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Giancarlo Colombo

Diamond League: Obiri e Kiprop illuminano il mezzofondo a Doha. Ukhov super: 2,41

Sette nuove migliori prestazioni mondiali dell’anno e una eguagliata. Così  è cominciata La Diamond League 2014, a Doha (Qatar), venerdì 9 maggio.

1.500 uomini – Ecco il meglio: in due sono scesi sotto i 3’30” e per la prima volta nella storia sei uomini hanno corso sotto il muro dei 3’31”. Testa a testa negli ultimi 40 metri: Asbel Kiprop (3’29”18) batte Silas Kiplagat (3’29”70) e stabilisce il record del meeting e la miglior prestazione mondiale stagionale. C’erano tutti i vincitori della Diamond Race dal 2010 al 2014 oltre al campione olimpico Taoufik Makloufi, rientrato alle gare dopo un 2013 difficile, e il campione del mondo indoor di Sopot 2014,  Ayanleh Souleiman.

Risultati: 1. Asbel Kiprop (KEN) 3’29’18”; 2. Silas Kiplagat (KEN) 3’29’70; 3. Ayanleh Souleiman (DJI) 3’30”16 (rec. nazionale); 4. Taoufik Makloufi (ALG) 3’30”40; 5. James Kiplagat Magut (KEN) 3’30”61 (primate personale); 6. Aman Wote (ETH) 3’30”86 (rec. Nazionale); 7 Bethwell Birgen (KEN) 3’31”22; 8. Ilham Tanui Özbilen (TUR) 3’32”09; 9. Collins Cheboi (KEN) 3’32”30;   

I protagonisti Silas Kiplagat, vice campione del mondo, nei 1.500 m aveva vinto a Doha nel 2012 con il precedente primato del meeting (3’29”63); Asbel Kiprop, due volte campione del mondo e oro olimpico di Pechino 2008 dei 1.500 m; Taoufik Makloufi (ALG), campione olimpico di Londra 2012 dei 1.500 m; Ayanleh Souleiman, campione del mondo indoor 2014 dei 1.500 m; Aman Wote (ETH) vice campione del mondo indoor 2014 dei 1.500 m

3.000 m donne – Hellen Obiri ha vinto in 8’20”68 stabilendo il record del meeting, il primato della Diamond League e quello africano outdoor. Nella storia, solo le cinesi della cosiddetta Armata di Ma hanno saputo fare meglio. Alla campanella dell’ultimo giro è partita all’attacco Genzebe Dibaba, che però, all’ingresso sul rettilineo finale, è stata superata da Mercy Cherono, costretta, negli ultimi 15 metri, a cedere a sua volta il passo a Hellen Obiri. 14 atlete hanno migliorato il primato personale.

Risultati: 1. Hellen Onsando Obiri (KEN) 8’20”68 (Record africano outdoor); 2. Mercy Cherono (KEN) 8’21”14; 3. Faith Chepngetich Kipyegon (KEN) 8’23”55; 4. Viola Jelagat Kibiwot (KEN) 8’24”41; 5. Almaz Ayana (ETH) 8’24”58; 6. Genzebe Dibaba (ETH) 8’26”21; 7. Irene Jelagat (KEN) 8’28”51; 8. Mimi Belete (BRN) 8’30”00

Le protagoniste Eunice Mercy Cherono (KEN), vice campionessa mondiale dei 5.000 m; Genzebe Dibaba (ETH), tre record del mondo indoor in 15 giorni (2014), 3.000 indoor in 8’16”60 a Stoccolma; Hellen Obiri (KEN), campionessa mondiale indoor 2012 dei 3.000 m e bronzo ai Mondiali sui 1.500 m; Faith Kipyegon (KEN), campionessa del mondo juniores dei 1.500 m.

