale stagionale stabilito in batteria con 7”81. La statunitense Nia Ali si è imposta nella seconda semiifinale in 7”88 per un centesimo di secondo sulla francese Cindy Billaud.

60 m piani uomini – Semifinali – Il forte velocista giamaicano Nesta Carter ha realizzato il miglior tempo delle tre semifinali fermando il cronometro in 6”50 superando di due centesimi di secondo la rivelazione britannica Richard Kilty. Femi Ogunoade si è imposto nella seconda semifinale con 6”55, stesso tempo fatto registrare dal giamaicano Kimmari Roach. Il campione statunitense Marvin Bracy ha conquistato il successo nella terza semifinale in 6”52 battendo di cinque centesimi di secondo lo zambiano di stanza in Gran Bretagna, Gerald Phiri.   

Sessione Mattutina

Marco Fassinotti si è qualificato per la finale del salto in alto di domenica pomeriggio alle 16.30. E’ bastato un percorso netto senza errori fino a 2,25 m per passare lo scoglio della finale alla quale accedevano solo i primi otto. Il torinese, che si allena da un anno a Birmingham, ha sbagliato tre prove a 2,28 m, ma a quel punto era tra i primi otto e non serviva proseguire alla quota successiva di 2,31, fissata originariamente come quota di qualificazione. Fassinotti è diventato il terzo azzurro della storia dei mondiali indoor in grado di raggiungere questo prestigioso traguardo dopo Ettore Ceresoli a Barcellona 1995 e Giulio Ciotti a Mosca nel 2006.

Il ventiquattrenne torinese ha superato 2,16, 2,21 e 2,25 m sempre alla prima prova mentre i suoi avversari hanno dovuto faticare per superare quote basse incappando in errori determinanti per la classifica finale.

Ivan Ukhov ha passato la qualificazione con il minimo sforzo: appena due salti riusciti al primo tentativo a 2,16 e a 2,25 m. 

“Sono in finale con un pizzico di fortuna, ma va bene così. Non sono completamente soddisfatto perche i salti di prova erano tutti migliori di quelli effettuati in gara. Domani vado in pedana cercando prima di tutto di divertirmi. Quello che verrà sarà tanto di guadagnato. La pedana é molto veloce e difficile da gestire. Non ti consente di correggerti in corsa quando hai commesso un errore. Oltre a Ukhov vedo bene Barshim e Protsenko”, ha detto Fassinotti.

L’atletica italiana ha vissuto una mattinata difficile per le eliminazioni di Paolo Dal Molin nei 60 a ostacoli e di Chiara Rosa nel peso, ma è arrivata una bella soddisfazione come il record italiano della staffetta 4×400 femminile. Il tempo di 3’31”99 fatto registrare da Maria Enrica Spacca, Elena Bonfanti, Marta Milani e Chiara Bazzoni non è bastato per passare il turno, ma le ragazze azzurre sono state brave lo stesso, perché erano chiamate a una vera e propria impresa al cospetto di squadroni fortissimi come la Gran Bretagna, prima in 3’30”60 e la Russia, seconda in 3’30”87. Il precedente record italiano di 3’33″70 era stato realizzato da un quartetto molto simile con Giulia Arcioni al posto di Elena Bonfanti in occasione degli Europei di Parigi. 

Più veloce la seconda semifinale vinta dalle statunitensi in 3’29”06 davanti alla Giamaica (3’29”43) e alla Polonia (3’29”48).

60 ostacoli uomini – Batterie – La medaglia d’argento degli Europei Indoor Paolo Dal Molin non ha passato il primo turno dei 60 ostacoli. Non è bastato il 7”76 per passare lo scoglio della batteria come uno dei quattro ripescati. La sua gara è stata vinta dal favorito francese Pascal Martinot Lagarde con 7”56 davanti al tedesco Erik Balnuweit (7”64). Brillano soprattutto i britannico Andrew Pozzi e William Sharman, che vincono le loro batterie in 7”56 e in 7”59 e l’altro francese Garfield Darien con 7”56. 

60 m piani donne – Batterie – L’ivoriana Murielle Ahouré, medaglia d’argento nell’ultima edizione di Istanbul e due volte seconda sui 100 e sui 200 metri, ha realizzato il miglior tempo delle batterie con 7”09. Nella stessa gara ha corso anche l’azzurra Audrey Alloh (anche lei di origini ivoriane) che malgrado un discreto 7”35 non è riuscita a passare il turno per appena un centesimo di secondo.

60 m piani donne – Batterie – e batterie sono state il primo capitolo dell’attesa sfida tra Ahouré e la campionessa olimpica e mondiale Shelly Ann Fraser che ha vinto agevolmente la sua batteria in 7”12. Bene anche la tedesca Verena Sailer e la campionessa olimpica della 4×100 Tianna Bartoletta, entrambe vincitrici delle loro rispettive batterie in 7”13. Si qualifica la campionessa del mondo in carica dei 60 metri Veronica Campbell Brown, terza nella sua batteria in 7”22.

Getto del peso donne – Qualificazione – Valerie Adams inizia con il botto le qualificazioni del peso realizzando la migliore prestazione del mondo con 20.11m superando la tedesca Christina Schwanitz (19.73) e la bielorussa YuliyaLeantsuk (18.85). Fuori dalla finale la padovana Chiara Rosa a cui non basta il miglior lancio di 17.31 della qualificazione. Sarebbe servito un lancio da 18.20 alla portata dell’azzurra per superare lo scoglio della qualificazione.

Altre !qualificazioni – Spicca il 6.77 della serba Ivana Spanovic che ha preceduto di un centimetro la russa Dariya Klishina nel salto in lungo. Nelle qualificazioni del triplo maschile Marian Oprea supera la barriera dei 17 metri con 17.02 ma cresce il rimpianto per l’assenza degli azzurri per infortunio. Addirittura un modesto 16.29 fatto dall’ucraino Viktor Kuznetsov è bastato per andare in finale.Si giocheranno le medaglie Oprea, i fortissimi cubani Pedro Pablo Pichardo (16.82) e Ernesto Revé (16.55) e il russo di origini nigeriane Lyukman Adams (16.68)