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Giancarlo Colombo / Fidal

Cross – Campionati europei di cross: ritirato Meucci, ottavi Veronica Inglese (Seniores) e Michele Fontana (Under 23). Le donne quarte due volte a squadre. Il bronzo degli Juniores salva la spedizione

Sono ancora i giovani azzurri della squadra juniores a strappare gli applausi alla ventesima edizione degli Europei di Cross di Belgrado con una splendida medaglia di bronzo a squadre trascinati dal quinto posto di Lorenzo Dini e dal settimo di Yemeneberhan Crippa. Molto buoni in chiave italiana gli ottavi posti di Veronica Inglese nella gara seniores femminile e di Michele Fontana nella gara under 23 oltre ai brillanti quarti posti delle squadre juniores e seniores femminili. Peccato il ritiro di Meucci. Dal più forte degli azzurri ci si aspetterebbe più attaccamento alla maglia

Il commento: il ritiro di Meucci proprio non ci sta

Al termine di una giornata lunga e faticosa, è importante cercare, come si dice in gergo, di far quadrare il cerchio. Allora proviamoci. Gli Europei di cross da interpretare sono un piattino assai poco digeribile. Partiamo da numeri. Su 36 medaglie che si dovevamo assegnare, i britannici hanno fatto la parte del leone conquistandone ben 9 (5 ori 1 argento e 3 bronzi) confermando l’assoluta leadership nel settore. Staccata alle sue spalle di ben 5 allori la Francia con 4 (2 ori, un argento e un bronzo), poi la Spagna con 3 (2 ori e 1 bronzo). Per trovare l’Italia si deve andare in fondo alla classifica, dove, con 15 nazioni andate a segno su 37 partecipanti, gli azzurri si trovano con un bronzo in compagnia di Slovenia, Germania e Portogallo. Il bronzo arriva dagli azzurrini di Stefano Baldini. Qualcuno, il sottoscritto ad esempio, aveva sognato addirittura un oro, ma poi si deve fare i conti con la realtà. Ottimi i risultati di Samuele Dini, quinto, e di Yema Crippa settimo, un gradino al di sotto delle aspettative l’altro Dini, il gemello Lorenzo e Neka Crippa, che nell’ultimo giro ha pagato dazio. Peccato, l’argento era a portata di mano. Un plauso va a Yema Crippa, il più giovane in gara (ancora allievo) che potrà dire nelle prossime edizioni. La delusione maggiore arriva dalla gara seniores dove Meucci si è ritirato. Non è caduto, non ha preso distorsioni alle caviglie, non viaggiava lontano dai primi. Niente di tutto ciò. Il ragazzo toscano viaggiava poco distante dalla testa della gara, in quinta posizione. Poco prima del 6° km, si è sfilato guadagnando anzitempo la via degli spogliatoi. Non ha dato una vera e propria giustificazione, non trovava le giuste sensazioni in gara. Meucci, non me ne voglia, ma non ha di certo un attaccamento ai colori sociali. Nella manifestazione europea ci si batte non solo individualmente, ma conta moltissimo anche il risultato di squadra. Peccato. La gara ha visto un assolo da parte di Alemayu Bezabeh, spagnolo, sul turco Polat Kemboi, caduto rovinosamente nelle prime fasi della gara, e sul britannico Andy Vernon, tra l’altro quest’ultimo in grande rimonta, era nel gruppo degli inseguitori proprio in compagnia di Meucci. Migliore dei nostri Gianmarco Buttazzo, 30°. Non può e non deve passare sotto silenzio, l’ottavo posto di Veronica Inglese, tra le donne. Nella prova vinta inaspettatamente dalla transalpina Sophie Duarte. Non prendono la sufficienza Ejjafini e Romagnolo rispettivamente 18ª e 34º. Così come quello di Michele Fontana negli under 23, ottavo pure il lombardo che vive in provincia di Lecco e che afferma di amare anche la corsa in montagna. A squadre la nazionale in rosa colleziona due medaglie di cartone con le Juniores e le Seniores. Accontentiamoci. (W.B.)

La cronaca

Le gare di Belgrado disputate nel Parco dell’Amicizia si sono svolte in una giornata di sole con una temperatura di 5°C decisamente più mite rispetto al gelo dell’anno scorso di Budapest.  Come da tradizione nelle ultime edizioni di questa manifestazione la Gran Bretagna ha dominato il medagliere con ben 9 medaglie (cinque ori, un argento e tre bronzi). Lo squadrone britannico ha vinto quattro dei sei titoli a squadre (di questi tutti i titoli per nazioni femminili in ogni categoria) a testimonianza di un dominio incontrastato che continua da tanti anni. Per la quinta volta il team britannico ha trionfato sia nella gara juniores che under 23 a livello femminile. La Gran Bretagna è una delle patrie del cross che viene praticato con grande successo a livello scolastico. In tutto sono state sedici le nazioni a salire sul podio. La manifestazione ha fatto registrare un record di partecipazione con 525 atleti provenienti da 36 paesi. A Budapest 2012 erano 518 atleti di 35 paesi. 