800 m uomini –  Cinque maledetti centesimi hanno separato Mohamed Aman da Nijel Amos al termine della volata in cui si sono risolti gli 800 m, non valevoli per la Diamond League. Amos era ancora in testa a 40 metri dalla fine, ma proprio sul traguardo Aman ha trovato le energie per superare l’amico rivale con il quale ha ingaggiato tante sfide a livello giovanile. Di Amos, appassionato di musica, la prossima settimana dovrebbe uscire il primo disco. Sotto il muro dell’1’45” sono scesi anche i keniani Ferguson Rotich (1’44”82) e Job Kinyor (1’44”95). David Rudisha è stato costretto a rinunciare al meeting (aveva vinto nelle ultime tre edizioni) per un infortunio al polpaccio.

Risultati: 1. Mohammed Aman (ETH) 1’44”49; 2. Nijel Amos (BOT) 1’44”54; 3. Ferguson Rotich Cheruiyot (1’44”82); 4. Job Koech Kinyor (KEN) 1’44”95;

I protagonisti Mohamed Aman (ETH), campione del mondo indoor e outdoor; Nijel Amos (Botswana), vice campione olimpico e primatista del mondo juniores degli 800 m; David Rudisha (KEN) – campione olimpico e primatista mondiale degli 800 m.

3.000 siepi uomini –  I primi 8 atleti sono di una sola nazione, il Kenya. Il primo, neanche a dirlo, è lo showman Ezekiel Kemboi, che ha impresso sulla gara il suo marchio di fabbrica: sprint finale lungo tutti gli ultimi 200 m. Ha vinto in 8’04”12 davanti al campione olimpico Brimin Kipruto, a sua volta sceso sotto il muro dell’8’05” con 8’04”64.

Risultati: 1. Ezekiel Kemboi (KEN) 8’04”12;  2. Brimin Kiprop Kipruto (KEN) 8’04”64; 3. Paul Kipsiele Koech (8’05”47); 4. Jairus Kipchoge Birech (KEN) 8’07”37; 5. Hillary Kipsang Yego (KEN) 8’09”07.

I protagonisti Ezekiel Kemboi (KEN), tre volte campione del mondo, vive e si allena a Siena; Brimin Kipruto (KEN), campione olimpico a Londra 2012; Paul Kipsiele Koech (KEN), tre volte vincitore della Diamond League.

800 m donne Eunice Sum si è aggiudicata il duello con Chanelle Price in 1’59”33.

Risultati: Eunice Jepkoech Sum (KEN) 1’59”33 (miglior prestazione 2014); 2. Chanelle Price (USA) 1’59”75 (record personale outdoor); 3. Lenka Masná (CZE) 2’00”20; 4. Janeth Jepkosgei Busienei (KEN) 2’00”49; 5. Molly Beckwith-Ludlow (USA) 2’00”55; Tintu Lukka (IND) 2’00”56; 7. Jennifer Meadows (GBR) 2’00”91;  8. Rose Mary Almanza (CUB) 2’00”91.

Le protagoniste Eunice Sum, campionessa del mondo 800 m; Chanelle Price, campionessa mondiale indoor 2014 800 m.

Il resto del meeting –  Ancora SuperUkhov: 2,41 m nel salto in alto

Il risultato copertina del meeting di Doha è stato senza dubbio il 2,41 m del campione olimpico Ivan Ukhov. Ecco il valore di questa misura: eguagliato il record russo di Igor Paklin che risaliva al 1985, terza prestazione mondale all-time, record della Diamond League. Ukhov ha già saltato ancora più in alto, quest’inverno, in occasione del record europeo eguagliato a Praga lo scorso Febbraio. 

Quattro atleti erano rimasti in gara a 2.30 Erik Kynardm, Mutaz Barshim, Derek Drouin, oltre a Ukhov, che è stato l’unico a superare i 2,39 m dopo un errore a 2,37 m. Kynard ha eguagliato il record statunitense con 2,37 prima di sbagliare due tentativi a 2,39 e sbagliare di poco la prova restante a 2,41. In una gara di contenuti tecnici mostruosi, Derek Drouin si è classificato terzo con 2,37 relegando Barshim al quarto posto con la stessa misura, ma con un numero maggiore di errori. Rimane stregato il meeting di casa per il giovane qatariota, figlio di un mezzofondista di origini sudanesi che finora aveva raccolto un terzo posto nel 2012 e un secondo l’anno scorso. È stata la più grande gara della storia, perché mai prima di oggi quattro uomini erano riusciti a superare 2,37 m nella stessa competizione.

