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Giancarlo Colombo

Euroindoor – Seconda giornata: l’oro di Greco, il bronzo di Tumi, settima Giulia Viola

La giornata del mezzofondo agli Europei di Goteborg ha sorriso alla nazione ospitante, che ha festeggiato il facile successo della neo-beniamina del pubblico scandinavo Abeba Aregawi, che ora veste la maglia gialla con le tre corone della nazionale nordica, dopo il matrimonio con uno svedese. Ha fatto una strana impressione vedere correre la ventiduenne mezzofondista africana che solo pochi fa chiuse in 3’56”74 i 1.500 m del Golden Gala gareggiando per l’Etiopia. E’ stata una vittoria schiacciante quella della Aregawi, che ha salutato la compagnia nelle fasi iniziali e ha preso un vantaggio abissale di nove secondi ai 1.100 m. La Aregawi ha tagliato il traguardo in 4’04”47 con un vantaggio di dieci secondi sulla spagnola Isalbet Macias (4’14”19) e sulla polacca Kataryna Broniatowska (4’14”30). Molto brava anche la ventiduenne azzurra Giulia Viola che ha concluso la sua prima esperienza azzurra in una grande rassegna in settima posizione in 4’16”83.
3.000 m uomini – finale – Nella seconda finale di mezzofondo della serata, l’azero Hayle Ibrahimov ha conquistato la medaglia d’oro in 7’49”74 davanti allo spagnolo Juan Carlos Higuero, che ha portato a casa la quarta medaglia in questa rassegna dopo l’oro nel 2007 e gli argenti nel 2002 e nel 2005 sempre nei 1.500 m. Il bronzo è andato all’Irlanda con Claran O’Lionrd in 7’50”40.
800 m donne – semifinali La campionessa in carica Jennifer Meadows, nominata capitana della squadra britannica a questi Europei, è tornata a buoni livelli dopo un 2012 rovinato da problemi fisici con un’agevole vittoria nella prima semifinale in 2’01”02 davanti alla russa Marina Arzamasova (2’01”22).
800 m uomini – semifinali La prima semifinale ha fatto registrare il successo dello spagnolo Kevin Lopez in 1’48”56 davanti al bielorusso Anis Anamenka (1’48”77) e Adam Kszczot (1’48”78).

oro da favola di daniele greco e bronzo di Michael Tumi

La seconda giornata ha sorriso ancora alla giovane squadra italiana, che rimpingua il bel bottino di medaglie con lo straordinario oro di Daniele Greco nel salto triplo e il bronzo del primatista italiano Michael Tumi sui 60 m. Greco ha realizzato una misura da favola: il 17,70 m con cui ha vinto lo colloca al sesto posto delle liste mondiali all-time a soli tre centimetri dal record italiano del suo amico Fabrizio Donato. L’allievo di Raimondo Orsini ha iniziato la gara con 17,00 m al primo tentativo, che ha migliorato portandosi a 17,15 m al terzo prima della replica del russo Aleksey Fyodorov, che si è portato a 17,12 m sempre al terzo tentativo. Prontamente è arrivata la risposta di Greco, che è volato verso la misura da favola di 17,70 m. Prima dell’annuncio della misura sono passati diversi secondi che sembravano interminabili, poi l’esutanza liberatoria. Ruslan Samitov ha acciuffato poi l’argento saltando 17,30 m al quinto tentativo. “E’ una medaglia che dedico al mio amico Fabrizio Donato, Mi è mancato in pedana. Ci sarebbe piaciuto salire sul podio insieme. Per un motivo o per un altro non riusciamo mai a coronare questo nostro sogno. E’ una grande misura che sapevo di poter valere e non avevo mai perso la speranza di realizzarla un giorno”, ha dichiarato Greco. La serata si è conclusa in gloria con un’altrettanto fantastica medaglia di bronzo di Michael Tumi in 6”52, a un solo centesimo di secondo dal suo fresco record italiano. Il giovane talento francese Jimmy Vicaut ha conquistato l’oro in 6”48 (mancando di tre centesimi il record nazionale di Ronald Pognon) battendo al photo-finish il sorprendente britannico James Dasalou. “Provo un pizzico di rammarico per come è andata la finale anche se sono molto soddisfatto di come è andata la stagione con il doppio record italiano e la medaglia agli Europei”, ha detto Tumi a caldo.