Gara maschile Seniores – Lo spagnolo di origini etiopi Alemayehu Bezabeh (unico squalificato per doping ai tempi dell’Operacion Puerto, due anni di sospensione) ha vinto il suo secondo titolo europeo di cross a quattro anni di distanza dal primo successo di Dublino 2009. Lo spagnolo di colore ha preso il largo al terzo chilometro quando l’altro favorito Polat Arikan (campione europeo dei 10000 metri a Helsinki 2012) è caduto quando si trovava in testa. Bezunesh ha iniziato una progressione irresistibile che lo ha portato alla vittoria in 29’11” con ventuno secondi di vantaggio su  Arika. Il turco ha iniziato una straordinaria rimonta che gli ha permesso di agguantare il secondo posto. Il britannico Andy Vernon ha acciuffato il terzo posto in una splendida volata al photo-finish sull’ex campione europeo under 23 D’Hoedt del Belgio.  Daniele Meucci, reduce dal decimo posto alla Maratona di New York, è rimasto in contatto con i migliori fino al 4 km quando si trovava ancora in quinta posizione prima di cedere terreno. Intorno al sesto chilometro l’ingegnere pisano, terzo lo scorso anno a Budapest nella giornata trionfale dell’Italia che conquistò l’oro con Andrea Lalli, si è fermato quando si trovaava intorno al ventesimo posto.  Bezabeh ha guidato la Spagna alla vittoria nella classifica per nazioni davanti al Belgio e alla Gran Bretagna. La Spagna ha piazzato quattro atleti ai primi tredici posti. L’Italia non è andata oltre l’ottavo posto dopo il bronzo a squadre dell’anno scorso. Gianmarco  Buttazzo è stato il migliore degli azzurri in trentesima posizione davanti a Gabriele Carletti (35°), Gabriele De Nard (40°), Patrick Nasti (46°) e Alex Baldaccini (55°)  Per l’Italia si tratta del peggior piazzamento nella gara seniores a squafre dall’edizione di Toro 2007.

Gara femminile Seniores – La francese Sophie Duarte, conosciuta come forte specialista dei 3000 siepi, ha vinto il più importante titolo della sua carriera a 32 anni. Duarte ha contribuito con la sua vittoria al secondo posto della Francia nella classifica per nazioni alle spalle della Gran Bretagna guidata da Gemma Steel che ha conquistato l’argento individuale due anni dopo il bronzo vinto nella gara seniores a Velenje. Medaglia di bronzo per la portoghese Ana Dulce Felix che ha preceduto Fionnuala Britton. Duarte ha vinto per cinque secondi su Steel tagliando il traguardo in 26’34”. Felix è stata cronometrata in 26’41” precedendo di quattro secondi Fionnuala Britton.  L’irlandese inseguiva la terza medaglia d’oro individuale dopo i successi di Velenje 2011 e Budapest 2012. Prima della vittoria di Belgrado, Duarte vantava come miglior risultato il quinto posto sui 3000 siepi ai Mondiali di Osaka. Nell’estate 2013 Duarte ha realizzato il terzo tempo europeo dell’anno con 15’14”57. “Con questa vittoria spero di poter ispirare i giovani a provare con la corsa campestre perché il cross country é la base dell’atletica La norvegese Kjersti Bjerkeli Grovdal, campionessa europea di cross e sui 5000 metri e sui 3000 siepi nel 2009, ha animato la gara nelle fasi iniziali ma la sua azione si è spenta nel giro di un paio di chilometri. La gara si è decisa a un giro e mezzo dalla fine, quando Duarte ha cambiato marcia.

La migliore delle italiane è stata Veronica Inglese, eccellente ottava dopo una gara da protagonista. La ventitreenne pugliese, medaglia di bronzo agli Europei Juniores 2009, è tornata a ottimi livelli in questa stagione dopo due interventi chirurgici ai piedi. La squadra italiana termina al quarto posto nella classifica per nazioni grazie al diciottesimo posto di Nadia Ejjafini, al trentaquattresimo di Elena Romagnolo e al trentasettesimo della specialista della corsa in montagna Elisa Desco. Completano il quadro dei piazzamenti italiani la siepista Valeria Roffino in quarantacinquesima posizione e Silvia La Barbera, cinquantunesima.