Il primatista italiano Marco Fassinotti ha superato 2,19 e 2,24 m sempre al primo tentativo, prima di sbagliare tre prove a 2,27 m classificandosi sesto davanti ad atleti quotati come gli ex campioni del mondo Jesse Williams e Donald Thomas e il primatista francese Mickael Hanany, che rispetto all’azzurro hanno commesso più errori.

Resto gare – Uomini

200 m – Il giamaicano Nickel Ashmeade ha battuto di 18 centesimi di secondo il vice campione mondiale e bronzo olimpico Warren Weir vincendo in 20”13. Femi Ogunode, qatariota di origine nigeriana, è giunto terzo in 20”38.

400 m – Vince il campione mondiale Lashawn Merritt, che ha corso per la seconda volta in 44”44, miglior crono 2014.  Sotto i 45” Youssef Al Masrahi (44”77) Pavel Maslak (44”79, rec. Nazionale Rep. Ceca), Tony McQuay (44”92), Luguelin Santos (44”94). 

110 a ostacoli – Frenata dal vento contrario la vittoria del campione del mondo David Oliver (13”23, vento –0.5 m/s) che ha battuto Sergey Shubenkov (13”38) e il vice campione mondiale indoor, Pascal Martinot Lagarde (13”42).

Salto in lungo – Il greco Louis Tsatoumas si è imposto in una gara non eccelsa con 8,06 m davanti al messicano Luis Rivera (8,04 m).

Lancio del disco – Piotr Malachowski ha iniziato con il piede giusto vincendo la prima prova con un lancio da 66,72 m in una serie con prove tutte superiori ai 65 m. L’indiano Vikas Gowda si è classificato secondo a sorpresa con 63,23 m precedendo il campione olimpico, l’estone Gerd Kanter (62,90 m).

Resto gare – Donne

100 m – Shelly Ann Fraser Pryce ha dovuto faticare per battere di cinque centesimi di secondo la forte nigeriana Blessing Okagbare con il tempo di 11”13  in una gara frenata dal vento contrario di -0.8 m/s. Quest’anno la campionessa caraibica ha annunciato di volersi concentrare maggiormente sui 200 m (dove ha già corso in 22”53 a Kingston al Jamaica Invitational di Sabato scorso) e di puntare sui Giochi del Commonwealth. La giamaicana, che ha aperto un salone di parrucchiera a Kingston, ha presentato per l’occasione la sua nuova acconciatura di capelli. 

400 a ostacoli – La sorpresa della serata arriva da Kemi Adekoye, nigeriana con passaporto Barhein, che ha vinto i 400 a ostacoli in 54”59, primato nazionale. Battuta la favorita giamaicana Kaliese Spencer (vincitrice di tre Diamond Race) che ha chiuso seconda in 55”07.

Salto con l’asta – Con 4,63 m, la greca Nikoleta Kiryakopoulu ha battuto a sorpresa la campionessa mondiale indoor e argento olimpico, Yargelis Savigne, che si è fermara a 4,53 m.

Salto triplo – Con un salto da 14,43 m Catherine Ibarguen (campionessa mondiale 2013) ha vinto il duello con la due volte campionessa europea Olha Saladukha, seconda con 14,32.

Getto del peso – Diventano 47 le vittorie consecutive di Valerie Adams con l’ennesimo lancio oltre i 20 metri (20,20 m) al primo turno in pedana.

Lancio del giavellotto – La slovena Martina Ratej si è imposta a sorpresa con 65,48 m con un vantaggio di dieci centimetri sulla capolista stagionale e primatista australiana Kimberley Mickle.