Tamberi ottimo quinto nel salto in alto

La giornata azzurra é stata impreziosita dal bel quinto posto del saltatore in alto Gianmarco Tamberi con la misura di 2,29 m dopo una gara perfetta senza errori fino a 2,27 m prima del 2,29 m superato alla seconda prova. Il giovane showman marchigiano ha poi provato senza successo due prove a 2,31 m e una a 2,33 m, ma ha dimostrato di valere queste misure in futuro. Tamberi ha dato spettacolo da autentico showman strappando la scena davanti al pubblico svedese che non ha mai smesso di incitarlo ritmando le sue rincorse.
Il russo Sergey Mudrov (già campione europeo juniores nel 2009) ha conquistato la medaglia d’oro con 2,35 m al secondo tentativo dopo una gara perfetta nella quale ha commesso un solo errore a 2,31 m. Mudrov ha avuto la meglio sul capofila europeo stagionale, Aleksey Dmitrik, che ha valicato i 2,33 m al primo tentativo dopo aver commesso un errore sia a 2,29 m sia a 2,31 m. Il ceco Jaroslav Baba ha completato il podio in terza posizione con il suo personale stagionale di 2,31 m al secondo tentativo.

Finale del salto in lungo femminile: Klishina bissa l’oro di Parigi
Oro russo anche nel salto in lungo per la giovane Dariya Klishina, che ha bissato la medaglia d’oro di Parigi 2011. La bionda saltatrice, campionessa europea under 23 a Ostrava con 7,05 m, ha messo in cassaforte l’oro con un salto da 7,01 m al primo tentativo. La francese Eloyse Lesueur, campionessa europea a Helsinki 2012 all’aperto, ha migliorato il record nazionale con 6,85 m, sempre al primo tentativo, che poi ha incrementato altre due volte portandolo a 6,87 m al quarto tentativo e poi a 6,90 m al quinto. La Klishina ha completato la sua giornata con altri due buoni da 6,83 m e 6,71 m. Il pubblico svedese è esploso di gioia quando la beniamina Erica Jarder ha migliorato il suo personale portandosi in terza posizione.
Finale del salto con l’asta femminile: Bleasdale vince allo spareggio
La giovane primatista britannica del salto con l’asta, Holly Bleasdale, si è aggiudicata un duello avvincente con la campionessa in carica Anna Rogowska, che è finito allo spareggio dopo che le due saltatrici avevano concluso a pari merito a 4,67 m al secondo tentativo. La medaglia di bronzo è andata alla russa Anzhelika Sidorova con il primato personale di 4,62 m.
Nella mattinata, Alessia Trost aveva fatto più fatica del previsto a qualificarsi per la finale di domenica del salto in alto. La giovane friulana ha pagato negativamente l’emozione della prima manifestazione di campionato da senior, dove si presenta da primatista mondiale stagionale. Ha fatto fatica a carburare e ha dovuto impegnarsi per superare 1,89 m al secondo tentativo e 1,92 alla terza prova. A 1,94 hanno sbagliato tre volte sia la Trost che la francese Melfort, nona in classifica per un numero maggiore di errori rispetto all’azzurra.
“Ho trovato la pedana davvero strana. E’ molto morbida. Ho avuto problemi tecnici con la rincorsa. Non riuscivo a trovare le sensazioni giuste. Ho fatto una rincorsa diversa dall’altra in ogni salto. Salvo solo il terzo tentativo a 1,92. Ho tentato la terza prova a 1,94, perché in pedana pensavo che la saltatrice estone fosse ancora in gara. Non avevo capito che dopo l’errore della Melfort la gara fosse conclusa.”, ha dichiarato la Trost.
Disco verde anche per Audrey Alloh, che ha realizzato la terza migliore prestazione italiana di sempre sui 60 m con 7”30. Solo Marisa Masullo (7”19) e Maneula Levorato (7”20) hanno corso più velocemente della fiorentina di origini ivoriane. Qualificazione centrata anche per la pesista padovana Chiara Rosa, autrice della quinta misura con 17,87.