«È bello festeggiare questo piazzamento, soprattutto perché soltanto l’anno scorso di questi tempi guardavo gli Europei a casa davanti alla televisione ancora convalescente dopo l’operazione al piede. Per la stagione in pista punto a fare il minimo per gli Europei di Zurigo sui 10.000 m», ha detto Veronica Inglese. 

Gara Under 23 maschile – L’Italia può sorridere anche nella categoria Under 23 maschile, dove Michele Fontana è entrato nella top 10 tagliando il traguardo in ottava posizione e precedendo di due posizioni il campione europeo under 23 e medaglia d’oro continentale dei 1.500 m, Henrik Ingebrigtsen. Il titolo individuale è andato al belga Peter Jan Hannes, che ha tagliato il traguardo in 24’02” dopo aver risolto la gara in suo favore nell’ultimo giro superando di cinque secondi il bulgaro Mitko Tsenov e di sei secondi il serbo Nemanja Cerovac. Hannes ha conquistato il secondo titolo continentale in questa stagione dopo la vittoria agli Europei Under 23 sui 1.500 m.

L’Italia si classifica nona nella classifica a squadre. Dopo Fontana gli altri azzurri sono finiti lontani: Daniele D’Onofrio 55°, il vice campione europeo under 23 dei 3000 siepi Giuseppe Gerratana, Andrea Tagnese, sessantunesimo. La Gran Bretagna ha trionfato nella classifica a squadre con 40 punti battendo nettamente l’Ucraina (72 punti) e la Francia (78 punti)

«Quest’anno sono riuscito a prepararmi al meglio dopo che la mononucleosi mi ha condizionato nel 2012. Sapevo di stare bene e puntavo ad un piazzamento tra i primi dieci», ha detto Fontana.

Gara Under 23 femminile – L’olandese di origini etiopi Sifan Hassan ha infranto le speranze del pubblico serbo che si aspettava di applaudire una possibile vittoria della beniamina di casa Amela Terzic. La giovane mezzofondista serba ambiva a vincere la medaglia d’oro al primo anno nella categoria under 23 dopo il successo dello scorso anno nella gara juniores davanti a Emelia Gorecka a Budapest e l’oro in pista agli Europei Under 23 sui 1500 m a Tampere.  La medaglia di bronzo è andata alla britannica Charlotte Purdue, che vinse l’edizione 2010 a Albufeira, in Portogallo, l’argento nel 2008 a Bruxelles e il bronzo nel 2007 a Toro 2007 sempre nella categoria juniores.

L’inno britannico God Save the Queen ha risuonato durante la premiazione della gara a squadra che ha celebrato ancora una volta la fortissima Gran Bretagna, vincitrice davanti alla Russia e all’Olanda grazie a una squadra molto compatta che ha piazzato cinque atlete ai primi otto (Kate Avery quarta, Lily Partridge quinta e Rhona Auckland settima e Laura Weightman ottava). L’Italia ha concluso in ottava posizione. La migliore delle italiane è stata Laura Bottini in trentesima posizione davanti a Sara Galimberti (39ª), Giulia Viola (43ª), Martina Merlo (44ª), Laura Papagna (56ª)  e Maria Virginia Abate (58ª).

Gara juniores maschile – L’Italia ha conquistato una splendida medaglia di bronzo a squadre con 55 punti alle spalle dalla Francia (48 punti) e alla Russia (51 punti). Merito di una squadra molto promettente ben plasmata dal direttore tecnico delle Nazionali giovanili, Stefano Baldini. Bravissimo il livornese Lorenzo Dini, primo degli azzurrini in quinta posizione (dopo aver perso lo sprint con il britannico Davis per la quarta posizione) davanti a Yemeneberhan Crippa, settimo al traguardo. Con loro sono saliti sul podio Samuele Dini (diciottesimo), Nekagenet Crippa (ventiseiesimo), Osama Zoghlami (43°) e Italo Quazzola (48° dopo essere caduto alla prima curva che lo ha costretto a rimontare posizioni dalle retrovie). Gli azzurri sono stati persino in lotta per la medaglia d’oro a squadre fino all’ultimo giro.

I fratelli Dini sono partiti in testa insieme a Strelkov nelle battute iniziali in una mattinata soleggiata che ha riscaldato la temperatura sul percorso del Parco dell’Amicizia della capitale serba. Samuele ha preso il comando dopo 4 minuti di gara prima che Kaya prendesse l’iniziativa. L’atleta turco e Isaac Kimeli hanno lanciato il loro attacco e a 2 km dalla fine Kimeli ha provato a lanciare il guanto di sfida.

Il keniano naturalizzato turco Ali Kaya, doppio campione europeo juniores a Rieti 2013 (battendo Lorenzo Dini sui 10.000 m e il gemello Samuele sui 5000 m), ha vinto l’oro individuale per due secondi sul belga Isaac Kimeli al termine di un duello emozionante che si è risolto nei metri finali tagliando il traguardo in 17’49”. Il russo Mikhail Strelkov si é aggiudicato la medaglia di bronzo in 18’05”.

L’Italia sale sul podio con due coppie di fratelli, i fratelli trentini Crippa (Nekagenet, campione mondiale juniores di corsa in montagna e Yemeneberhan, sesto ai Mondiali allievi sui 1500 m a Donetsk) e i gemelli livornesi Lorenzo e Samuele Dini. Davvero bella la storia dei fratelli trentini Crippa, due dei nove figli adottati da Riccardo Crippa, rappresentante lombardo trasferitosi in Trentino, che decise di cambiare vita e di dedicarsi ai bambini meno fortunati. I fratelli Crippa sono stati cresciuti da papà Roberto e mamma Luisa nel comune di Montagne, in una famiglia numerosissima con dodici figli (tre naturali e nove adottivi). Yemeneberhan, il cui nome significa braccio destro di Dio, è più portato per le distanze brevi della pista, mentre Nekagenet (nome che significa Acqua santa del Paradiso) è uno specialista delle distanze più lunghe e della corsa in montagna. Entrambi studiano alla Scuola alberghiera di Tione, a Trento, e gareggiano con la maglia del GS Valsugana Trentino sotto la guida dell’ex specialista dei 1.500 m Massimo Pegoretti dopo che agli inizi erano stati seguiti dal compianto Marco Borsari, scomparso nell’agosto 2011. SiaYemaneberhan che Nekagenet si distinguono per l’acconciatura dei loro capelli con creste colorate frutto del lavoro della sorella parrucchiera Asna.

Gara Juniores femminile – La britannica Emelia Gorecka ha vinto la seconda medaglia d’oro europea di cross under 20  alla sua quarta e ultima partecipazione nella categoria juniores che l’ha vista vincere quattro medaglie. Individuali, il bronzo a Albufeira 2010, l’oro a Velenje 2011 e l’argento a Budapest alle quali vanno aggiunti quattro successi a squadre in tutte le edizioni alle quali ha partecipato per un totale di otto medaglie. Gorecka è la prima atleta nella storia di questa manifestazione in grado di vincere quattro medaglie  a livello juniores nella.

Per la settima volta consecutiva le britanniche hanno vinto la gara juniores femminile sia a livello individuale che a squadre . A testimonianza di un dominio incontrastato il team britannico ha piazzato tre atlete tra le prime otto. Oltre ai successi nel cross vanno aggiunte le medaglie in pista come l’argento sui 5000 metri agli Europei Juniores di Tallin 2011, il bronzo sui 3000 metri ai Mondiali Juniores di Barcellona 2012 e l’oro sui 3000 metri agli Europei Juniores di Rieti 2013.

Gorecka, nata soltanto nove mesi prima dell’edizione inaugurale degli Europei di Cross a Alnwick in Gran Bretagna  nel 1994, ha dominato la gara tagliando il traguardo in 13’06” con un distacco di dieci secondi sulla polacca Sofia Ennaoui. Già ad 1 km dalla fine la giovane britannica di origini polacche aveva in tasca la vittoria . Staccata di altri undici secondi la slovena Marusa Mismas. Mai prima nella storia degli Europei di cross era successo che una juniores vincesse due volte. Lo scorso anno la giovane britannica dovette “accontentarsi” del secondo posto alle spalle della serba Amela Terzic nella neve e nel gelo di Budapest.

Nella gara a squadre la Gran Bretagna ha conquistato l’ennesimo successo precedendo la Svezia (75 punti con la loro migliore rappresentante Maria Larsson settima in 13’39”) e la Germania (95 punti, migliore delle tedesche Anna Reh al quinto posto). Brillante quarto posto della squadra femminile juniores guidata dalla specialista dei 1500 metri Federica Del Buono, figlia d’arte dell’ex mezzofondista azzurro Gianni Del Buono. Del Buono ha tagliato il traguardo in venticinquesima posizione precedendo di una posizione Angelica Olmo, Anna Stefani (allieva di Ruggero Grassi,m allenatore di Silvia Weissteiner), trentunesima, Giulia Mattioli, quarantesima, Sveva Fascetti, cinquantaduesima e Elisabetta Ottonello, sessantasettesima.

Per le azzurrine si tratta del miglior piazzamento di sempre in questa rassegna continentale. (D.S.)